13 dicembre 2018

Il catering equo solidale e bio. Con un poco di "Zenzero"

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di Ivana Zuliani

Amicizia, iniziativa, tenacia e un pizzico di Zenzero. È la ricetta antiprecariato di un gruppo di amici fiorentini: trentenni, laureati ma alle prese con lavori temporanei e futuro incerto, hanno deciso di mettere assieme le proprie esperienze nell’ambito del commercio equo-solidale e creare una loro cooperativa equoattiva. «Zenzero» appunto.

Nel 2007 hanno aperto la bottega Borgo Alegre in via dei Serragli, dove vengono venduti prodotti alimentari e artigianali, un anno dopo è nato il servizio catering. «Ci siamo conosciuti ai tempi dell’Università, intorno all’associazione Terra Nuova. Alcuni di noi hanno fatto agraria, altri scienze politiche, altri lingue. Dopo la laurea c’è chi ha trovato un lavoro nell’ambito degli studi fatti ma temporaneo, chi ha intrapreso la strada del dottorato, chi ha trovato un’occupazione ma non nel proprio campo. A molti di noi piaceva cucinare, così è nata l’idea di fare di questa passione un lavoro», racconta Leila Firusbakht, socia della cooperativa assieme ad Arianna, Lucia, Fabrizio, Dora, Matteo, Monica, Martina e Stefano. Con un prestito ottenuto da una Mag hanno comprato e ristrutturato un’ex lavanderia a Ponte a Greve e qui hanno allestito la cucina, acquistata nel mercato dell’usato. Nessuno di loro sapeva come gestire un catering o un ristorante, al massimo qualcuno aveva fatto il cameriere per pagarsi gli studi, ma con entusiasmo, tenacia e un po’ di sana incoscienza hanno intrapreso questa avventura. Nella cooperativa non ci sono gerarchie e la paga è uguale, ma ognuno si è specializzato in un settore, anche se deve essere pronto a fare un po’ di tutto.

«Il fatto di essere amici fa si che ci si diverta sempre, anche quando si lavora quindici, diciotto ore al giorno», spiega Leila. E il lavoro non manca. La cooperativa organizza catering equo-bio per banchetti, cene a domicilio, matrimoni, brunch aziendali, convegni per enti pubblici e privati, associazioni, e anche per la mensa di cinque asili nido fiorentini. I piatti seguono le stagioni, i prodotti sono di agricoltura biologica e biodinamica, a chilometro zero, o del commercio equo e solidale: ingredienti delle portate e provenienza vengono indicati in una scheda informativa accanto a ogni menù. L’acqua è rigorosamente del rubinetto.

«Vogliamo lanciare un messaggio preciso: l’acqua è un bene pubblico, non deve essere in mano a multinazionali che la mettono in bottiglie, di plastica oltretutto. A volte ci tocca discutere con i clienti su questo, ma ci teniamo molto: se l’acqua non è buona la portiamo noi e se la vogliono frizzante la comprano loro», spiega Arianna Pieri. I piatti più richiesti disono le lasagne vegetariane con verdure diverse a seconda della stagione, i cous cous, le schiacciate e le torte salate, la ribollita o il timballo di riso nero. E i dolci di Dora. L’allestimento è semplice ma elegante, con un’attenzione particolare all’aspetto «eco». Come in cucina i ragazzi di Zenzero sanno trasformare gli ingredienti più semplici in piatti speciali, così negli allestimenti riescono a dare agli oggetti più comuni un tocco particolare, trasformando una latta del pomodoro in un vaso e piantine aromatiche in un centrotavola d’effetto.
Fonte Corriere Fiorentino

0 Comments

  1. sergio

    ci accomuna la sana incoscienza che fa muovere le cose.
    siamo una famiglia che cerca di cambiare il suo ritmo di vita, vino di cana è un turismo rurale che con casa di maria associazione di volontariato si apre all’accoglienza di rifugiati politici, donne con violenza, ragazze madri, emergenze locali e non, stiamo costituendo una cooperativa di tipo b la quale all’interno avrà un catering solidale, siamo soci di ibo italia. fateci sapere un abbraccio dalla sicilia. sumaia e luul, jamil e lucia, carmela maria agata raffaele rocco e segio.

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