Il programmino fiorentino

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Vi ricordate le notti passate all’Anfiteatro delle Cascine, con il prato per sdraiarsi, tanta gente e, soprattutto, i concerti gratis? Non ci sperate: anche per la prossima estate, nulla di tutto questo: nessun evento musicale di rilievo e, soprattutto, niente Anfiteatro. Ebbene si: consolatevi perché questo sembra ormai un bel ricordo dei tempi che furono. L’Anfiteatro, ricordiamolo, ha rappresentato un riferimento importante per le notti estive fiorentine; un luogo dove si sono svolti concerti importanti, un punto di aggregazione per giovani e non, un’alternativa divertente per i tanti che passano l’estate in città.
E allora ci domandiamo: com’è possibile che Firenze rinunci a tutto questo? è lo stesso Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze che ce lo conferma.
Ha parlato con noi Daniele Gardenti, giovane collaboratore di Simone Siliani. La formula scelta dal Comune per la prossima estate, dice Gardenti, “sarà quella di offrire più eventi culturali in modo da coprire l’intera stagione”; nessuna manifestazione in grado di coinvolgere il grande pubblico giovanile. Una programmazione fatta da tante piccole manifestazioni sicuramente modeste in termini di partecipazione e, a nostro avviso, decisamente “elitarie”: dalle rassegne di musica classica, con l’orchestra giovanile e quella da Camera, ai festival di danza classica; dal teatro alle letture, passando per qualche rassegna cinematografica. Manifestazioni culturali importanti, certo, ma che parlano ancora troppo poco al pubblico giovanile.
Sarà pur vero che i problemi, rispetto alla disponibilità di spazi ampi, sono tanti; l’anfiteatro, per esempio, “non è in grado di ospitare grossi eventi” e sicuramente diversi sono i problemi strutturali legati ad un suo riutilizzo: “dalla mancanza dei servizi igienici, ai posti disponibili, all’utilizzo del prato”. La zona dovrebbe, inoltre, essere resa agibile; si tratta di precise “disposizioni di legge rispetto alle quali non possiamo trascendere perché sono gli stessi gruppi musicali, soprattutto quelli stranieri, che le pretendono per venire a suonare”.
Certo, tutto questo sarà pur vero ma, allo stesso tempo, si sente chiaramente la mancanza di una progettualità precisa e coraggiosa in tema di politiche giovanili e di offerta culturale nuova. Come se mancasse la volontà politica di investire sull’aggregazione giovanile. Si investe poco sulle periferie e, ancora meno, sui giovani artisti emergenti e sulla sperimentazione culturale.
Escludendo la breve e importante parentesi di Fabbrica Europa (il Festival si tiene alla Stazione Leopolda dal 6 al 28 maggio), l’offerta culturale fiorentina si ferma: nessuna idea interessante, nessun programma, nessuna voglia di investire davvero: sempre le solite cose, i soliti locali cari e tanta noia.
Cosa manca a questa città?
Sicuramente, come dice Daniele, un luogo “in grado di ospitare eventi musicali di medie dimensioni, concerti in grado di coinvolgere dalle cinque alle diecimila persone”. Un teatro all’aperto, quindi, per ospitare manifestazioni culturali importanti per il pubblico giovanile ma non solo; poco viene fatto per i bambini e ancora meno per le tante persone anziane che rimangono spesso tutta l’estate in città. Manca soprattutto un’alternativa seria al mercato dello svago che ci considera tutti solo come consumatori.
Gardenti ci lascia sperare: “Firenze vuole lavorare per costruire una struttura definitiva in grado di ospitare queste manifestazioni. Si pensa all’ippodromo, quello grande ma anche quello piccolo che, però, sarebbe disponibile soltanto da settembre; se si organizzassero dei concerti a luglio, si potrebbero fare in quello grande.”
è l’uovo di Colombo, allora? Pare di no… “Bisognerebbe che la società che gestisce l’ippodromo ci lasciasse allestire un’arena interna sul prato, in modo tale che in due mesi si potrebbe montare il palco. Ma la vera difficoltà in questo caso sarebbe quella di non toccare le piste. Insomma, la soluzione migliore sarebbe quella dell’ippodromo minore anche se, al momento non sappiamo se risponde alle esigenze dei concerti pop o rock. Stiamo lavorando anche ad una terza possibilità forse più sicura delle precedenti ma, almeno per quest’anno, i progetti su una nuova struttura rimarranno insoluti”. Quello della mancanza di un grande teatro all’aperto è, quindi, sicuramente il problema principale di Firenze.
Gardenti precisa che le responsabilità di un programma non grandioso non sono tutte del Comune: “In estate i prezzi si gonfiano. Gli operatori dello spettacolo non rischiano più e l’offerta di esclusive cresce a dismisura, insieme ai prezzi. Ormai si offrono cachet talmente alti che tutto diventa più difficile. I gruppi musicali scelgono così esclusivamente sulla base del criterio economico: suono dove mi pagano di più”.
Sarà. Ma la sensazione rimane: Firenze può e deve fare di più.
Occorre una maggiore volontà politica, più coraggiosa, che abbia voglia di rischiare e di investire per un’offerta culturale nuova.
Occorre valorizzare i tanti luoghi ormai abbandonati del centro storico e, soprattutto, lavorare per e con le periferie.
Occorre promuovere meglio le manifestazione culturali già in programma.
Insomma, ragazzi, un po’ di iniziativa!
Il tema pensato e proposto da Pagani per questa estate fiorentina, l’identità, suggerisce una riflessione: sono ormai anni che si promuovono le solite manifestazioni culturali.
Speriamo almeno che il tema scelto, l’identità, costituisca uno stimolo forte per “guardarsi dentro” per suggerire un cambiamento serio e concreto di progettualità. Non è certo con i centri commerciali o con le vetrine che si costruisce l’identità culturale di una città. E questo Firenze lo sa bene.

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