Impressioni di un corista

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Ma voi lo sapevate che in Spagna, nella regione della Catalogna parlano una lingua diversa dal castigliano di Madrid? Che la Catalunya desidera l’indipendenza dalla Spagna, che gliel’ha tolta nel 1714?
Io non lo sapevo, ho scoperto questa ed altre cose importanti durante la permanenza a Girona con il laboratorio corale Le Piagge-Le Cure diretto dal maestro Gonnelli e accompagnato dalla pianista Caldesi.
L’occasione e l’opportunità di andare fin là ce l’ha data la ‘primera trobada’ (primo incontro) internazionale di cori europei a Macanet nella campagna catalana. Gemellaggio inserito nel progetto europeo Grundtvig 2 per l’educazione musicale degli adulti, promosso per l’Italia dalla scuola di Musica di Fiesole, in collaborazione con l’associazione il Muretto.
Mentre bevevo vino liquoroso dal Porrò (un tipo particolare di bottiglia) con il corista Jordi, lui mi ha raccontato che la legge di Franco proibiva di parlare e scrivere in Catalano fino al 1976 (anno della sua morte): oggi il catalano è la lingua ufficiale della regione, insegnata nelle scuole insieme alla storia locale.
I ragazzi della Coral juventut mi hanno chiarito tra una cerveza (birra) e l’altra che il partito più seguito è il partito indipendentista. Questo scenario a me ricordava la lega, ma è invece dominato dalla Izquierda (sinistra): gli indipendentisti si sono alleati al partito socialista spagnolo (PSC) di Zapatero.
Mi ha colpito la fiducia in Zapatero espressa da Cristina, la nostra interprete spagnola “Spero che Zapatero attivi di nuovo le borse di studio e i fondi per la ricerca cancellati da Aznar, altrimenti rischiamo la fuga di cervelli all’estero”.
L’altra speranza è che Zapatero possa concedere un’autonomia sempre maggiore alla regione perché, come mi diceva uno di loro “Io sono catalano, non spagnolo!”.
Ho chiesto a Judith, maestra del coro giovanile, perché all’estero fosse molto più nota la questione dei paesi baschi rispetto alla loro. Con un sorriso mi ha solo detto: “Perché noi non tiriamo le bombe”.
Muovendomi nella città di Girona ho trovato alcuni tratti comuni con Firenze: le stradine medievali, l’università, i musei, oltre a elementi del tutto diversi come la cattedrale gotica, i bagni arabi, il museo del cinema.
Nei miei giri nella zona ho avuto anche conferme di ciò che mi aspettavo di vedere: una presenza della comunità cinese diffusa ed inserita nei settori della ristorazione e del commercio, ma anche la protesta degli abitanti della città di Macanet per gli edifici altissimi che anche là stanno deturpando il centro storico.

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