Il campanile di Santa Maria a Peretola

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Il campanile della chiesa di Santa Maria a Peretola è posteriore all’edificio ecclesiale, come lo sono tutti quelli della zona che svettano su chiese fondate attorno all’anno Mille. I più antichi documenti grafici che lo riguardano sono le Piante dei Capitani di Parte, fine sec. XVI, ove figura più o meno nello stato attuale. La sua costruzione risale agli ammodernamenti fatti dallo Spedale di Santa Maria Nuova divenuto proprietario della chiesa e di tutti i suoi beni in data 11 marzo 1449. Lo Spedale trasformò l’antica prioria in cappellania sistemando nella canonica l’amministrazione generale dei propri beni fondiari.
La gestione dello Spedale si distinse per la qualità degli interventi strutturali: venne rialzato il tetto e la chiesa fu arredata con nuove opere, fu costruita la loggia antistante ed eretto il campanile ove, su una mensola di pietra a sostegno di una campana è incisa la data MDX, che si presume essere quella della sua erezione. La forma del campanile è a torre, negli antichi disegni si nota il coronamento in aggetto sostenuto da mensole in pietra; l’attuale coronamento a filo è riconducibile al Settecento quando le mensole, oramai logore, misero in difficoltà lo sporgente ballatoio. Tuttora è assai vistosa un’antica lesione ad un pilastro della cella campanaria. Le campane originarie furono asportate durante l’amministrazione napoleonica quali bronzo da utilizzare a fini bellici, delle attuali una è datata 1843, tre sono del 1876 e quella piccola porta la data 1755. Un ricordo della compagnia della SS. Annunziata che rifece l’orologio è anteriore al 1785.
Nel suo insieme il campanile di Peretola è una torre ben proporzionata alta 23 metri. Al suo interno si leggono molte date dovute in particolare a restauri fatti, fra le quali, graffita nell’intonaco: “1935 restaurato questo campanile murato Boretti Averardo Peretola marzo 1884”; Averardo era conosciuto come Pappara.
Nel 1994 la torre campanaria fu sottoposta ad un generale restauro diretto dall’architetto Pancino; consolidamento statico e rifacimento dell’intonaco. Grazie agli antichi disegni poteva essere tentata la ricostruzione del coronamento in aggetto, ma non se ne fece di nulla. Con tale intervento la torre avrebbe riacquistata la forma originaria, invece il coronamento, oramai compromesso, è stato imbruttito dall’installazione di una grande croce in ferro che, oltre ad essere sproporzionata, costituisce elemento estraneo alla composizione architettonica in quanto il campanile non ha mai avuti orpelli decorativi alla sommità. L’asta con banderuola che si vede in qualche vecchia foto risaliva al periodo fascista ed era finalizzata all’apposizione della bandiera italiana nelle festività natalizie.

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