15 novembre 2018

Idee concrete

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Che cosa si può fare per rendere le nostre case più efficienti dal punto di vista energetico? E cosa può fare l’amministrazione per evitare gli sprechi e limitare l’inquinamento? Lo abbiamo chiesto all’architetto Paolo Fulceri, si possono installare pannelli solari termici e fotovoltaici per produrre acqua calda ed elettricità, prevedere una vasca di fitodepurazione per gli scarichi, una caldaia a biomasse, raccogliere e riciclare le acque piovane e reflue, e altro ancora. Sul condominio che nasce in città, il discorso è più complesso. Per esempio, su un tetto di 100 metri quadri certo non c’è lo spazio per pannelli solari sufficienti per i 6-8 piani sottostanti, senza contare che il regolamento edilizio di Firenze è un po’ contraddittorio in proposito… Da un lato dice che non si devono vedere, dall’altro il Comune, giustamente, offre anche incentivi per la loro installazione.
Non ci sono però leggi che obblighino progettisti e costruttori a tener presente il risparmio energetico?
Bè, la legge 10 del 1991 prevede l’obbligo di una relazione sul consumo energetico dell’edificio, a cui bisogna attenersi. A livello locale le amministrazioni possono cercare di promuovere architetture più attente, per esempio Calenzano dà più punti alla bioedilizia in sede di appalto. Ma il problema poi è sul mercato, se l’edificio ecoefficiente ha costi molto più alti e non si vende, è chiaro che l’impresa continuerà a fare le villettine standard col riscaldamento autonomo. Una politica efficace potrebbe essere quella di abbassare gli oneri per il costruttore, investendo sul risparmio di energia nel lungo periodo. Ma di questi tempi anche gli enti locali hanno necessità di fare cassa subito…
Come vedi i nuovi interventi cittadini, per esempio Novoli?
È un peccato che sugli edifici dell’università non ci sia nemmeno un pannello solare… però siamo ancora in tempo a metterne nel futuro parco, avrebbero una funzione educativa per la cittadinanza oltre a fornire elettricità al polo universitario. In questo settore, dove c’è ancora molta ignoranza e diffidenza verso il nuovo, anche tra i professionisti, è importante che siano gli enti a dare esempio e impulso alla diffusione di scelte più intelligenti. Ci sono segnali positivi, altri meno confortanti… Per esempio io stesso ho curato per il comune di Quarrata un progetto di ristrutturazione bioclimatica di un complesso rurale, che dovrebbe diventare un museo… bè, il progetto è ancora fermo lì perché non trovano i fondi!
Sembra un panorama un po’ desolante…
No, le cose si muovono, anche se lentamente, ci vuole tempo. è importante parlarne, informare… come architetto credo che sia importante insistere per certe soluzioni più efficienti che alla fine convengono e sono più rispettose dell’ambiente.

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