18 dicembre 2018

I Pirati a Strasburgo per promuovere il file sharing

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di Roberto Tatulli

I pirati approdano a Bruxelles. Senza spade e bandane i difensori della condivisione dei file via internet sono riusciti a conquistare un seggio al parlamento europeo, pronti a dare battaglia diplomatica alle resistenze del copyright. Un segno minuscolo per rappresentare l’imponente movimento di coloro che con vari programmi e metodi si dilettano nel P2P (peer to peer), ovvero la condivisione di file – senza scopo di lucro. Il Partito “Pirat Partiet” si è candidato alle Europee Svedesi con l’obiettivo di riformare la legge sul copyright, eliminare il sistema dei brevetti ed assicurare che il diritto alla privacy dei cittadini sia rispettato. Secondo il partito, da quanto si legge dal sito ufficiale, il file sharing e i networks p2p devono essere incoraggiati anziché criminalizzati.

Sempre dal sito si può leggere il loro contrasto ai brevetti farmaceutici che non vengono condivisi immediatamente con il resto della comunità scientifica. Un passo significativo, anche politicamente: con il 7.1% dei voti, hanno ottenuto 1 seggio sui 19 a disposizione della Svezia, battendo partiti politici di lungo corso e con grandi ideologie alle spalle. Senza dubbio i pirati sono stati favoriti dalla grande pubblicità che è conseguita dalla condanna al loro sito, che metteva a disposizione la possibilità di condividere, e quindi scaricare, ogni tipo di file compresi film, musica e altri prodotti difesi dal copyright.

Le loro azioni politiche difficilmente influenzeranno le scelte europee in materia, ma sicuramente non si potrà ignorare questo “non così strano” risultato.

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