25 settembre 2018

Il Gruppo di Quinto Alto

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Anche quest’anno molto ricco ed interessante è il calendario delle attività culturali proposte dal gruppo di Quinto Alto. Tra filosofia e letteratura, sono previsti da gennaio una ventina di incontri pubblici sul tema dell’immagine e della poesia europea tra le due guerre. Agli incontri, aperti e gratuiti, interverranno tra gli altri A. Negri, A. Zanini, U. Fadini, A. Caronia, B. Accarino, A. Sirotti, S. Berni, G. Panella… Grandi nomi per una discussione che non vuole però avere un taglio tecnico-specialistico, bensì “fornire i necessari elementi informativi anche a chi non sia addentro agli argomenti trattati” curando “il più possibile l’aspetto comunicativo e lasciando adeguato spazio alla discussione”.
Del resto, la storia del gruppo di Quinto Alto, che nasce una decina di anni fa come gruppo informale di letture filosofiche e, successivamente, di poesia, è per certi versi la storia di una battaglia politica per l’apertura di spazi culturali in città. Senza fissa dimora, Quinto Alto inizia il suo lavoro a casa di Paolo Vannini, insegnante di filosofia, per trasferirsi poi nella biblioteca di Sesto Fiorentino e tornare in città, prima alle Giubbe Rosse, poi al Palagio di Parte Guelfa e ora ospite presso il Giardino dei Ciliegi.
Va bene il nomadismo, ma proprio ora che la storica libreria Seeber è stata chiusa per consegnare definitivamente via Tornabuoni alle multinazionali della moda, ci chiediamo se sia ancora possibile pensare una città il cui centro non sia fatto solo di vetrine con scarpe e borsette da rifilare ai turisti. Intanto da Quinto Alto viene un invito.
Per informazioni sul programma e le attività: tel. 055 486159, e-mail: quintoalto@virgilio.it

0 Comments

  1. Tommaso Mazzoni Dpro

    Cari amici del “Gruppo di Quinto Alto”,
    fino a quando ho potuto, io, che vivo a Émpoli, vi ho seguìto con il desiderio di imparare. E voi mi avete sempre porto il delizioso frutto dei vostri studi e, cosa ancóra più importante per me, del vostro pensiero.
    Soltanto il lèggere il nome Quinto Alto, mi fa accapponare la pelle dalla nostalgia. Come oggi, che, casualmente, aperto “L’altracittà”, ho letto alcuni nomi che hanno accompagnato il mio attento ascolto alle vostre non comuni lezioni-conferenze. E con l’intento di non far torto a nessuno, e includendo forse alcuno del vostri relatori ospiti, mi affiorano alla mente, anche se non tutti, i vari nomi, come Amadei, Baronti, Bernabei, Berni, Biondi, Creati, Fadini, la cara Floris, Lanuzza, Linguiti, Monforte, Moravia, Panella, Rosso, Scopelliti, Serpi, Tomarchio-Levi, Vannini, Visconti… che ho messo per ciò in ordine alfabetico; perché da ciascuno di voi c’è stato “materiale” importante da attingere, e, nell’insieme, siete riusciti a in un certo senso formattarmi il cervello, predisponendolo, certo assieme ad altri miei maestri, ad accogliere il frutto del pensiero altrui, dall’antichità fino, si può dire, ai giorni nostri.
    La mia stima verso di voi non l’ho da ora. Ricordo che, a una conferenza non tenuta da voi, in Santo Spirito, in un pomeriggio di parecchi anni fa era presente anche il vostro Paolo Vannini: al medesimo porsi un mio biglietto stilato lipperlì alla meglio per tentare di esprimere il mio entusiasmo per lui e per tutti voi. Non so se ci riuscii: se non fu così, spero di averlo fatto alla meglio oggi.
    Ho bevuto quelle vostre argomentazioni, così attente e puntuali lezioni (per me erano tali), di cui riporto il van-taggioso segno, avendo potuto fruire dei concetti così profondi, saputi porgere da voi in forme così leggère da non parere lezioni. Dal Palagio di Parte Guelfa fino alle Giubbe Rosse.
    Per il trascorrere del tempo, mi state diventando sempre più virtuali che presenti, ma sappiate però che il ricordo permane in me; e, soprattutto, che quella semina non è andata sprecata.
    Sono sicuro pure che, anche se non in moltissimi, ma tanti altri ne hanno usufruito. Sappiatelo, quindi, e siatene compiaciuti. Almeno per quanto mi riguarda, a voi la mia lode e la mia riconoscenza. Grazie!
    Tommaso Mazzoni.

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