10 dicembre 2018

Il pasticcio elettorale: Renzi ha 2400 voti di troppo, Galli mille, Spini 540

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di Leonardo Bartoletti

Clamorose sorprese dopo le prime verifiche. Il candidato Pd: «Ne ho sempre 32mila in più». L’alfiere Pdl:«Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». A tutto questo, si aggiungono due sezioni (la 332 alla scuola ‘Vamba’ di Novoli e la 57 del Campo di Marte) nelle quali mancano completamente i voti di preferenza nel verbale stilato dal presidente del seggio. E si capisce come la confusione sia totale.

In quest’ultimo caso, si tratta di preferenze che sono presenti nei registri degli scrutini, ma che non sono state riportate dal registro al verbale. Sparite. Per mancanza di trascrizione e che non compariranno mai più. Almeno fino a quando qualcuno – lista o candidato – si deciderà a spendere circa 1.500 euro per fare ricorso al Tar e chiedere il nuovo conteggio delle schede. Anche per questo è comprensibile la ressa di candidati – promossi o bocciati, per poco, dalle urne – che ieri, ancora di più nel tardo pomeriggio, si è formata nell’area all’interno dell’ex carcere delle murate, dove si stanno verificando i verbali delle sezioni elettorali di Firenze.

«Roba da terzo mondo», dicevano in molti, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Se l’effetto-scrutinio sui candidati sindaco e sui quartieri è questo, figuriamoci cosa potrà accadere per il consiglio comunale. Dove, comunque, fino dopodomani non si saprà niente di certo. Quello che è certo, invece, è il ‘caos post-elettorale’. Ed i ricorsi che, nel giro di poche ore, pioveranno sulle scrivanie del Tar.

Sotto accusa, una macchina che non ha funzionato e che si sta trasformando in un caso dagli effetti devastanti. «Anzichè andare al ballottaggio con 33mila di vantaggio ci vado con 32mila – dice Matteo Renzi –. Non cambia politicamente niente. Certo – conclude Renzi – che qui la macchina non sta facendo una grande figura. Occorre grande attenzione per il ballottaggio».
«Attendiamo la fine del riesame dei verbali – ha detto il candidato del Pdl, Giovanni Galli -, ma quello che sta accadendo è comunque un messaggio: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Ci dovrà essere maggiore attenzione ai seggi in occasione del ballottaggio – ha poi aggiunto Galli rivolgendosi ai propri rappresentanti di lista -. Comunque colpisce che questo dato penalizzi, in maggiore misura, il mio avversario rispetto a me».

«Da parte nostra presenteremo tutti i ricorsi del caso – dice Valdo Spini -. Ci siamo già attivati perchè credo che, a questo punto, sia necessario un riconteggio accurato. Forse – attacca Spini – è mancata la necessaria formazione per presidenti di seggio e scrutatori. E’ evidente che sono state tirate fuori dalle urne le schede a mazzetti, non una per una. E questo ha generato un caos che qualcuno, adesso, dovrà chiarire».

Ad una settimana dal voto amministrativo di ufficiale sono arrivate – soltanto ieri – gli eletti nei consigli di quartiere. Rispetto ai primi dati ufficiosi (che erano stati comunicati via telefono o internet) i candidati che vedono confermato il proprio numero di preferenze sono davvero pochi. Con ‘casi limite’ di chi – come Michela Mannelli, Pdl, quartiere 5, o Stefano Baldassarri al quartiere 2 e Enrico Orlandi, Sinistra per Firenze, quartiere 1, è stato eletto ritrovando di colpo preferenze svanite. I due entrano al posto di Leonardo Miosi e Francesco Fiumara, prima illusi e poi delusi dal caos delle preferenze.

Anche a Marco Stella e Massimo Pieri (Pdl, Consiglio comunale) i conti non tornano, anche se il numero di preferenze prese non crea loro problemi di elezione. La stima è che, per almeno la metà dei candidati totali, il numero di consensi personali sia cambiato in corso d’opera. E poi ci sono le liste che si sono viste attribuire il 100 per cento dei voti. E’ accaduto alla lista Spini, che ha preso in una sezione 570 voti su 570, ed al Partito comunista dei lavoratori, che ne ha presi – in un’altra sezione – 485 su 485. Colpa di presidenti che hanno trascritto il numero complessivo dei votanti sulla riga del verbale riservata alla lista in questione. Già. Ma se nessuno se ne fosse accorto? Nell’era delle nuove tecnologie, insomma, nemmeno la vecchia, cara verifica manuale riesce a dare risposte certe
Gli addetti al controllo dei verbali – al lavoro da giorni in una sorta di ‘serra’ alle Murate – stanno letteralmente impazzendo, tra verbali, rappresentanti di lista e candidati in ansia.

L’ufficio segreteria generale del comune di Firenze – nota di merito per professionalità e cortesia, – solo ieri, ha potuto diffondere ufficialmente i nomi degli eletti ai quartieri. In attesa che, nei prossimi giorni, oltre alle liste, anche molti candidati temporaneamente esclusi (Carlo Gattai per l’Idv e Jacopo Bianchi del Pdl lo hanno già annunciato) chiedano ufficialmente il nuovo conteggio delle schede.

[Fonte La Nazione]

Aggiornamento del 15 giugno
L’UDC CHIEDE LO STOP. «NIENTE APPARENTAMENTI, LIBERTA’ DI VOTO»
«Troppi errori, rimandate il ballottaggio» Dopo i conteggi, una pioggia di ricorsi. L’UDC chiede che venga rimandato il ballottaggio per permettere il controllo e il riconteggio delle schede. Il grande caos dopo le prime verifiche del voto sta diventando un caso. I controlli sono andati avanti anche ieri mattina fra le polemiche. Dopo lo stop domenicale, si riprenderà domani. Mentre si annuncia una pioggia di ricorsi. «Ieri mattina sono state ricontrollate le schede di 40 sezioni — spiega Massimo Mattei (Pd) — sono stati riscontrati problemi in tre sezioni: in una in particolare, su 220 voti a Galli, non tornavano i voti alle liste collegate». Marco Stella (Pdl): «I conteggi riprenderanno domani, poi ci saranno due possibilità per i partiti: fare ricorso alla commissione elettorale e o fare ricorso al Tar per riaprire tutte le schede: in questo caso, però, i tempi sono lunghissimi». «L’Udc chiede con forza, alla luce della situazione creatasi per i gravissimi e molto numerosi errori nei conteggi elettorali, che vengano messi in atto, da parte di tutti gli organi competenti, le necessarie iniziative che garantiscano la corretta e veritiera rappresentazione del risultato elettorale, anche attraverso il controllo e il riconteggio delle schede». E’ chiara la nota della segreteria provinciale dell’Udc. Secondo il riesame dei verbali elettorali emergerebbero variazioni rispetto al conteggio fatto subito dopo il voto, tanto che il candidato sindaco Renzi avrebbe avuto assegnati 2.300 voti non validi, Galli 1.040. E differenze ci sarebbero anche per il numero di preferenze date ai singoli candidati al consiglio. «In attesa di tali verifiche — dice il deputato dell’Unione di Centro Francesco Bosi — l’Udc ritiene indispensabile il rinvio delle operazioni di voto relative al secondo turno di ballottaggio di domenica prossima». Quanto alle alleanze, l’Udc sceglie di non apparentarsi con i candidati sindaco al ballottaggio e lascia libertà di scelta ai suoi elettori.

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