19 dicembre 2018

Impianto eolico di Riparbella, malumore e immobili svalutati

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«Noi, rovinati dalle torri a vento» D sindaco: no, e bollette scontate
Riparbella Abitanti e albergatori: col parco eolico, immobili svalutati «Noi, rovinati dalle torri a vento» D sindaco: no, e bollette scontate RIPARBELLA (Pisa) —
«Non siamo contro l’eolico. Ma se le pale saranno costruite, il nostro turismo morirà e porterà al tracollo l’intera economia della zona, che proprio dal turismo trae il suo principale sostentamento». È vero, abitanti e albergatori delle colline intorno a Riparbella sono favorevoli alle energie rinnovabili; molti utilizzano il fotovoltaico. Ma hanno la preoccupazione (anzi, la certezza) che l’idilliaco ambiente che li circonda venga sconvolto dal gigantesco progetto di parco eolico promosso dalla società danese European wind farms Italy, che prevede l’installazione, in aggiunta alle 12 già presenti, di 66 pale eoliche sui crinali delle colline. Un vero «abominio paesaggistico» secondo Italia Nostra, che nei giorni scorsi ha fatto ricorso al TAR per scongiurare la prima tranche di lavori (già approvata dal Comune di Riparbella e dalla Regione): quindici pale di 125 metri ciascuna sul Poggio Malconsiglio. «Quando i turisti le vedono, fanno retromarcia» sbotta Patrizia, titolare di uno dei tanti agriturismi sulle colline di Riparbella. «Adesso che ne verranno aggiunte altre 15, sarà ancora peggio. I clienti più affezionati ci hanno già fatto capire che cambieranno meta per le vacanze estive». Le pessimistiche previsioni trovano già conferme nel presente, visto che sulle pareti di alcune abitazioni sono comparsi i primi cartelli «Vendesi». «Con il parco eolico gli immobili hanno subito una pesante svalutazione e chi ha la possibilità vende», raccontano in paese. Emblematico l’esempio di Alessandro, milanese doc che, stressato dalla vita cittadina, cinque anni fa si era trasferito a Riparbella per trovare pace e serenità. «Avevo uno studio di consulenza nel centro di Milano — racconta — ma sognavo da sempre una vita rilassante nella natura incontaminata della Toscana». Ma anche qui ha avuto il suo bel daffare. Per scongiurare la realizzazione del parco, combatte quotidianamente. Ha fondato una lista civica indipendente e ha raccolto 300 firme, con tanto di manifestazione in piazza, contro il progetto. Ma oggi, sull’orlo della sconfitta, ammette: «Sarà difficile impedire l’installazione delle pale. Se me le pianteranno davanti casa, vendo tutto e vado via. Non era questa la Toscana che sognavo». Ciò che fa irritare maggiormente gli abitanti è l’indifferenza mostrata dal Comune e dalla Regione verso le loro esigenze. In primis perché «il sindaco ha approvato la realizzazione del parco eolico senza nessuna consultazione popolare»; poi, perché «l’amministrazione regionale, nonostante le nostre richieste, non si è minimamente adoperata per cercare un luogo alternativo». Infine, sottolineano, «il parco eolico, nonostante l’evidente danno turistico, non porterà nessun beneficio economico agli abitanti di Riparbella». Tutto falso, secondo il sindaco, Ghero Fontanelli: «Le royalties non sono ammesse per legge, ma la società danese ha garantito al Comune il 3,6% degli introiti derivanti dalla vendita dell’energia prodotta dal parco eolico. La somma sarà utilizzata dall’amministrazione comunale per realizzare opere pubbliche». Inoltre, il sindaco assicura «un bonus sconto del 10% su ogni bolletta della luce di ciascuna famiglia». I cittadini replicano: «Sono soltanto spot elettorali, ancora non c’è niente di scritto». Ma il punto cruciale, secondo Italia Nostra, è l’improduttività dei parchi eolici, perlomeno in Italia e in Toscana dove «i valori del vento sono insignificanti» secondo Mariarita Signorini, membro del direttivo nazionale. Inoltre, «la società danese che realizzerà il parco eolico di Riparbella ha un socio di maggioranza fallito». Un elemento che, secondo Signorini, conferma che «questo parco eolico è solo una

