17 novembre 2018

Il cadavere di una donna trovato lungo via Lazio alle Piagge: è Irene al 95%

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Il cadavere di una donna è stato trovato domenica pomeriggio alle Piagge, in fondo a un fosso che separa le abitazioni dalla ferrovia all’incrocio tra via Liguria e via Lazio. Lo ha notato una passante, che ha visto un braccio spuntare da un sacco nero di quelli che si usano per l’immondizia. La scientifica della polizia e la squadra mobile hanno capito che si tratta di una donna dai suoi indumenti ( un paio di jeans e una maglietta) ma non hanno aperto il sacco.

Con ogni probabilità il cadavere appartiene a Irene Focardi, 43 anni, scomparsa dal quartiere fiorentino delle Piagge il 3 febbraio scorso. Il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, riferendo martedì mattina i primi esiti dell’autopsia, ancora in corso, ha detto che “al 95% si tratta di lei”. Il procuratore ha spiegato che “manca ancora la prova scientifica” ma che ci sono coincidenze “sia nei vestiti sia in particolari medici e anatomici”. Per la scomparsa della donna è indagato il fidanzato, che già si trova ai domiciliari per scontare una condanna per maltrattamenti proprio su Irene Focardi. Il procuratore non ha poi specificato se sono stati trovati segni di violenza, spiegando che l’esame autoptico e’ ancora in corso.

Irene Focardi
Irene Focardi

Scriveva Michele Bocci su Repubblica Firenze: “Un nome che aleggiava tra gli investigatori, quello di Irene Focardi, la donna di 43 anni scomparsa proprio alle Piagge il 3 febbraio scorso. Non è chiaro se i vestiti sul cadavere siano gli stessi che indossava la donna quando ha salutato per l’ultima volta la madre. La polizia il 13 marzo scorso aveva fatto un appello per trovare qualcuno che avesse notizie di Irene, una vita segnata dall’alcol e un ex convivente violento, che l’anno scorso è stato condannato in primo grado proprio per averla maltrattata.

Alla questura è arrivata solo la segnalazione di un uomo che l’aveva vista il 13 febbraio alla Coop delle Piagge. Tra l’altro la sera del 3 febbraio, è stato ricostruito, ci sarebbe stato un violento litigio nella casa dell’ex convivente della donna, anche lui con problemi di alcol. Il cinquantenne il 7 marzo del 2014 venne arrestato proprio per aver maltrattato Irene. Fu condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione e adesso sta scontando la pena ai domiciliari. Proprio nell’ultima puntata del programma televisivo “Chi l’ha visto?”, l’ex compagno della donna scomparsa ha fatto un appello. È stato ripreso nel terrazzo di casa sua e non si è fatto inquadrare il volto. Ha detto di essere preoccupato, di augurarsi che la donna stesse bene, e l’ha invitata a ritornare. Già oggi dovrebbe essere più chiaro se quel corpo è di Irene o di un’altra persona, la vittima di un omicidio.

Un sacco nero dell’immondizia dentro a un fosso. All’inizio avrà pensato a qualche maleducato che ha gettato la spazzatura a poche decine di metri dalle case la donna che ieri pomeriggio stava passeggiando sul prato all’incrocio tra via Liguria e via Lazio alle Piagge. Quando si è un po’ avvicinata ha però scorto un braccio che usciva dal sacco.
La polizia ha chiuso la zona insieme ai vigili del fuoco e la scientifica si è messa al lavoro. Quello gettato nel fosso confinante con la linea ferroviaria, immerso in quattro dita d’acqua è il cadavere di una donna, ormai in stato di decomposizione. A dirlo sono gli indumenti, una maglietta e un paio di jeans, che gli investigatori hanno intravisto. Tutti, anche la squadra mobile, hanno subito pensato a Irene Focardi, la quarantatreenne scomparsa dal 3 febbraio scorso che abitava proprio alle Piagge insieme alla madre. Visto come è ridotto il corpo, ci vorrà probabilmente il medico legale per dare un’identità certa a quella persona. Il sacco ieri sera non è stato aperto completamente ma portato a medicina legale per essere analizzato. Probabilmente alla fine per sciogliere i dubbi definitivamente ci vorrà la prova del Dna.

Ieri sera, a causa delle condizioni del corpo e del fango non era ben chiaro se i vestiti del cadavere fossero gli stessi che indossava Irene Focardi il 3 febbraio. Solo oggi si avrà una risposta in questo senso, e comunque saranno necessarie altre analisi. Ad esempio va chiarita la causa di morte.”

