10 dicembre 2018

Il 20 giugno a Campi Bisenzio, per fermare il centro di detenzione per immigrati

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nabruka Mimuni si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Ponte Galeria (Roma). Nabruka aveva 49 anni, un marito, un figlio e viveva in Italia dal 1991. Il giorno dopo la sua morte sarebbe stata rimpatriata nel suo paese d’origine, la Tunisia.Era stata fermata il 24 Aprile e rinchiusa in un lager di stato chiamato CIE perchè sprovvista del permesso di soggiorno.

I CIE non sono altro che i “vecchi” CPT (Centri di Permanenza Temporanea) ossia delle carceri-lager in cui gli immigrati possono essere rinchiusi fino a 6 mesi, in attesa dell’espulsione, senza aver commesso alcun crimine e senza poter usufruire del diritto alla difesa.La mattina stessa in cui le compagne di cella trovavano Nabruka impiccata in bagno, il ministro degli Interni Maroni si vantava degli oltre 200 migranti deportati direttamente in Libia senza neanche passare dal territorio italiano. Si vantava in pratica di “esternalizzare” la tortura visto che i migranti hanno più volte raccontato di stupri, torture, sevizie subite nelle carceri libiche.

Contemporaneamente il partito di Maroni, la Lega Nord, in pieno delirio razziale, proponeva posti riservati ai milanesi sulle metropolitane.Sempre nelle stesse ore il governo si apprestava ad introdurre il reato di clandestinità e a portare da due a sei mesi il tempo di reclusione nei CIE.Già da alcuni mesi il Governo ha individuato in Campi Bisenzio, nella zona dell’Indicatore, una delle possibili aree in cui far sorgere un nuovo CIE/CPT.

Ovviamente molti esponenti di centro-destra, in piena campagna elettorale e aiutati dal terrorismo mediatico di molti giornali e televisioni, si sono immediatamente detti favorevoli, pronti a cavalcare e fomentare “paure” ed “emergenze” per costruire brillanti carriere elettorali e solide politiche repressive.Dovranno fare i conti però con tutta quella parte della popolazione che non è disposta a criminalizzare una persona solo perchè immigrata e priva di un pezzo di carta.

Dovranno fare i conti con chi non è disposto a stare a guardare le ronde, il razzismo di stato, i nuovi lager, le leggi razziali,….. Dovranno fare i conti con quei settori sociali che non sono disposti ad accettare una “guerra tra poveri” che dovrebbe coprire le responsabilità di chi la crisi economica che stiamo vivendo prima l’ha causata e adesso ci specula sopra.Per questi, e per tanti altri motivi, ci opporremo con ogni mezzo necessario alla costruzione di CIE/CPT a Campi Bisenzio. Fermiamoli a Campi, chiudiamoli ovunque.

SABATO 20 GIUGNO DALLE 17.00 NEI GIARDINI DI VIA PETRARCA (CAMPI BISENZIO) FESTA POPOLARE CON MERENDA, ANIMAZIONE PER BAMBINI, TEATRO, MUSICA POPOLARE…

DOVE C’E’ PARTECIPAZIONE E SOCIALITA’ NON SERVONO RONDE E CIE

CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS (CAMPI)CPA FI-SUD, MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA, CSA nEXt EMERSON, ASSEMBLEA DE* INSICUR*,RETE DEI COLLETTIVI DEGLI STUDENTI MEDI FIRENZE COLLETTIVO POLITICO DI SCIENZE POLITICHE, ALT. AUT. PER UNALTRACITTA’

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0 Comments

  1. Ciaib

    Lego un sacco di discorsi che puzzano terribilmernte di propaganda politica, ma non presentano alcuna proposta per fermare o regolamentare adeguatamente l’invasione di gente disperata. Ok, no al CIE in alternativa a cosa? Al niente, assolutamente niente fatto a tutt’oggi dalla sinistra?
    Ma forse non volete il CIE perché non sapreste come gestire una tale patata bollente. Proponete qualche cosa di alternativo che non sappia di carità pelosa fatta solo per raccogliere voti. Guardate un po’ anche agli interessi di casa nostra, e non dimenticate che siete stati eletti (ahimè) solo e soltanto per questo

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  2. red

    Le possiamo chiedere di dare un’occhiata al sito http://fortresseurope.blogspot.com? Poi magari ne riparliamo di questa “gente disperata” e dei doveri – e degli interessi – di un popolo che fino a prova contraria si riconosce nella Costituzione nata dall’antifascismo. E’ utile anche informarsi su come i cittadini dei Paesi del sud del mondo facciano la fame grazie a scellerati accordi tra i loro governi e le nostre multinazionali.

