Il Nobel per la Pace alle donne africane. Maxicampagna con puzzle

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L’idea nasce dal CIPSI, il coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale e di ChiAma l’Africa. Il potente, ma poco riconosciuto, ruolo nell’economia dei 27 stati del continente. Un puzzle dell’Africa da completare attraverso le sottoscrizioni e le adesioni
da Repubblica

ROMA – L’hanno chiamata campagna NOPPAW, cioè Nobel Peace Prize 2011 for African Women, come dire: il premio Nobel per la Pace di quest’anno assegnamolo alle donne africane. Riconoscere e valorizzare il loro ruolo è la proposta del CIPSI, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale, e di ChiAma l’Africa, nata in Senegal, a Dakar, durante il seminario internazionale per un Nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa svoltosi dal 28 al 30 dicembre 2008. La proposta di CIPSI e ChiAma L’AFRICA nasce dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno assunto nella vita quotidiana dei 54 Stati del continente nero. Le donne sono protagoniste e trainanti sia nella vita di tutti i giorni, che nell’attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che hanno sulle spalle l’economia familiare e quella cosiddetta “informale” capace, anche nelle frequenti emergenze che l’Africa è costretta ad affrontare, di riprodurre il miracolo della sopravvivenza.

Il loro ruolo in un continente difficile. Le donne africane stanno svolgendo un ruolo crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi. Decisivo anche l’apporto nella difesa della salute, soprattutto contro la diffusione del morbo dell’HIV e della malaria. Sono loro, laddove sono messe in grado di farlo, che si assumono l’onere della formazione sanitaria nei villaggi. Si tratta di gruppi organizzati di donne impegnate contro le pratiche tradizionali dell’infibulazione e della mutilazione genitale. E sono ancora una volta la donne africane che lottano per la pace e per mantenere in vita, anche nelle situazioni più tragiche, l’impegno politico capillare, purtroppo non sempre riconosciuto. Anzi, spesso corrono il rischio di subire violenza e sopraffazione. L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, nei villaggi o nelle grandi città, che conducono vite segnate dall’indigenza.

La proposta. Lanciare una campagna internazionale per l’attribuzione del premio Nobel per la Pace nel 2011 alle donne africane nel loro insieme. Non una campagna per l’attribuzione del Nobel a una singola persona o a un’associazione, dunque, ma un Nobel collettivo. Proposta atipica, certamente, ma che serve per lanciare una campagna internazionale che intende sottolineare e far conoscere al mondo il peso che le donne africane hanno nel presente, hanno avuto nel passato e avranno nel futuro dell’intero continente. Lo scopo ultimo? Semplice: quello di privilegiare nei rapporti di cooperazione proprio le donne e le loro organizzazioni.

African Web Puzzle.  E’ la campagna on line a sostegno della candidature delle donne africane al premio Nobel della Pace 2011

Il Puzzle. Si è divisa la superficie dell’Africa 30.227.467 km², in due milioni di tasselli  ognuno di 15,113733 km². Aggiungi un tassello. La firma e la raccolta fondi. Si chiede a chi vuole appoggiare la candidatura al Premio Nobel della Pace 2011 alle donne africane di “firmare” on line la campagna e quindi aggiungere,  al costo di due euro a tassello, uno o più pezzi all’African Web Puzzle, contribuendo a comporlo. Sul sito African Web Puzzle si vedrà il riempimento graduale del puzzle. Realizziamo insieme il più grande puzzle del mondo
A tutti coloro che finanzieranno uno o più tasselli verrà inviato un ringraziamento con la citazione dei km quadrati aggiunti al puzzle.

Come inviare il sostegno economico. Con una sottoscrizione on line attraverso Banca Etica o Pay Pal: carta di credito, bonifico, bollettino. Ogni tassello vale 2 euro, ma si possono acquistare più tasselli, contribuendo così a comporre il puzzle più rapidamente.

Come verranno usati i fondi raccolti. Saranno, in modo trasparente e certificato, usati da CIPSI oltre che per sostenere la Campagna, per finanziare il progetto di “Un centro di formazione e di educazione popolare”  nel Comune Rurale di Puome in Camerun. Il progetto vede come fruitori principali le donne e i bambini, oltreché gli uomini di dieci villaggi nella zona di  Sakbayémé. Gli avanzamenti nella costruzione del centro, verranno documentati e posti sul sito con un processo di simbiosi virtuosa tra Tasselli e Mattoni. Educazione, formazione e tutela dei diritti e dei beni comuni delle donne, obbiettivo principale del progetto.

La storia di African Web Puzzle. L’inizio di questa avventura multimediale nasce al Word Social Forum di Dakar nel gennaio 2011, durante le riprese video della manifestazione di apertura, una manifestazione connotata da una presenza forte e preponderante di donne, soprattutto africane. E’ stato realizzato un documentario  in collaborazione con Dinamo Italia e Martha Production, girato nel giugno 2011 in Senegal per la regia di Stefano Scialotti. Il film racconta alcuni casi esemplari di donne senegalesi che si autofinanziano con il microcredito, che lottano contro la violenza, contro l’AIDS, che lavorano a progetti contro l’emigrazione clandestina o per la scolarizzazione delle bambine. Il “girato” è stato poi montato tra luglio e agosto e presentato al festival del cinema di Roma, dove verrà selezionato nella sezione Extra.

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