24 settembre 2018

Il pinguino e l’ecoefficienza

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Cominciamo con una banalità: per educare e per convincere, niente conta quanto
il buon esempio. Si può dar credito a quel padre che esige l’ordine e lascia
in giro i calzini, al professore che coi piedi sulla cattedra parla di buona
educazione, alla parrucchiera coi capelli stopposi, al bagnino con la
ciambella? Difficile… Eppure, mentre si moltiplicano le guide e i cd rom, le
esortazioni e gli incentivi, gli ultimatum e le minacce, tutto ciò che di
riffa o di raffa porterà alla fine noi testardi cittadini ad adottare queste
“buone pratiche” benedette, continuano a scarseggiare gli esempi virtuosi da
parte dell’amministrazione.
Facciamo un giro negli uffici del comune, nelle biblioteche, nelle sedi dei
quartieri: è un po’ irritante vedere impiegati in maniche di camicia quando
fuori sono zero gradi; è sconfortante non trovare i contenitori per la
raccolta differenziata; è insopportabile vedere luci accese in pieno giorno.
Tra poco sarà estate e dovremo metterci il golf prima di varcare la soglia di
certi ambienti, dove il condizionatore viene regolato direttamente da un
pinguino.
Avanziamo una modesta proposta: riportate il pinguino nel suo ambiente e
metteteci qualcun altro! Ci rivolgiamo al Comune, perché metta in pratica, per
prima cosa nelle sue sedi e in quelle che ricadono sotto il suo controllo,
quei consigli e obblighi di cui ci fa così spesso – e giustamente –
destinatari, in nome del sacrosanto principio dell’“ecoefficienza”.
Certo, conosciamo l’obiezione: questo è il desiderio di tutti, ma non è
facile, ci sono impianti vecchi, mancano i soldi, le cattive abitudini sono
dure a morire, come si fa a controllare dappertutto, ecc. Ecco perché dicevamo
di sostituire il pinguino! Se esiste per ogni locale pubblico d’Italia una
persona responsabile del rispetto del divieto di fumare, sarà pur possibile
per ogni sede comunale affidare a qualcuno un incarico simile.
Un responsabile dell’ecoefficienza, questo ci immaginiamo, con compiti ben
precisi, che vigili sul funzionamento degli impianti di climatizzazione e
avvisi se il termostato non funziona, che segnali gli sprechi di carta o le
perdite di acqua o gli spifferi alle finestre, che non permetta di non
differenziare i rifiuti, che spenga luci o macchine lasciate accese
inutilmente. Gesti piccoli ma importanti per un comportamento sostenibile.
Spesso si possono ottenere grandi risparmi di risorse (e soldi, magari anche
pubblici) con accorgimenti minimi.
Se questo è vero a scala familiare, lo è ancor di più a livello di
amministrazione comunale. Non vale la pena provarci?

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