15 dicembre 2018

Il retroscena. E' l'urbanistica il terreno di scontro tra Renzi e gli ex Ds. Guerra nel Pd?

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Matteo Renzi, rispondendo ieri in Consiglio alle sollecitazioni di Ornella De Zordo sulla Tav, ha tenuto un buon discorso. Al contrario di quanto ci aveva abituato Leonardo Domenici, il nuovo sindaco ha incasellato con pertinenza l’attraversamento fiorentino dell’Alta velocità in un ragionamento politico articolato e privo di arroganza, che riguarda il disegno urbanistico complessivo della città e non il singolo intervento. Per Renzi la Tav si lega alla tranvia, quest’ultima all’azienda unica della mobilità e il tutto va inserito con intelligenza all’interno del nuovo Piano strutturale. In pochi minuti si è smarcato – almeno teoricamente e salvo fare un gioco delle parti – da 15 anni di urbanistica improvvisata, contrattata e dannosa per i fiorentini.

Sindaci a Firenze: Renzi e Domenici
Sindaci a Firenze: Renzi e Domenici

Non sappiamo ancora quale sarà la Firenze di domani, magari sarà deludente e servirà ancora una volta gli interessi di qualche costruttore privato o di qualche consorzio edile cooperativo, registriamo però una certa discontinuità nel modo di fare politica del nuovo sindaco. Al terzo consiglio comunale è caduto il dogma del tunnel dell’Alta velocità. E subito l’arretrata retroguardia del Pd, nello specifico quelli che potremmo definire i “guardiani del popolo” ex-Ds, ha fatto di tutto per ribadire le scelte di Domenici, Biagi & Co..

A presentare infatti l’ordine del giorno che smentisce Renzi e che considera il tunnel una priorità giustificando così l’abbattimento di 163 alberi nell’area degli ex-Macelli (perUnaltracittà e lista Spini volevano salvarli) non è stato il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi, bensì Stefania Collesei, consigliera di provata fede contiana (nel senso di Riccardo Conti, primo sponsor del businnes del tunnel appaltato alle cooperative rosse) che ha fatto un intervento da “commissario politico” più che da semplice consigliera. Per inciso a sottoscrivere l’atto che non esitiamo a definire di “macelleria ambientale”, considerato che forse il taglio si rivelerà inutile se la stazione Tav verrà spostata, si è subito precipitato Eros Cruccolini, fervente ambientalista a parole ma non quando vota gli atti.

Il dato politico – Il gruppo Pd non poteva spaccarsi al terzo consiglio comunale della legislatura. Ha votato la proposta Collesei mitigando così le posizioni di apertura che il sindaco sta portando avanti grazie alla capacità del Comitato contro il sottoattraversamento, di perUnaltracittà e del gruppo Spini (oltreché dell’opposizione di destra) di riportare in primo piano un dibattito di vitale importanza per Firenze e il suo sviluppo armonico.

Renzi ha rinnegato la politica urbanistica di Domenici e Biagi avocando a sè la delega più importante della giunta. Lo ha fatto a nostro parere per tre motivi. In primo luogo perché fallimentare e di corto respiro, in secondo luogo perché sotto inchiesta della magistratura per corruzione, ma anche – e forse soprattutto – perché sarà proprio durante il cuore del suo mandato che i peggiori effetti dei cantieri voluti dalla passata gestione si manifesteranno nelle strade della città, erodendone inevitabilmente il consenso acquisito fino ad oggi. E questo nemmeno Renzi può permetterselo.

Il problema per il sindaco è che la vittoria alle elezioni non ha completamente estromesso i “campioni” del passato, tutt’oggi di area pistelliana-veltroniana. Di questa corrente facevano e fanno parte i vari Gianni Biagi, Alberto Formigli, Antongiulio Barbaro, che nella passata legislatura erano tutti nei luoghi chiave del  Palazzo. Non è un caso che alla presidenza della Commissione urbanistica il Partito abbia imposto la consigliera Elisabetta “Titta” Meucci, che – non ce ne voglia – non è per niente esperta di architettura e pianificazione del territorio, tutt’altro, ma che però è un’esponente di quell’area del Pd. E non è un caso, ne siamo certi, che a bypassare il capogruppo renziano Bonifazi e bruciare l’apertura del sindaco sulla delicata questione del sottoattraversamento sia stata l’ex Ds Stefania Collesei.