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  3. Ciaib

    Ancora chiacchiere!! Tirate fuori l’antifascismo come se i comunisti fossero stati degli angioletti, vi attaccate sempre al passato perché non avete idee per la gestione del presente. È proprio per il presente che ho chiesto “che alternativa avete al CIE?” Ma ovviamente non mi avete risposto. Spero che questo dipenda solo dal fatto che non mi sono spiegato adeguatamente per cui ripeto: “che alternativa avete al CIE?” Infine ricordo che non bisogna necessariamente appartenere ad un partito (non importa quale) per gestire bene un problema. In quanto alla fame dei cittadini del sud del mondo, ne so certamente più di molti politicanti chiacchieroni. Quanti pozzi avete scavato per quella gente? Quante strade, scuole ospedali avete costruito? Quante cose avete insegnato loro? Come pensate di continuare ad aiutarli?
    Per piacere non rispondetemi con discorsi demagogici, a me basterebbe sapere: “che alternativa avete al CIE?”

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  4. red

    La Costituzione, che le piaccia o no, è una cosa del “presente” e non del passato. Come crediamo che appartenga al presente anche l’antifascismo, considerata la deriva della nostra Repubblica.
    Per arrivare al sodo l’alternativa ai Cie si chiama semplicemente “redistribuzione della ricchezza”: tra gli Stati, le popolazioni, i cittadini. E anche noi siamo contro la carità pelosa degli interventi spot, utili a lavarsi la coscienza e a vantarsene a destra e manca. Se poi lei preferisce comunque mettere in galera qualcuno che non ha commesso nessun reato… la nostra conversazione finisce qui.

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  5. Ciaib

    Vedo che continua a non capire molto ed insiste a parlare per frasi fatte attaccandosi tenacemente ad una ideologia che ha dichiarato fallimento da lungo tempo…. a meno che non voglia fare “l’avvocato del diavolo”, perché io non ho mai parlato di galere ai migranti.
    Lei, piuttosto, continua a parlare di cose che non conosce ed allora chiudiamo qui il confronto, caso mai lo riapriremo quando lei avrà passato metà della sua vita in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Senegal, Mauritania, Tchad, Cameroun, Nigeria, Libia, Tunisia, Marocco ……condividendo con quella gente i problemi quotidiani.

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  6. red

    Prendiamo atto del suo curriculum. Che però a quanto pare non le permette di comprendere a fondo cosa siano i Cie. Mi auguro solo che il declino dell’Italia non la costringa a vivere di persona l’esperienza a cui sono costretti i migranti che arrivano oggi da noi. Buona giornata

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  7. Ciaib

    Ricambio il saluto, ma le ricordo che ancora una volta ha eluso la mia domanda originale. Ridistribuire la ricchezza, come propone lei, significa ancora una volta la non conoscenza della situazione reale. Forse basterebbe smettere di derubare le ricchezze di quei paesi. Magari ci stiamo “beccando” pur avendo lo stesso scopo, ma la situazione attuale impone la necessità di una decisione pratica immediata ed allora ripeto ancora: Quale?
    Lascio agli altri lettori ogni commento ulteriore. Buona giornata.

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  8. Ciaib

    Visto che la “redistribuzione della ricchezza” non è possibile nell’immediato, sarei ancora in attesa di sapere cosa proponete in alternativa al CIE.

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  9. red

    Rilegga sopra, se per lei i Cie sono la soluzione non possiamo farci nulla. Per noi galere e lager come i Cie non devono esistere mai, figuriamoci in una democrazia. Soprattutto non sono un’alternativa per sopire la crisi di identità, culturale e financo economica di un popolo indotto dalla politica e dai media a credere che i migranti siano IL PROBLEMA della nostra società.

