Il prestito solidale diventa grande

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revolution-cardPosti in piedi all’Auditorium Stensen domenica 14 dicembre per la presentazione alla cittadinanza del progetto MAG Firenze, ambiziosa ma concreta iniziativa di finanza solidale partita da due fondi fiorentini di microcredito, il Fondo Etico delle Piagge e il Progetto Se.Me. di Settignano. Più di 400 persone interessate e curiose hanno risposto all’invito, corredato di una “Revolution card” fatta come una carta di credito ma molto, molto più valida. Le persone contano più del denaro, ma il denaro serve e le banche lo prestano solo a chi ce l’ha già, come ha ricordato al pubblico un esilarante episodio del film “Tu mi turbi” interpretato da Roberto Benigni: «Ma se avevo un miliardo, glieli davo io a lei cento milioni!».

“E’  tempo di costruire un’altra economia equa, sostenibile, nonviolenta e democratica”, ha detto Alessandro Santoro, “occupando tutti i piccoli spazi di potere che abbiamo a nostra disposizione”. Ecco il perché dell’Associazione “Verso Mag Firenze” che vuole costruire una vera e propria finanziaria, cioè un ente con licenza di prestare soldi, dai criteri solidali. Si prestano cioè soldi a chi ne ha bisogno – persone e piccole imprese in difficoltà – a tasso zero e senza bisogno di garanzie. O meglio, la garanzia è data dalla relazione umana, dal conoscersi e darsi fiducia. Sogni, utopie? Guardiamo i numeri dei due fondatori di Verso Mag: il Fondo Etico delle Piagge, nato nel 2001, ha attivato ad oggi 103 prestiti per un importo di 248.000 euro, a fronte di una raccolta che è meno della metà, a dimostrazione che dare fiducia ripaga; il neonato Progetto Seme ha effettuato già 12 prestiti per un totale di 16.000 euro.

Se chi prende in prestito non paga interessi, ma solo le spese di gestione, è ovvio che a prestare non ci si guadagna. Francesco Festini, del Progetto Seme, lo spiega così: “Per noi il denaro non si compra e non si vende: si distribuisce”. E allora dove sta l’investimento? Perché una persona dovrebbe metter soldi in un fondo di questo tipo? La somma versata non frutta interessi, è vero, ma permette di “costruire un modello di finanza solidale concreto e fruibile dai più, senza speculazioni, sostenendo l’economia reale e al servizio del bene comune”.

Roba da sognatori? Domenica sono stati raccolti 18mila euro. A quanto pare, sognano in parecchi.

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