13 dicembre 2018

Il primo maggio che il vicesindaco Nardella non capisce

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Riceviamo e pubblichiamo

Nardella ha deciso: il primo maggio ci sarà una zona franca, il centro storico, dove chi non è sotto il dominio del principe potrà godere dell’altrui lavoro, alla faccia dei diritti dei lavoratori. Nardella esprime una cultura avversa ai valori e ai diritti. Presto qualcuno di spirito nardelliano sosterrà che si possono tenere aperti non solo i negozi il primo maggio, ma anche le fabbriche, gli uffici, le scuole. Tra non molto, stando a Nardella, si potrà aprire anche il 2 giugno, festa della Repubblica, e il 25 aprile festa della Liberazione. Queste tre feste non sono uguali alle altre. Sono simboli della nostra storia e della nostra democrazia. Ma Nardella non è in grado di capirlo. Nelle democrazie europee ci sono date che svolgono la stessa funzione: il 4 luglio negli Stati Uniti, il 14 luglio in Francia e così via. Nessuno si sognerebbe di spazzale via o limitarle perché esse rappresentano valori, quelli senza cui non possono tenersi insieme le comunità. E, caro Nardella, non può essere il denaro che svolge questo ruolo. Per fortuna il PD non è solo Nardella. Le dichiarazioni di Rossi ci fanno pensare che abbiamo davvero fatto bene ad avere atteggiamenti diversi con Rossi e Renzi. ‘Per me il 1 Maggio e’ la ‘Pasqua dei Lavoratori’, un giorno per riflettere sui valori, non per fare shopping”. Così Rossi sulla apertura dei negozi il primo maggio.  Rossi sarà a Empoli e Cadenzano per partecipare con la gente alla Festa del Lavoro, Nardella a fare shopping in via Calzaiuoli. Una differenza non da poco.

Sinistra per la Costituzione

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