Degrado è la camorra nell'appalto Tav o chi truffa lo Stato, non i dieci Rom di S.S.Annunziata

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800pxApprofittiamo della lettera inviata alla redazione di Repubblica Firenze da Fuori Binario, il giornale di strada, in merito ad un articolo pubblicato dal quotidiano sui “bivacchi” di Piazza Santissima Annunziata per affrontare l’abusato sillogismo che lega i Rom al degrado.

Al centro della vicenda, come spesso accade, un gruppo di “zingari” costretto a vivere in piazza e che fa l’elemosina nei dintorni. A quanto pare anche il quotidiano di Carlo De Benedetti, l’editore che si è appena schierato a sostegno di Matteo Renzi, è obbligato ad aggiustare la sua linea e ad assecondare il giustizialismo bene espresso dalla vicesindaca Saccardi proprio oggi, quando descrive come unica soluzione quella poliziesca, dopo aver constatato il fallimento di politiche di accoglienza paternaliste e insufficienti considerato che nessuna madre accetterebbe di separare se stessa dai figli e dal marito, visto che di questo si parla. Per Saccardi servono invece “Pattuglie di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza”.

Così anche Repubblica – dobbiamo riconoscere con altro stile, un minimo di contraddittorio viene espresso facendo parlare Ornella De Zordo – mette al centro della propria agenda la questione Rom, quella che gli altri quotidiani in edicola da mesi definiscono “degradante” per la città e su cui attivano campagne di odio perbeniste e perniciose a danno dei più poveri, di chi vive in miseria, di chi è escluso dal mondo del lavoro da sempre e non a causa della crisi bensì per pregiudizi atavici e stereotipi duri a morire.

“La comunità Rom è stata, da secoli, una parte importante della cultura europea. Pregiudizi e discriminazioni, però, hanno da sempre accompagnato la sua storia e, soprattutto in tempi di crisi economica, i Rom sono sempre più visti come un capro espiatorio”. Così il New York Times ha aperto un mese fa un suo editoriale [qui l’articolo] commentando la difficile situazione di questa comunità. Alcuni paesi dell’Unione Europea, secondo il quotidiano americano, invece di affrontare i problemi economici e la disoccupazione, trovano più facile espellere dai loro territori gli “zingari”, evitando di accompagnarli nella società o a fornire loro degli alloggi. “Tutto questo – continua il NYT – viola anche le direttive della Comunità Europea che condannano la discriminazione nei confronti dei Rom”. Solo pochi Paesi europei stanno cercando di risolvere in maniera costruttiva questo problema. E tra questi non c’è l’Italia.

Non c’è nemmeno Firenze, assurta agli onori della cronaca per la strage razzista di Piazza Dalmazia, città in cui amministratori e media slegano con troppa disinvoltura i concetti di legalità e giustizia. La nostra Costituzione, infatti, impegna lo Stato, e tutti noi, a riconoscere e a garantire i diritti inviolabili dell’uomo e della donna. Richiede allo stesso tempo l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, normalmente sanciti dalla legge ma dimenticati oggi con troppa disinvoltura.

Eppure a Firenze si portano in palmo di mano, (anche sulla stampa, immaginiamo per i grandi budget destinati alla pubblicità sui media), imprenditori come gli Aleotti, indagati – il processo è ancora in corso – per reati come l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da attività illecita ed altro; truffa continuata ed aggravata ai danni dello Stato; ricettazione di materie prime utilizzate in farmacologia, plurime violazioni fiscali. Per la procura di Firenze, la più grande azienda farmaceutica italiana, la Menarini, è divenuta tale grazie a una colossale truffa ai danni dello Stato e dei consumatori. Per questo a suo tempo i magistrati sequestrarono loro un miliardo e centoventi milioni di euro.

Firenze è anche la città di un appalto miliardario, quello del tunnel Tav, che vede protagonista la camorra in un intreccio pericoloso tra imprese, cooperative, amministratori e partiti. Non abbiamo notato nessuna inchiesta giornalistica, solo la pubblicazione di stralci degli atti delle indagini.

Imprese, politica, malavita organizzata che fanno sistema sono per noi il vero degrado in cui è precipitata la città. Per di più considerato che amministrano, e godono, di miliardi di euro. Soldi a palate da distribuire agli amici degli amici che a quanto pare li rendono troppo forti e potenti, quindi intoccabili. E’ in quei mondi che le pattuglie di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza dovrebbero fare il solco. Invece li vedremo in S.S.Annunziata – con l’ausilio della Polizia Municipale – a sequestrare materassi bagnati dalla pioggia e gettare sacchetti con due miseri vestiti dentro. Questa è l’Italia del 2013, in cui l’indignazione di un’opinione pubblica perbenista viene indirizzata verso una decina di Rom, colpevoli di essere senza lavoro, senza casa, senza diritti.

Riccardo Capucci per l’Altracittà

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L’articolo di Repubblica e la lettera inviata alla redazione da Fuori Binario

Senza tetto né legge il bivacco in S.S.Annunziata
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/11/13/news/senza_tetto_n_legge_il_bivacco_in_ss_annunziata-70892144/

 …Maria e suo marito di tanto alternano la questua all’attività di strilloni, vendono “Fuori Binario”, la rivista dei senzatetto che ha pubblicato qualche articolo con le loro foto. Per lo più chiedono soldi, Maria ha ormai una sua “clientela fissa” e potrebbe aprire una scuola di accattonaggio grazie all’esperienza accumulata…

Alla Redazione di Repubblica Firenze

Leggendo il 13 novembre il vostro articolo “Senza tetto, né legge…” di Simona Poli che secondo noi tratta in modo offensivo e discriminatorio la quotidianità dei Rom di Piazza S.S.Annunziata dobbiamo ulteriormente prendere atto della campagna diffamatoria a mezzo stampa e non solo (sic) da parte del quotidiano La Nazione.

Visto che nell’articolo veniamo citati, vogliamo precisare che i Rom muniti di cartellino e autorizzazione, specie nel caso di Maria e suo marito, è da ben 4 anni che distribuiscono il nostro mensile regolarmente ritirandolo e pagandolo 70 cent a copia per venderlo come citato ad offerta libera, la differenza è il loro guadagno. Al momento ci sono 12 persone autorizzate che lavorano con noi.

Ci spiace che La Repubblica si allinei in questo modo alla campagna continua di discriminazione verso il popolo Rom, il nostro agire ben diverso, ha invece dato loro la possibilità di guadagnare socializzando, in molti li aiutano. Quindi, piuttosto che imbastire articoli di questo tenore, vi invitiamo ad approfondire le questioni che li riguardano come la mancanza di servizi (BAGNI, DOCCE, LAVANDERIA) e di accoglienza.

E’ sicuro che a nessuno fa piacere di dormire a terra sotto i portici questo è un rifugio estremo, dato che le attuali politiche non si interessano del problema. Inoltre vi ricordiamo che nell’ambito vi sono pesanti accuse da parte della comunità europea verso l’Italia tacciata di razzismo e discriminazione verso di loro, è proprio di oggi l’articolo online che alleghiamo.

Chiediamo che finisca questa gogna mediatica, non serve a nessuno e mantiene stereotipi che una stampa seria dovrebbe già avere superato.

Saluti

Redazione Fuori Binario – Giornale di Strada autogestito e autofinanziato dal 1994

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