12 dicembre 2018

I buoni e i cattivi

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A più di un anno dall’11 settembre non ci sono segni che la famigerata rete di Al- Qaeda sia stata sconfitta, anzi sembra quasi che si faccia di tutto per non smantellarla definitivamente. Se è ormai provato che bin Laden e i suoi sgherri si ispirano all’ideologia wahabita, nata in Arabia Saudita, l’amministrazione di Washigton pare ignorare questa realtà.
I wahabiti si sono affermati tra il ‘700 e l’800 nella penisola araba con l’aiuto degli inglesi, che in questo modo si riproponevano di disgregare l’impero ottomano. Il potere wahabita si è subito contraddistinto per i massacri contro gli altri musulmani (soprattutto gli sciiti e i sufi) da loro considerati eretici. In Arabia Saudita le donne non possono uscire di casa da sole né guidare l’automobile, gli immigrati del subcontinente indiano sono trattati come schiavi, i musulmani che non si adeguano alle rigide regole della polizia religiosa vengono perseguitati.
Questo paese è uno dei più fedeli alleati dell’occidente in medio oriente e i ricchi petrolieri sauditi hanno fatto affari con la famiglia Bush per anni.
L’amministrazione USA, invece, considera ‘stati canaglia’ paesi come l’Iraq o l’Iran dove, anche se si tratta di regimi autoritari, le donne fanno le ingegnere, le professoresse universitarie o le deputate (nel parlamento iraniano siedono più donne che in quello italiano!). Questi paesi si sono sempre opposti alla visione wahabita dell’Islam. In Iraq i movimenti integralisti sono stati duramente repressi nei primi anni ’80.
Ma allora quale è la vera ragione della guerra annunciata da Bush?

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