Il vescovo Jacques Gaillot: «Sei un uomo libero e fai paura alle istituzioni, ma non sei solo.»

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gaillotallepiagge1998
Gaillot alle Piagge, era il 1998

Carissimo Alessandro,

Sono con te in piena amicizia e preghiera.
Ti sento più che mai un fratello molto caro.
Non sei solo. Il tuo cuore è popolato da tutti quei volti che tu hai amato e servito.
Hai sempre tenuto la mano ai poveri. Poiché sei un uomo libero, hai fatto paura ai responsabili dell’istituzione.
Le persone di potere non amano coloro che sono liberi perché pericolosi.
La prova che ti è imposta allargherà ancor più il tuo cuore e la tua libertà per condurti su altre rive.
Passerai sopra l’ostacolo. Sono le pietre che fanno scorrere l’acqua dei torrenti, quelle stesse pietre che sono d’ostacolo all’acqua.
Carissimo  Alessandro, un giorno mi hanno dato questo consiglio: “Che il tuo cuore non s’indurisca mai”.
Lo rivolgo a te. Tante persone hanno bisogno di te.
Rendo grazie a Dio per quello che sei.
Con affetto

Jacques Gaillot
Vescovo di Partenia – Paris

Il vescovo di Partenia, Jacques Gaillot
Il vescovo di Partenia, Jacques Gaillot

0 Comments

  1. Marco Romoli

    caro Alessandro, domenica alle Piagge c’ero anch’io ed ho condiviso la tua commozione. Martedì sera, alla meditazione interreligiosaper la pace in Palazzo Vecchio alle 9, sappi che saremo con te in vicinanza e solidarietà di spirito. E’ inutile sperare nella conversione del vescovo: le strutture di potere laiche o religiose fa poca differenza,sono quelle che sono; ci vorrebbe proprio un’illuminazione sulla via di Damasco, ma aimé ci credo poco

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  2. Urbano Cipriani

    Bene anche il digiuno, anche davanti alla Curia. Ma non per chiederle la conversione. Betori non è espressione della chiesa fiorentina, è di nomina vaticana, cioè Opus Dei. E’ qui per fare quello che sta facendo: distruggere la Teologia della Liberazione, in questo caso Libera Azione. E’ un compito che l’Opus Dei sta portando a termine con ottimi risultati per ora in tutta l’America Latina. E’ un compito che lui si è assunto, per il quale ha avuto l’onore e l’onere di regolarizzare Firenze e la Toscana e lo porterà a termine finché tu gli riconoscerai la legittimità del suo Principato. Puoi solo chiedere che torni a Roma. E nel frattempo agire come se Betori non esistesse, etsi Beta non daretur. Chiaro a dirsi quanto duro a farsi: non per l’ostilità del popolo credente fiorentino, ma per l’appoggio preciso duro e circostanziato del potere politico amministrativo come i fatti dimostreranno. La battaglia è sui due fronti; quello politico è determinante quanto il fronte ecclesiale e l’Opus Dei è ben presente anche lì dentro. Coraggio, “è l’ora dei fuochi e non ci sarà che luce”; “non temere le tenebre, accendi una candela”. In questo caso difendiamo la candelina accesa qui alle Piagge di Firenze da più di vent’anni: che l’Opus non riesca a spegnerla.

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  3. sandra

    La vicenda di Don Santoro è una gravissima ingiustizia di cui la Chiesa dovrà rispondere di fronte al popolo dei cattolici.
    Si tratta di un atto profondamente anticristiano che offende tutte le persone di buona volontà.
    La Toscana è una regione che non può permettere a nessuno atti punitivi ingiusti, lesivi della dignità di qualsiasi cittadino.
    Invito le istituzioni a schierarsi a favore di Don Santoro, affinchè possa tornare alla sua parrocchia e ai suoi fedeli.
    Io non voglio discutere il fatto che ha generato l’azione della Chiesa, ma la sua reazione ha messo a nudo la sua paura e la sua codardia nel non voler affrontare a viso aperto le problematiche etiche e morali insite nella società.
    E’ più facile farsi obbedire dal gregge usando il bastone, piuttosto che cercare di capire cosa si agita nel suo cuore evitando contrasti e conflitti.

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  4. luca

    Il Vescovo é stato anche troppo buono. Don Santoro quando fu’ ordinato prete sapeva le regole della Chiesa. Non si puo’ concedere il matrimonio cattolico quando non ci sono i requisiti richiesti .Il Vescovo lo aveva informato ma inascoltato. Nella Chiesa c’é posto per tutti,ma il matrimniuo é altra cosa.

    Credo che Don Santoro sara’ ulterirmente danneggiato da coloro che manifestano davanti al Duomo. Nel volanitno sta’ scritto anche che il Vescovo di Firenze ha impiegato 34 anni per punire Don Cantini e solo 24 ore per punire Don Santoro. Falso! Gli abusati di Don Cantini hanno parlato degli abusi a distanza di 30 e la Curia doveva pur fare delle indagini prima di punirlo.

    La maggior parte della gente pensa che Don Santoro se vuol restare prete deve seguire le regole della Chiesa. Chi solidarizza con lui in massima parte lo fa’per motivazione politica. Ho visto diversi membri di Rifondazione comunista alle Piagge.

    solidarizzare con lui.

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  5. Francesca Grazzi

    E’ grazie a persone come te che continuo a credere nella Chiesa, perchè la Chiesa la fanno gli ultimi e chi, come te, crede e lotta per la Giustizia.
    Grazie don Alessandro, il tuo esempio scuote le coscienze e infonde forza per continuare a vivere “liberi”.

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  6. Giovanni

    Il signor Luca riponga il suo astio e non riscriva la storia. Le prime denunce sulle violenze di Don Cantini risalgono al 1974 quando Silvano Piovanelli, poi cardinale di Firenze, ricevette le confidenze delle vittime innocenti. Solo nel 2008 Cantini è stato finalmente estromesso, per così dire, dalla chiesa. Gli è andata bene che non sia finito anche in galera per quello che ha fatto. Mentre SANTORO HA SPOSATO DUE PERSONE CATTOLICHE CHE SI AMANO… Ricorda…
    Giovanni

    p.s. Rifondazione comunista è morta, sveglia!!!

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