19 settembre 2018

Il programma di Enrico Rossi: più poteri al Presidente. Per gli immigrati case popolari solo dopo 10 anni

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dal Corriere fiorentino

Un «gioco di attacco» e tante cabine di regia (per università, turismo, cultura, economia, rapporti tra scuola e lavoro, attrattività, Unione Europea, trasporto pubblico, urbanistica e infrastrutture). Così Enrico Rossi cercherà di dare più velocità al governo regionale 2010-2015. Il programma del neopresidente è pronto e nelle quasi cento pagine ci sono molti punti noti e qualche sorpresa (un fondo immobiliare chiuso ed affidato ad un gestore per la dismissione degli immobili, ma anche l’obbligo per gli immigrati di risiedere in Toscana da 10 anni per poter accedere alle graduatorie per le case popolari), ma soprattutto più poteri al presidente e alle politiche di controllo della Regione. Proprio da qui parte infatti il documento dopo l’introduzione che sottolinea come nei prossimi 5 anni la crescita toscana sarà lenta e «potrebbe mettere in dubbio molti degli equilibri che sino ad oggi hanno consentito il mantenimento di un elevato livello di benessere».

Poteri al governatore

Rossi vuole «nuove e più incisive metodologie che consentano al presidente e alla giunta di effettuare opportuni monitoraggi sullo stato di avanzamento dei programmi, eventuali ridefinizioni degli obiettivi non raggiunti e in prospettiva anche una revisione delle modalità di programmazione e governance regionale, ad esempio prevedendo poteri sostitutivi della Regione in caso di mancata realizzazione di opere pubbliche o inadempienze». Il modello è quello già applicato nella sanità, modello «che può essere applicato all’attività regionale nel suo complesso». Valutazione, quindi, delle performance e «un ufficio centrale di programmazione e monitoraggio di tutti gli investimenti regionali».

Economia e lavoro

Chiave del programma è il sostegno al credito, il taglio della burocrazia — «il 25% in meno di pratiche amministrative entro l’anno» — la scommessa di accordi territoriali in grado di attirare investitori e accorciare i tempi. Lavoro vuol dire anche più lavoro qualificato, green economy, il distretto energetico sulla costa, rigassificatore di Rosignano compreso. La Regione poi s’impegnerà assieme ad enti locali e associazioni per realizzare a Prato il distretto integrato del tessile tra imprese cinesi e italiane, mentre il blocco ai centri commerciali c’è ma è soft e si punterà sul marchio Made in Tuscany.

Infrastrutture

Primo obiettivo, la conferma dei finanziamenti e dei tempi delle opere del patto Stato-Regione firmato da Martini. Sugli aeroporti Rossi scrive che Firenze sarà un «city airport» e Pisa «full airport nazionale ed internazionale con forte presenza del low-cost», ripensando modalità e tempi di collegamento con le città con un treno superveloce per i cui fondi Rossi pensa di attrarre «risorse extra-regionali come fondi di investimento internazionali o fondi sovrani esteri».

Sicurezza e immigrazione

Nasce, a sorpresa un mini-assessore alla sicurezza. Rossi vuole un «delegato regionale ai rapporti con la Prefettura e le Forze dell’ordine al fine di favorire un coordinamento continuativo». Sul Centro di identificazione ed espulsione per clandestini la formula è si ai Cie se il governo lì chiederà, ma «la collaborazione istituzionale a cui la Regione è tenuta sarà espletata a condizione di poter rafforzare le dimensioni di accoglienza e integrazione nel contesto sociale ( centri di piccole dimensioni, gestiti in collaborazione con il volontariato, tempi di permanenza limitati, sostegno alla regolarizzazione amministrativa)».

0 Comments

  1. Franco BORGHI

    Domanda: se una famiglia di immigrati, regolari, si trovano in una situazione di forte precarietà e perdono l’ alloggio per un qualche motivo ma sono in Italia da meno di 10 anni, che possibilità hanno di avere assegnato un alloggio ? E’ giusto considerare solo il parametro degli anni di permanenza in Italia e non anche la reale situazione economica della famiglia ? A me non sembra giusto. Mi sembra molto discriminatorio.

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