Il racconto

di Laura Montanari per Repubblica Firenze

Un amore malato, alcolizzato, fatto di botte, di addii e di ritorni. Le urla raccontate dai vicini, i bicchieri rotti, i mobili della cucina consumati e la solitudine che danno i muri della periferia. Quartiere le Piagge, le grandi “navi”, alveari geometrici affacciati al centro commerciale e ai giardini. Tra la casa di Davide Di Martino e quella di Irene Focardi una rampa di scale, una lettera diversa del condominio, un diverso nome della strada (via Liguria, via Marche), ma lo stesso buio nei corridoi sulle scale.

Dalle finestre delle loro case si vede lo scolmatore dove hanno buttato il sacco nero della spazzatura con dentro i resti di una donna in jeans e maglietta. «Abbiamo tagliato l’erba sabato nei prati intorno allo scolmatore» racconta l’addetto della ditta a cui Quadrifoglio ha appaltato la pulizia. Domenica la gente è tornata in quell’area verde a passeggiare, a portare a spasso i cani: il sacco nero sbucava fra il fango e le erbacce dello scolmatore, non aveva più riparo, impossibile non vederlo. Così è scattato l’allarme ed è stato collegata la scomparsa di Irene a quel ritrovamento. Di lei si sono perse le tracce dal 3 febbraio: alle 14,30 va al funerale di un vicino, la vedono. Poi più niente. Non ha il cellulare, né un ricambio di vestiti e con sé porta 50 euro: non è esattamente il profilo di una donna in fuga.

Un testimone, uno che conosceva sia Irene che Davide, sostiene di averla vista il 13 febbraio alla Coop delle Piagge. L’uomo ha riferito alla polizia di aver ricevuto proprio quello stesso giorno una chiamata da Di Martino in cui lo accusava di «avergliela portata via».

A questo punto bisogna fare un passo indietro, al 6 febbraio: quando il padre di Davide chiama l’avvocato Sibilla Fiori che difende il figlio: è preoccupato. Davide ha mescolato alcol, valium e tachipirina e minaccia di uccidersi. L’avvocato prova a parlargli, gli chiede anche dove sia Irene e lui risponde che «L’Irene è andata via» e aggiunge «sono un’altra volta solo, non la vedo da tre giorni». A quel punto l’avvocato avverte e i carabinieri e cominciano i primi controlli. Ma in procura la denuncia di scomparsa arriva soltanto 15 giorni dopo. Irene ogni tanto spariva per un po’, poi tornava. Qualcuno deve aver pensato a una delle sue solite fughe. «Il mio cliente dice di non averla vista più dal del 3 febbraio» racconta l’avvocato Fiori. Di Martino è agli arresti domiciliari. Le ultime botte a Irene avevano lasciato troppi segni: 3 anni e nove mesi da scontare per maltrattamenti, prima il carcere a Sollicciano, poi la detenzione a casa. Ma lei questa, come altre volte, è tornata a suonare lo stesso campanello. Come un’ossessione. Irene Focardi, 43 anni, in passato ha fatto la modella nel mondo della moda, la commessa in un negozio Gucci, conosceva un paio di lingue straniere, poi la crisi, la vita ha preso delle derive impreviste. Una storia d’amore finita, la dipendenza dall’alcol, il lavoro perso e mai più ritrovato. I soldi che mancano quasi sempre.

Passano gli anni, incontra un altro uomo, si fidanza, ma lui la picchia, lei lo denuncia, lui finisce in carcere. Qualche mese dopo, conosce Davide: la storia nuova sembra una fotocopia dell’amore precedente. Stessi binari: botte, denunce, verbali, bottigliate e ritorni dentro solitudini pesanti, cercando di medicare le tristezze con l’alcol. Il 7 marzo di un anno fa Di Martino viene arrestato: Irene ha la faccia devastate dai pugni e dagli schiaffi, 30 giorni di prognosi. Il pm Ornella Galeotti chiede il processo immediato. Irene in aula testimonia contro Davide, contro i suoi eccessi d’ira, l’esplosione della violenza fra le mura di casa. Viene condannato a 3 anni e 9 mesi, finisce in carcere, quindi ai domiciliari. A settembre 2014 altra denuncia, lei racconta di essere stata colpita da una bottigliata di lui in strada. Invece probabilmente aveva suonato al solito campanello. È di Irene il corpo trovato in quel sacco? I vestiti potrebbero corrispondere, ma non consegnano certezze. Serve un controllo con una radiografia, forse oggi potremo avere un indizio.

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