Il padre di Eluana accolto con affetto da tutta la città. O quasi

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di Milena Calluna

Beppino Englaro è dal 30 marzo scorso cittadino onorario di Firenze. Per una volta, Firenze e la sua amministrazione sono tornate sulla ribalta nazionale non per l’ennesima campagna di divieti o persecuzioni nei confronti dei più sfortunati, ma per un gesto di coraggio civile, una dimostrazione di laicità e solidarietà a cui si è arrivati non senza spaccature e critiche. Durante la cerimonia, che ha visto l’uscita polemica dei consiglieri del PdL, il padre di Eluana ha ringraziato commosso, arrivando a definire la città “ribelle” com’era sua figlia e pronta a lottare per la libertà.
Il giorno prima Englaro aveva incontrato la comunità dell’Isolotto e poi quella delle Piagge, ricevendo in entrambi in casi un’accoglienza che, ha detto, non si aspettava. Le due comunità hanno voluto esprimere vicinanza e affetto per quest’uomo che ha trasformato il proprio dolore in una battaglia di
civiltà, non riconoscendosi affatto nelle “crociate per la vita” di chi sembra non accettare la morte come limite naturale. Alessandro Santoro non ha nascosto la propria amarezza verso i vertici della Chiesa, dove non ha visto “quell’amore che nasce dal Vangelo, ha detto, ma piuttosto onniscienza e onnipotenza”. Il vescovo Betori aveva definito la cittadinanza ad Englaro “un’offesa alla città”.
La città però sembra pensarla diversamente: sono più di 1500 i “testamenti biologici” raccolti in un mese dall’Associazione Liberi di decidere, che ha messo a disposizione dei cittadini un semplice modulo, due notai e dei gazebo
itineranti per lasciare scritto cosa si vuole fare della propria vita se dovesse accaderci “qualcosa di brutto”. Millecinquecento senza contare però quelli scaricati dal sito, che oggi conta più di 12mila visite. Le “carte di autodeterminazione” così raccolte vogliono essere anche un segnale forte della società civile verso la politica, che in questi giorni discute in Parlamento
un disegno di legge sul tema dei trattamenti “fine vita”. Il testo in discussione, fra le altre cose, esclude l’eutanasia e il suicidio assistito e proibisce il rifiuto di alimentazione e idratazione forzata. Inoltre limita a 3 anni la validità dei “testamenti biologici” che dovrebbero quindi essere rinnovati presso un notaio. In ogni caso l’ultima parola spetta ai medici che possono anche decidere di ignorare la volontà del paziente. Invece il Consiglio comunale di Firenze ha approvato l’istituzione del registro telematico dei testamenti biologici: il cittadino che ha stilato un documento di disposizioni anticipate di fine vita, potrà lì registrarlo, così che in futuro, in caso di stato di incoscienza o di malattia che impedisca di esprimersi o di essere lucidi, medici e familiari potranno conoscere quali erano le sue volontà. L’atto è stato promosso da alcuni soci di Liberi di Decidere.

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