0 Comments

  1. giovanni falaschi

    Non è vero che Renzi rappresenta la continuità con Domenici, come leggo nell’intervento della De Zordo. Mi pare che abbia delle idee e cdhe si muova molto e bene. Poi è ovvio staremo a vedere.

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  2. Luca Passini

    Grazie per l’interessante analisi e per l’equilibrio mostrato nel soppesare un renzi che deve ancora dimostrare di che pasta è fatto. Sulle infrastrutture ha gioco facile, peggio dei Ds e di Domenici non è possibile fare. Sarà però interessante seguire l’evoluzione renziana sui diritti: dalla casa all’accoglienza passando per gli irregolari.
    Buon lavoro!

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  3. roberto

    Oggi al tg regionale è apparso il berluschino che presentando il nuovo dirigente dell’azienda quadrifoglio ha dichiarato: bisogna fare in modo che la città sia più bella e più pulita!
    Senza aver alcun elemento per poter sosspettare della persona nominata e del nominante (anche se sul nominante qualche perplessità mi sorge, ( non fosse altro che per la mia antipatia per i termocombustori, che per costui sono la panacea che ci fa addirittura respirare meglio), mi viene un dubbio.
    Avrà voluto dire: pulita fuori e sporca dentro , sporca fuori e pulita dentro o pulita dentro e fuori?. C’è una quarta possibilità, che mi auguro vivamente, (anche se fra Luglio e Agosto sono tutti in vacanza e può succedere di tutto), non si presenterà davanti ai nostri occhi alla riapertura della stagione delle scelte importanti per la sopravvivenza della nostra Firenze.

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  4. roberto

    Oops.Scusatemi. Non avevo concluso il ragionamento! Non si presenterà volevo dire scegliendo questa ultima bruttissima quarta possibilità.

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  5. Riccardo Chellini

    Ricordiamo alcune delle porcherie avallate dal trio Formigli-Biagi-Domenici:
    1: parcheggio alla Fortezza da Basso con sforamento di molti metri delle quote di campagna e tardivo dietro-front quando l’ìindignazione sgarbiana e di pochi cittadini fiorentini ha portato il caso alla ribalta nazionale. Risutalti: la Fortezza dal Viale Strozzi, laro rampa Spadolini, non si vede quasi più; le ditte concessionarie hanno chiesto un risarcimento milionario al Comune per i lavori, prima autorizzati, poi ridimensionati.
    2: parcheggio in piazza Ghiberti con progetto di tre piani sotterranei e relativo dietro-front, quando si sono accorti che la falda acquifera non avrebbe permesso il terzo piano interrato (e dire che nel medioevo la zona si chiamava Croce al Gorgo, a indicare una zona umida, ma oggi i progettisti fanno a meno della storia).
    3: concessione alla ditta Giudici dell’oliveto fra via di Quarto e via Niccolò da Tolentino per costruire centinaia di appartamenti a regime di edilizia agevolata con conseguente distruzione di gran parte dello speco dell’acquedotto romano che si trovava a passare per caso lì sotto e occultamento di una risorgiva di portata notevole (Frido Chiostri aveva aggiornato nel 2002 la sua pubblicazione sull’Acquedotto romano di Firenze: vd. pp. 19o, fig. 16 e pianta a p. 224).
    Mi fermo qui. Altre cose più recenti sono note, altre meno, comunque in generale permesse dai regolamenti urbanistici stile “Mani sulla città”.
    Dieci anni di giunta Domenici hanno rappresentato un disastro per Firenze, secondo solo allo sventramento di fine ottocento. La passività del cittadino medio fiorentino ha permesso uno scempio che Firenze non meritava. La borghesia d’assalto e gli speculatori si fregano le mani. I corrotti del Partito incassano.

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