14 novembre 2018

I barbari tra noi

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Quando si sente parlare di bracconaggio viene naturale pensare ad abbattimenti di cervi nei boschi delle Alpi o degli Appennini oppure alle stragi di rinoceronti ed elefanti nei grandi parchi africani.
Ma i bracconieri, questi incivili e pericolosi personaggi, sono più diffusi di quanto spesso pensiamo ed infestano anche luoghi impensabili, anche in aree densamente abitate…
E’ emblematico quello che è successo poche settimane fa a Campi Bisenzio, dentro l’Area protetta Stagni di Focognano, che ospita anche l’omonima Oasi WWF.
Il direttore dell’Oasi Carlo Scoccianti, insieme al Sindaco di Campi Bisenzio Fiorella Alunni ed al giornalista RAI Gianni Mammoliti stavano facendo un sopralluogo in vista della realizzazione di un servizio giornalistico, nella zona adiacente l’ingresso dell’Area protetta; giunti vicino ad alcune baracche ecco la sorprendente scoperta: una grossa trappola a scatto per catturare gli uccelli; un barbaro ed illegale strumento di morte dentro un’area protetta ed a poche centinaia di metri dal centro di Campi Bisenzio!
Il fatto ovviamente è stato segnalato ai vigili ed alla Polizia Provinciale e dopo un lungo appostamento il bracconiere è stato colto sul fatto e denunciato.
Senza dubbio un fatto grave ma, come dicevamo, purtroppo solo uno dei tanti… Infatti ogni anno le Guardie Volontarie del WWF con l’aiuto delle altre Forze dell’Ordine scoprono numerosi atti di bracconaggio nel territorio della Piana, vicinissimo alle abitazioni.
Infatti trappole, reti, lacci e cose simili, strumenti assolutamente illegali e vietati dalla legge da molti anni, vengono il più delle volte posti negli orti, nei pressi delle baracche, ecc.

Sempre per restare nell’ambito di Campi Bisenzio tre anni fa furono scoperte varie file di trappole a scatto per la cattura dei passeriformi in una siepe di confine tra due condomini a pochi passi da Villa Montalvo e sotto le finestre di palazzoni di 5-6 piani; due anni fa invece trovammo una rete per l’uccellagione disposta tra una siepe ed una vecchia casa e l’anno successivo a S.Angelo un’altra rete a metà di una vigna…
Insomma, una barbarie che possiamo vedere ogni giorno anche dal balcone di casa!

E che provoca una tristissima morte per migliaia di animali, spesso dopo ore di agonia.
La morte infatti sopraggiunge molto dopo l’ingresso nella trappola o la caduta nella rete, causata dalle fratture multiple alle ali od alle zampe oppure da soffocamento, assideramento o per fame.
Molte di queste trappole possono essere fatali anche per cani e gatti, così come possono essere causa di ferite per ignari bambini che, giocando, entrano in contatto inavvertitamente con esse.
Quindi è importante lottare contro questa inciviltà ancora troppo diffusa. E per far questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Così il WWF lancia un forte appello ai cittadini onesti affinchè segnalino casi come quelli che abbiamo descritto nell’articolo, contattando il WWF stesso – tel 055.477876; e-mail toscana@wwf.it – o la Polizia Provinciale allo 055.2760901.
Dai il tuo prezioso contributo contro questi crimini silenziosi!

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