Il Centro liberato

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È meglio un centro mercificato o una periferia degradata? Dal punto di vista degli abitanti, forse, le cose non sono poi così diverse. Si può essere periferici in centro, dove contano turisti e commercianti, oppure divenire centrali in periferia come target dei centri commerciali. Da questa comune condizione, noi, giornale della periferia, andiamo a vedere cosa succede nel quartiere di Santa Croce.
Scopriamo subito che ormai tutto ha un prezzo, pure la chiesa! Per entrare in Santa Croce ci vogliono 3 euro. Per ora solo i parcheggi sono a pagamento, ma prima o poi lo saranno anche i marciapiedi, basta un po’ di pazienza.
Eppure in questo scenario qualcosa si muove, qualcuno resiste e osa chiedere spazi di aggregazione sociale in questo centro “dove non c’è niente”. Lo sostiene Vittorio Biagini, presidente dell’associazione Laboratorio Nuova Buonarroti, non riferendosi evidentemente alle vetrine. L’associazione è nata nel ’97, dopo la chiusura della Casa del popolo Buonarroti in Piazza dei Ciompi. “Uno degli obiettivi dell’associazione – spiega Biagini – è creare in centro uno spazio autogestito, plurale, aperto, culturale, che possa essere gestito da più associazioni”. Il Laboratorio Nuova Buonarroti lavora in rete su tre fronti “Da una parte, cerca di promuovere un dibattito che porti ad una maturazione culturale e politica, prestando attenzione a questioni di politica generale, come ad esempio la precarietà del lavoro o i temi dei ‘girotondi’, e a problemi che riguardano la città e la vivibilità dell’ambiente urbano; dall’altra, c’è un filone impegnato in iniziative culturali di tipo letterario; c’è poi un gruppo che si occupa di fotografia, che ha organizzato la mostra alle Murate lo scorso anno e che sta attualmente lavorando ad una mostra dedicata a Firenze di notte”.

Ogni area lavora autonomamente e anche il gruppo di Quinto Alto si appoggia all’associazione. Sono in ponte varie iniziative, tra cui alcune in collaborazione con gli abitanti di Santa Croce. Insomma, in centro forse si potrà ancora andare per una ragione che non sia consumare.

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