I mondiali a casa nostra

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Sette anni fa c’era la guerra in Albania, ora Banushaj deve lottare solamente per infilare un pallone nella porta avversaria e portare la sua squadra alla vittoria. Adesso la sua Albania si avvia alla finale del campionato di calcio multietnico “Mondi Aperti”, prevista per il prossimo 18 Giugno alle 15.00 presso il centro tecnico federale di Coverciano.
Banushaj ha vent’anni è in Italia da sette, da quando nel suo paese è finita la guerra, e solitario, ha deciso di varcare il mare per cercare nel nostro paese una condizione migliore. Oggi è un ortolano ed ha un regolare permesso di soggiorno, ma per due anni è stato costretto dentro un centro educativo essendo minorenne senza documenti. Sempre per la questione dei documenti ha dovuto lasciare la squadra di calcio nella quale giocava, perché in certi casi neppure lo sport riesce a superare certe barriere.
Dopo sette anni in Italia è ben integrato, gioca a calcio con i suoi amici italiani e con loro partecipa a piccoli tornei di calcio e calcetto. Dalle stradine sbrecciate dove giocava a calcio a piedi seminudi ne ha fatta di strada, ma questa è l’occasione di far valere il suo stile nel gioco del pallone e far vincere la sua squadra, l’Albania, adesso che rovesciando ogni pronostico è arrivata in finale battendo la Romania ai quarti.
Strano a dirsi, visto che la Romania a dire del suo tecnico Radu “ha uno stile a parte, una tattica superiore basata sulla tecnica più che sulla forza”, in effetti molti dei giocatori della Romania erano un tempo calciatori professionisti nella loro terra d’origine.
Manca poco al fischio d’inizio, i calciatori escono dallo spogliatoio e l’arbitro inizia la “chiama”. Faticando, si interrompe dopo due o tre nomi, poi chiede ad uno di loro:”Puoi leggere te?”. Tutta la squadra sorride ed uno di loro, rumeno, risponde:”E se dovevi arbitrare la squadra cinese?”

è comprensibile la difficoltà dell’arbitro nel leggere i nomi così densi di consonanti esotiche, così come è immaginabile la curiosità verso il campionato Mondi aperti che si avvia alla conclusione, anche se non mancano le critiche in merito al giudizio arbitrale o ai risultati sempre contestabili. In particolare il Perù sostiene di essere stato frodato in questa gara sportiva il cui fine principale è quello di stare insieme e intrecciare relazioni.
D’altraparte tutto il mondo è paese, ma forse i danni maggiori li ha avuti il campionato stesso come ci racconta Willy, il consigliere provinciale allo sport degli stranieri:”Con i tagli di questa scorsa finanziaria abbiamo avuto solo 3000 euro per questo campionato, infatti non ci siamo potuti permettere neppure le ambulanze a bordo campo!” Per il prossimo anno c’è l’idea di fare una grande squadra multietnica in collaborazione con l’AICS e farla partecipare a tornei internazionali.
Siamo certi che Mondi aperti, a cui i fiorentini si sono affezionati, non mancherà di sorprendere con la sua quarta edizione.

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