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  10. Piera

    Ma, sig. Ciaib, vista la sua conoscenza di tanti paesi e dei loro problemi, può darsi che conosca lei la “decisione pratica e immediata” di cui chiede ragione in questa sede, ad un giornale… Personalmente non vedo l’invasione con cui vogliono farci paura i tg… l’Italia ha pur sempre molti meno immigrati degli altri paesi europei… E comunque chiuderli tutti in un lager sarà forse risolutivo ma certo non è umano… altrimenti, c’è anche chi perseguiva la soluzione finale…
    Lei parla del nulla fatto dalla sinistra… sinistra o destra, entrambe hanno gestito maluccio il flusso migratorio, a cui, chissà poi perché, eravamo impreparati. CI sono tuttavia dei principi base che non sono accantonabili. Prima di essere immigrati, o ‘clandestini’, stiamo parlando di esseri umani. Con diritti umani inviolabili, che questa sia o no “casa loro”.

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  11. Ciaib

    Non ho mai detto di avere una risposta al problema che volenti o nolenti esiste; non faccio una questione di numeri, so solo che il flusso dei migranti dovrebbe essere gestito in modo tale da non costringere la gente “in galera”, ma neanche sotto i ponti o in quei ripari di cartone appena lasciati alle spalle. La richiesta del suggerimento di quale potrebbe essere, a vostro avviso, una “decisione pratica e immediata” secondo me necessaria, deriva dal vostro deciso no ai centri, oggetto del discorso. Lo ripeto ancora una volta: Ok per il no ai CEI, in alternativa lasciamo che vadano e vengano senza regole?
    Egregio Sig. Red, Il suo “rilegga sopra” non fa che riportarmi a discorsi condivisibili ma che non danno l’idea di una risposta ad una possibile soluzione. ed ancora una volta: per favore lasci perdere frasi ad effetto assolutamente fuori tema tipo quella del suo ultimo intervento. Non dimentichi che anche voi appartenete alla categoria dei media, ma non per questo siete più credibili.
    Se il vostro scopo era di sollevare un dibattito sull’argomento ci siete riusciti, ma smettiamo di girare in tondo. Io non ho proposte alternative, pensavo che ne aveste voi ed è quello che ho chiesto.

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  12. maurizio

    provo arispondere al signor (o signora?) CIAIB. la risposta alternativa al CIE non è immediata e finché si parlerà di emergenza, come implicitamente fa lei, si faranno solo ingisutizie e disatri, complicando il problema invece di risolverlo, come fanno i Centri di Identificazione ed Esplusione (e non la Conferenza Episcopale Italiana, da lei tirata in ballo per un erroe di battitura).
    la risposta è cambiare la legge sull’immigrazione e sulla citatdinanza nel nostro paese: i CIE sono pieni di migranti tuttaltro che disperati (anzi pieni di speranza in una vita migliore) perché la legge attuale già pensata male dal governo di centro sinistra negli anni ’90 e peggiorata recentemente dal governo Berlusconi non accetta la presenza sul territorio nazionale per il motivo ‘ricerca di lavoro’. le persone che non hanno già un lavoro sono fermate alle frontiere e se le passano (soprattutto via terra dal NE d’Italia, contrariamente a quanto ci fa credere la disinformazione di massa) sono considerati clandestini, smettono di essere persone che cercano lavoro e diventano criminali.
    la legge sulla cittadinanza prevede oggi almeno 10 anni (di fatto) di soggiorno regolare per ottnere la cittadinanza italiana (la trafila burocratica gliela evito).
    Ma soprattutto chi nasce in italiaa d cittadini stranieri non è considerato cittadino italiano e quindia 18 anni diventa titolare di un permesso di soggiorno prorio o viene considerato clandestino e quindi espulso. Io parlo di casi concreti dei quali non faccio i nomi per rispetto, ma credo che se non si cambia la legge rendendola più logica e adeguata ai flussi reali, anziché a quelli che servono alla lega per ottenere consensi peggioreremo al vita dui queste persone e anche la nostra (la paura mangia l’anima diceva un vecchio film di fassbinder).
    maurizio, un isnegnante di italiano a stranieri

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