Il Chiapas dimenticato

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ma la questione non è affatto risolta, il malcontento cresce e si continua a respirare un clima di forte tensione.
Il presidente Vicente Fox, che al suo insediamento aveva promesso di risolvere il problema del Chiapas in quindici minuti, continua a seguire la politica dettatagli dagli Stati Uniti di privatizzazione delle risorse del suo paese, di adozione di sementi transgeniche, di sviluppo del pascolo su grande scala a danno delle estensioni coltivabili. Escludendo, in questo piano di ristrutturazione economica, il dialogo con i contadini e gli indigeni chiapanechi e negando loro non solo il riconoscimento di un’autonomia, ma anche il rispetto dei diritti umani.
Con l’insediamento del nuovo governo non abbiamo assistito ad una pacificazione della regione. Sono presenti sul territorio sia le forze armate che le forze paramilitari, e questo crea tensioni e incidenti.
La rete dei difensori dei diritti umani, presente in Messico, lavora per raccogliere tutte le denunce di violazioni, incontrando però molte difficoltà dal momento che si trovano a indagare contro azioni appoggiate dallo stato stesso. Appare dunque indispensabile l’intervento della comunità internazionale.

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