di Jacopo Storni, dal Corriere Fiorentino

«Non siamo contro l’eolico. Ma se le pale saranno costruite, il nostro turismo morirà e porterà al tracollo l’intera economia della zona, che proprio dal turismo trae il suo principale sostentamento». È vero, abitanti e albergatori delle colline intorno a Riparbella sono favorevoli alle energie rinnovabili; molti utilizzano il fotovoltaico. Ma hanno la preoccupazione (anzi, la certezza) che l’idilliaco ambiente che li circonda venga sconvolto dal gigantesco progetto di parco eolico promosso dalla società danese European wind farms Italy, che prevede l’installazione, in aggiunta alle 12 già presenti, di 66 pale eoliche sui crinali delle colline. Un vero «abominio paesaggistico» secondo Italia Nostra, che nei giorni scorsi ha fatto ricorso al TAR per scongiurare la prima tranche di lavori (già approvata dal Comune di Riparbella e dalla Regione): quindici pale di 125 metri ciascuna sul Poggio Malconsiglio. «Quando i turisti le vedono, fanno retromarcia» sbotta Patrizia, titolare di uno dei tanti agriturismi sulle colline di Riparbella. «Adesso che ne verranno aggiunte altre 15, sarà ancora peggio. I clienti più affezionati ci hanno già fatto capire che cambieranno meta per le vacanze estive». Le pessimistiche previsioni trovano già conferme nel presente, visto che sulle pareti di alcune abitazioni sono comparsi i primi cartelli «Vendesi». «Con il parco eolico gli immobili hanno subito una pesante svalutazione e chi ha la possibilità vende», raccontano in paese. Emblematico l’esempio di Alessandro, milanese doc che, stressato dalla vita cittadina, cinque anni fa si era trasferito a Riparbella per trovare pace e serenità. «Avevo uno studio di consulenza nel centro di Milano — racconta — ma sognavo da sempre una vita rilassante nella natura incontaminata della Toscana». Ma anche qui ha avuto il suo bel daffare. Per scongiurare la realizzazione del parco, combatte quotidianamente. Ha fondato una lista civica indipendente e ha raccolto 300 firme, con tanto di manifestazione in piazza, contro il progetto. Ma oggi, sull’orlo della sconfitta, ammette: «Sarà difficile impedire l’installazione delle pale. Se me le pianteranno davanti casa, vendo tutto e vado via. Non era questa la Toscana che sognavo». Ciò che fa irritare maggiormente gli abitanti è l’indifferenza mostrata dal Comune e dalla Regione verso le loro esigenze. In primis perché «il sindaco ha approvato la realizzazione del parco eolico senza nessuna consultazione popolare»; poi, perché «l’amministrazione regionale, nonostante le nostre richieste, non si è minimamente adoperata per cercare un luogo alternativo». Infine, sottolineano, «il parco eolico, nonostante l’evidente danno turistico, non porterà nessun beneficio economico agli abitanti di Riparbella». Tutto falso, secondo il sindaco, Ghero Fontanelli: «Le royalties non sono ammesse per legge, ma la società danese ha garantito al Comune il 3,6% degli introiti derivanti dalla vendita dell’energia prodotta dal parco eolico. La somma sarà utilizzata dall’amministrazione comunale per realizzare opere pubbliche». Inoltre, il sindaco assicura «un bonus sconto del 10% su ogni bolletta della luce di ciascuna famiglia». I cittadini replicano: «Sono soltanto spot elettorali, ancora non c’è niente di scritto». Ma il punto cruciale, secondo Italia Nostra, è l’improduttività dei parchi eolici, perlomeno in Italia e in Toscana dove «i valori del vento sono insignificanti» secondo Mariarita Signorini, membro del direttivo nazionale. Inoltre, «la società danese che realizzerà il parco eolico di Riparbella ha un socio di maggioranza fallito». Un elemento che, secondo Signorini, conferma che «questo parco eolico è solo una speculazione finanziaria».

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