23 settembre 2018

Il futuro delle Cascine

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”Il parco delle Cascine rappresenta l’area verde più grande della nostra città, è tutelato dalla Sovrintendenza e permette la vita a tante specie di animali e piante diverse. Forse non tutti conoscono un’altra sua peculiarità: una gestione comunale che prevede il coinvolgimento di ben otto Assessorati: dall’ambiente, al traffico, al commercio, a quello che si occupa delle abitazioni presenti nel parco. Situazione davvero particolare che rende la sua gestione, soprattutto da un punto di vista contabile, comprensibilmente difficile.
La questione è stata affrontata recentemente al convegno organizzato dal gruppo consiliare dei Verdi “Prospettive per un parco dell’Arno – Verso la creazione di un organismo di gestione” in cui sono state affrontati temi molto importanti per il futuro delle Cascine: dall’ancora ipotetica Società per Azioni che dovrebbe gestire il parco, al progetto della costruzione di un ponte di collegamento tra l’Isolotto e le Cascine.
Abbiamo incontrato Alessio Papini, capogruppo dei Verdi a Palazzo Vecchio, alla Facoltà di Botanica dove svolge l’attività di ricercatore, per cercare di capire meglio cosa saràdelle Cascine: dopo tanti assessorati, un nuovo organismo di gestione?
“Il primo punto da cui partire è quello dell’unificazione di tutte le competenze comunali in un unico centro decisionale. Se i soldi provenienti dalle varie realtà economiche (discoteche, ippodromo, mercato, luna park) presenti nel parco si potessero impegnare direttamente, non sarebbe così tanto difficile riuscire a stanziare fondi per una migliore manutenzione ambientale delle Cascine. Anche perché – spiega Papini – mentre gli introiti provenienti da queste attività economiche finiscono nelle casse dei vari Assessorati interessati, le spese convergono sul solo ‘prosciugato’ Assessorato all’Ambiente”.
L’ipotesi di affidare la gestione ad una S.p.A., ancora in fase preliminare, nasce recentemente dalla collaborazione tra Assessorato all’Ambiente e un gruppo di lavoro composto da tecnici comunali, consiglieri della maggioranza e un rappresentante del centro destra. Il piano prevede che l’unificazione delle varie competenze passi attraverso la costituzione di una S.p.A. a partecipazione maggioritaria del Comune, con la partecipazione di soggetti privati.
“Non si tratta chiaramente dell’unica forma di gestione possibile – prosegue Papini – per ora la proposta è stata presentata al Consiglio Comunale. Siamo soltanto al punto di partenza. In realtà, la costituzione di una Società per azioni non risolverebbe la situazione della moltitudine di Assessorati coinvolti perché avremo soltanto un altro soggetto che dovrebbe dialogare con loro. Noi abbiamo proposto di iniziare intanto riportando tutte le competenze all’interno dell’Assessorato all’Ambiente. Questo dovrebbe garantire di per sé una migliore organizzazione del lavoro; successivamente si potrebbero valutare le forme migliori di gestione. Non esiste soltanto la Società per Azioni. Il Parco di Villa Demidoff, per esempio, è gestito da un ente pubblico. Tutte le associazioni ambientaliste presenti al convegno (Amici della terra, Italia Nostra, Legambiente, WWF, Arcipesca) si sono dichiarate contrarie all’ipotesi di una S.p.A.”
Una S.p.A. per sua natura ha nel profitto la propria finalità, in contrasto con la gestione di un bene pubblico come le Cascine, se la gestione viene intesa come possibilità concreta di produzione di salute e benessere per tutti i cittadini. Questa ipotesi rappresenterebbe una minaccia per la vita del parco andando ad incrementare ulteriormente le attività economiche già presenti o addirittura creandone delle nuove.
Per quanto riguarda la passerella che collega Piazza dell’Isolotto con le Cascine, già attualmente frequentata assiduamente dai ciclomotori, “l’attuale progetto, sostenuto sia dalla maggioranza che dal Quartiere 4, prevede la costruzione di un ponte che permetta il transito non solo dei motorini ma anche degli autobus. Questo significherebbe tagliare in due il parco con enormi rischi di sua trasformazione in qualcosa di profondamente diverso. È un progetto che porterebbe seri danni alle Cascine”.
I lavori sono già iniziati, ci conferma Papini, con il nulla osta del Comune e dell’Autorità di Bacino ma da diversi mesi il cantiere è abbandonato in quanto privo del benestare della Sovrintendenza che, per il bene delle Cascine, speriamo non arrivi mai!

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