Il campanile di Petriolo

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Non è per essere campanilisti, ma il campanile della chiesa di San Biagio a Petriolo è senza dubbio il più bello che sia stato eretto in Toscana nel Settecento, un vero gioiello architettonico del periodo. La fondazione delle chiese della zona è comunemente datata al X secolo, ma i campanili originari, ammesso vi fossero, non esistono più né tantomeno ricordi storici o iconografici di essi.
Il campanile di Petriolo venne eretto intorno al 1730 a spese della famiglia Temperani che per due secoli ebbe il patronato della chiesa. Ai Temperani si devono molti lavori di carattere strutturale e decorativo di tutto il complesso ecclesiale nel quale si ritrovano tuttoggi stemmi ed epigrafi. Nel campanile si rilevano raffinatezze decorative e strutturali assai notevoli, quali le decorazioni in stucco con i simboli del Martirio di San Biagio ed i vasi in cotto alla sommità che sottolineano la cuspide, realizzata a piramide scampanata. Più sorprendenti ancora sono le parti strutturali interne mediante le quali si accede alla parte superiore. La cella campanaria è condotta da un elegante e rigoroso disegno come dimostrano i pilastri tagliati all’interno in diagonale, in armonia con la volta forata da un’apertura ottagonale da cui si accedee al ballatoio alla base della cuspide.
Durante il restauro del campanile, condotto dall’architetto Maurizio Muraglia nel 1998, vennero rinvenute tracce di colore che permisero la ricostruzione della tinteggiatura originaria nella sua delicatezza tipica dell’epoca. In tale occasione furono sistemate alcune catene in acciaio con intenti decorativi, documentando così l’intervento ed accrescendone l’interesse.
Le campane furono requisite durante l’amministrazione napoleonica quale metallo utilizzabile a fini bellici; le attuali, rifatte a spese del parroco e dei parrocchiani, recano tutte la data 1821. Altra nota è costituita dall’orologio la cui collocazione risale alla prima metà dell’Ottocento: fu collocato sul lato sinistro della torre campanaria per essere meglio visto dal borgo di Petriolo – all’epoca non esisteva la via Pistoiese. Durante gli ultimi restauri, proprio per l’effetto prospettico che si gode dalla via Pistoiese, fu deciso di spostare il quadrante in facciata, costituendo una piccola stonatura che si sarebbe evitata lasciando il quadrante nella collocazione originaria. Al di là di questa considerazione pignola, il campanile di Petriolo resta godibile in tutta la sua bellezza estetica da qualsiasi parte si guardi.

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