15 dicembre 2018

Il G8 a L'Aquila? Pornografia italiana

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di Antonio Fiorentino

Il significato profondo della parola pornografia è da ricercare nella descrizione, nel discorso intorno ad una vendita, nel caso particolare, alla vendita del proprio corpo, alla esposizione dei propri sentimenti più intimi, al disvelamento dell’osceno (ciò che è al di fuori della scena).Macerie a L'Aquila

Non è forse quello che sta accadendo in Abruzzo, nei luoghi del terremoto?

Macerie accatastate, edifici sventrati, piazze soffocate dai calcinacci, luoghi in cui aleggia la disperazione umana, con grande cinismo, sono diventati la naturale location di questa nuova volgare fiction mediatica, in cui si tenta di rappresentare lo spirito di potenza e l’arroganza che muove i personaggi “politici” di cosa nostra, oh…scusate il lapsus, di casa nostra, e non solo.

Anzi, il dolore che pervade le macerie, aggiunge nuovo valore alla rappresentazione e rende ancor più avvincente e appassionante lo spettacolo pornografico.

Il sex appeal dell’inorganico non basta più, lo spettacolo oggi si nutre, divora i nostri sentimenti, le nostre passioni, la nostra sfera più intima, per creare “valore aggiunto”, per alimentare il decrepito mondo dell’economia di mercato.

Dove sono i corpi? Dove sono le persone? Dove sono gli abruzzesi? MISSING, SCOMPARSI. Lungo le pendici di un monte, hanno dovuto stendere un gigantesco striscione per dire “noi ci siamo”!

E’ lo spettacolo, baby! Ha le sue regole, che fa rispettare con militaresca puntualità. Non ci resta che spegnere lo schermo scintillante, e andare via. Oggi pietà l’è morta!

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