I danni e le beffe

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Seicento euro per commissionare un “testimoniale di stato” ed avere una perizia sullo stato del proprio immobile prima dei lavori per il sottoattraversamento TAV di Firenze. Questo è il risultato dell’accordo raggiunto pochi giorni fa dal Comune e gli ordini professionali che si occupano di immobili. La perizia riguarderà quegli immobili per i quali, secondo l’Osservatorio Ambientale del nodo di Firenze per la TAV, non vi siano “potenziali rischi” dovuti ai lavori ma che, per prudenza o per maggiore tranquillità, i proprietari vogliono tenere sotto controllo (quelli considerati “a rischio” – 144 immobili – avranno la perizia a spese delle ferrovie). Si parla di un prezzo “calmierato” per venire incontro alle esigenze di risparmio del cittadino, ma quando si capisce che il lavoro del “professionista” è quello di scattare qualche foto, viene spontaneo chiedersi se non ci sia qualche altro motivo che giustifichi questo accordo. “In questo modo hanno coinvolto anche gli ordini professionali nella spartizione della grande torta della TAV”, commenta l’architetto Paolo Celebre del Comitato anti-attraversamento. “Oltre al danno, la beffa. Non solo dobbiamo tirare fuori un bel pò di soldi di tasca nostra per cautelarci da eventuali danni dovuti a lavori che non vogliamo, ma in più questi soldi servono per fare quattro foto. Bastava permetere l’autocertificazione e la cosa sarebbe finita lì”.
Il comitato anti-attraversamento definisce “del tutto inutile il progetto dell’amministrazione, dal momento che, dovendo fare un tragitto ad S con due curve molto strette, il treno non guadagnerebbe più di due o tre minuti, anche in considerazione del fatto che la ripartenza dei convogli bi-direzionali da Santa Maria Novella avviene senza perdite di tempo”. Entro breve il Comitato presenterà pubblicamente un progetto alternativo per la TAV, che esclude lavori di scavo e sfrutta le enormi potenzialità della rete ferroviaria metropolitana, con limitate conseguenze sul tessuto urbano.

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