Il 18 febbraio la protesta a Roma contro Bertolaso e la sua SpA. Firma l'appello

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dal Comitato 3 e 32 dell’Aquila

http://www.3e32.com/

18 febbraio ore 10 in Piazza Montecitorio

Saranno i giudici a sanzionare le responsabilità penali, individuali, in capo a imprenditori, funzionari della Protezione civile e a Guido Bertolaso. Ma le vicende venute a galla in questi giorni sbattono in faccia finalmente a tutti le storture e i danni che il sistema Bertolaso sta creando a L’Aquila e in tutto il paese e che cercano il loro naturale sbocco nella creazione di una Protezione civile Spa.

Il comitato cittadino 3e32 ha costantemente denunciato a L’Aquila sin da Aprile una totale mancanza di trasparenza e quindi di partecipazione da parte delle popolazioni locali nel dopo terremoto. Per questo le parole dei veri sciacalli che al telefono se la ridono già la mattina del 6 Aprile purtroppo non ci hanno sorpresi. Ci sembrano corrispondere alla gestione dell’emergenza che abbiamo vissuto, basata sul controllo centrale, sulla creazione di disgregazione sociale, sull’opacità nella gestione di super-appalti in cui imprenditori senza scrupoli sono i primi ad inserirsi ed infine sull’annientamento delle procedure democratiche.

Noi lo diciamo da quel 15 Aprile in cui per la prima volta ci riunimmo come comitato e si creò lo slogan oggi più che mai attuale: FORTI E GENTILI SI, FESSI NO.

Ci spiace dover constatare così presto di aver avuto ragione come ci dispiace il silenzio e la sottomissione dimostrata dalle amministrazioni locali a riguardo, per tutto questo tempo.

Con la gestione di Guido Bertolaso la Protezione civile italiana è stata snaturata. Bertolaso ha abbandonato la previsione e prevenzione delle calamità naturali, come dimostrano le stragi ampiamente prevedibili di L’Aquila e Messina; ha messo in un angolo le componenti fondamentali della Protezione civile: volontari, vigili del fuoco, enti locali.

Per questo, ben prima degli scandali di cui parlano i giornali, Bertolaso si deve dimettere. E il governo deve abbandonare il proposito di far approvare il decreto sulla Protezione civile Spa. Contro questo provvedimento sono mobilitati sindacati, associazioni, partiti, movimenti e comitati che hanno sottoscritto l’appello di www.osservatoriocivile.org. E che il 18 febbraio, alle 10.00, saranno a piazza Montecitorio per dire no all’approvazione della Bertolaso Spa. Nella stessa giornata, alle 15,30, nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, si svolgerà un’assemblea di tutte le realtà che hanno sottoscritto l’appello.

L’APPELLO

C’è poco tempo per impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che il governo porti a compimento l’opera di snaturamento di uno strumento fondamentale, in un paese a rischio come il nostro, la Protezione civile. Con l’obiettivo di governare il territorio, fuori da ogni controllo democratico, sfruttando le emergenze.
Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi S.p.A. Si afferma che ciò viene fatto per «garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento». In verità, si costituisce una società di diritto privato ma a capitale interamente pubblico, che può agire da general contractor, detenere immobili, produrre utili, dirigere lavori: si privatizza, così, la gestione delle emergenze e quella dei grandi eventi. Introducendo gravi elementi di discrezionalità nella gestione di ricchi appalti. Sottraendo al Parlamento, alla rete del volontariato, alle organizzazioni dei lavoratori, agli enti locali il controllo sulle azioni della Protezione Civile. Il soccorso diventa un business direttamente gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nello stesso decreto, inoltre, si procede ad assunzioni di dirigenti fidati con i fondi destinati ai cittadini aquilani e Vigili del fuoco dal decreto Abruzzo. Si decide l’acquisto dell’inceneritore di Acerra, pagando coi soldi dei cittadini un’impresa che ha gravemente contribuito all’emergenza rifiuti campana. Lasciando intatte tutte le deroghe ai codici ambientali, che permettono di realizzare discariche non a norma e di bruciare il «tal quale».

In questi anni la Protezione Civile ha dismesso il suo ruolo originario. Ha tralasciato la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, lo dimostrano le numerose alluvioni e frane di quest’anno [Messina, Pisa, Liguria, Ischia]. Ha gestito appalti per centinaia di milioni di euro per i grandi eventi [G8 from La Maddalena to L’Aquila, Mondiali di nuoto di Roma, giochi del Mediterraneo di Pescara]. Ha permesso a sindaci e presidenti di regione di gestire il territorio con poteri commissariali, sottratti al controllo degli organi elettivi. Ha affrontato con strumenti militari, e in spregio a tutte le norme riguardanti ambiente e salute, l’emergenza rifiuti in Campania, contribuendo all’avvelenamento del territorio. Ha imposto a L’Aquila una gestione centralizzata e militarizzata dell’emergenza, lasciando, ancora oggi, 9 mila sfollati negli alberghi sulla costa e imponendo il Piano C.A.S.E., che produrrà gravi danni all’assetto urbanistico e al tessuto sociale della città. Oggi la Protezione Civile sbarca ad Haiti, allo scopo di procurare appalti per la nuova S.p.A. e di conquistare un ruolo nel conflitto tra potenze mondiali giocato sulla pelle dei terremotati.

Contemporaneamente, con ordinanza di Protezione Civile, si decide di gestire l’emergenza carceri prevedendo la costruzione di ulteriori 27 strutture detentive sul «modello L’Aquila».
Temiamo che con questi strumenti domani si potranno gestire le grandi inutili opere volute dal governo o la costruzione di centrali nucleari.

Non è questa la Protezione Civile che ci serve. Per questo vogliamo lanciare una grande campagna nazionale, coinvolgendo partiti, sindacati, associazioni, la rete del volontariato, enti locali e comitati dei cittadini. Per impedire che la Protezione Civile si trasformi in S.p.A. e per trasformare la Protezione Civile in uno strumento democratico di autoprotezione, utile a sostenere l’unica grande opera di cui il Paese ha bisogno: la messa in sicurezza del territorio.

Per adesioni: noallaprotezionecivilespa@gmail.com oppure firma on line su http://www.osservatoriocivile.org/?page_id=221

0 Comments

  1. Judith Siegel

    Stamattina su Radio 3 si è ricordato che in Italia mancano o sono carenti un controllo da parte dei piani urbanistici e di tutto il territoruio. Questo vuoto deve essere colmato ancora prima di fare intervenire la Protezione Civile quando è ormai troppo tardi. é stato abbandonato la buona organizzazione preventiva e su piccola scala, in maniera capillare.

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  2. Maria Teresa Vogel

    Sono profondamente stufa di queste azioni sempre contro e contro e contro di tutto e di tutti. Basta che ci sia una persona valida, che subito si organizza l’esercito dei “contro a tutti i costi”. Sarà che queste mosse siano motivate dall’invidia?

    Perchè non organizzate una rubrica che riporti azioni ben fatte? Sarebbe un beneficio per tutti.
    Maria Teresa Vogel
    Firenze

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