26 settembre 2018

Il TAR boccia l'inceneritore di Selvapiana. Uno stop alle pericolose politiche di Provincia e Regione

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IL TAR boccia l’inceneritore. Il tribunale regionale accoglie alcuni dei ricorsi contro l’inceneritore «I cipressi» di Selvapiana alla Rufina che, da 9.000 tonnellate, dovrebbe essere ampliato fino a bruciarne circa 68.000. Secondo il tribunale così come è stato autorizzato, sulla base delle carenti procedure di Via (valutazione di impatto ambientale) e di Aia (autorizzazione integrata ambientale) fatte fare dalla Provincia, l’ampliamento non può essere fatto. Un duro colpo al piano provinciale dei rifiuti che, basato sui tre termovalorizzatori dell’area fiorentina (Case Passerini, Testi e Selvapiana ) era già in stallo.

Per Case Passerini siamo solo all’inizio della progettazione, Testi è fermissimo, ora Selvapiana è bocciata. Anche se l’assessore provinciale Crescioli assicura: «La pianificazione provinciale resta salda. L’illegittimità individuata dal Tar si basa solo su un vizio di procedura». I ricorsi anti inceneritore accolti sono quelli di Italia Nostra e di Francesco Giuntini Antinori, proprietario della fattoria di Selvapiana, produttrice del Chianti Rufina e di olio extravergine, sul cui territorio si estenderebbe il grande impianto a pochi metri dalla Sieve. Ora i ricorrenti applaudono, insieme all’associazione Valdisieve che raccoglie circa 250 abitanti e agli avvocati Ceruti, Del Re e Manetti. La seconda sezione del Tar annulla le procedure di Via e di Aia perché ritiene insufficienti le indagini sulla qualità del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee. «Oltretutto — fanno notare gli avvocati — in una zona considerata a più alto rischio idraulico della Toscana».

Pochi metri dalla Sieve, appunto. C’è di più. Mancano, secondo il Tar sufficienti notizie sulla quantità e la tipologia dei rifiuti da conferire. «Il tribunale — dice Ceruti — ci ha dato ragione anche sulla scarsa compatibilità ambientale dell’impianto per l’eliminazione degli inerti da costruire accanto all’inceneritore e perché la rete di teleriscaldamento, che sarebbe dovuta servire come compensazione all’inquinamento prodotto dall’impianto, è rimasta lettera morta ». Il Tar ha anche censurato il parere esclusivamente «orientativo» della soprintendenza sulla compatibilità paesaggistica dell’inceneritore perché bisogna dire sì o no e non rimanere a mezza strada.

Se la Provincia ricorresse al consiglio di Stato avvocati e comitati promettono di affilare le armi: «La Provincia sostiene che si tratta dell’ampliamento di un impianto già esistente, mentre noi abbiamo dimostrato, tra l’altro, come si sia davanti invece a un nuovo impianto che sorgerebbe accanto a quello vecchio, cento metri di estensione lungo la statale, una ciminiera alta 62 metri e dai 30 ai 50 metri di distanza dalla Sieve». Ribatte Crescioli che il Tar ha censurato «non la Provincia, ma il parere della soprintendenza» che «dei 5 ricorsi promossi ne ha accolti solo due facendo salva la pianificazione provinciale sui rifiuti, compreso il ricorso alla termovalorizzazione, non censurando in alcun modo la localizzazione dell’impianto, nè le sue dimensioni o caratteristiche strutturali». L’assessore conclude spiegando di non escludere il ricorso al Consiglio di Stato.

Fonte Repubblica

0 Comments

  1. roberto

    Ricorra, ricorra l’assessore; spero soltanto che debba, magari per motivi di lavoro, passare spesso da quella statale lungo la Sieve e che la buona aria gli entri abbondante nei polmoni, come succede agli abitanti della vicina località “Lo Stentatoio”.
    E che Dio gli renda il merito che si merita, a lui, e a tutti quelli di provincia e regione che si battono per la propagazione degli inceneritori.

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  2. Gab

    E’ l’ora di finirla con il burocratese!
    Ci vuole tecnologia avanzata e locazioni sicure per i cittadini non discorsi per fregarsi lo stipendioi accidenti a voi !!

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