24 settembre 2018

Immigrazione, sgomberi e lavoro nero

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Sgomberi in atto nell’area di Milano. L’Ufficio Immigrazione della questura milanese sta eseguendo uno sgombero di tre campi nomadi occupati da cittadini rumeni e di un insediamento occupato da cittadini nordafricani ubicati nella zona di Capo Rizzato e Via Ione, una vasta area di proprietà della Ece Spa. Circa 200 le persone finora allontanate, tra le quali 43 uomini e 5 donne sono stati accompagnati in questura. Al momento non ci sono notizie su dove siano spostati gli altri sgomberati, e soprattutto se è stato offerto loro un alloggio sostitutivo, anche se temporaneo.
Nel corso delle operazione di sgombero, sono state demolite 120 baracche in legno e lamiera.
Sempre a proposito di immigrazione, la Cisl di Como ha denunciato che il lavoro nero domina nel Comasco. Secondo i dati diffusi nel corso di una conferenza stampa del sindacato, è emerso che su quasi 3000 controlli effettuati nel 2002, sono state riscontrati ben 1435 casi di irregolarità. In particolare, si tratta di dipendenti non assunti, extracomunitari senza contratto. Il settore più interessato dai controlli è stato quello dell’edilizia, ma irregolarità sono state riscontrate anche nelle aziende di credito e assicurative. Nel tentativo di arginare il problema, il Prefetto di Como, Guido Adriano Palazzo, ha istituito un Comitato di 13 persone, fra cui vari sindacalisti, con il compito di “dare la caccia” al lavoro sommerso. L’importante è che questi “giustizieri” non puniscano chi viene sfruttato, ma i datori di lavoro. Sono loro ad imporre agli immigrati pessime condizioni di lavoro, senza tutele e garanzie, calpestandone la dignità. Gli irregolari sono vittime che nella maggioranza dei casi non hanno scelta.

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