I magnifici diciassette di "Spazi Liberati" a Firenze 10+10: "Lavoriamo insieme per obiettivi condivisi"

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Mentre nel discorso della vittoria Barak Obama rivendica la centralità della riforma sanitaria per garantire le cure anche ai più poveri, la Regione Toscana sulla diagnostica indirizza i pazienti verso il privato, facendo così arretrare il servizio sanitario pubblico. E’ solo l’ultimo esempio di come gli Enti locali toscani siano ormai succubi del pensiero unico liberista e di come sia pertanto utile e necessaria un’opposizione diffusa sul territorio capace di ribaltare questa prospettiva che sta letteralmente erodendo, complice la crisi, i diritti e i servizi dei cittadini e delle cittadine.

E’ per questo che un gruppo di 17 organizzazioni di base attive in Toscana (vedi sotto l’elenco) ha costituito la rete “Spazi Liberati – Lotte locali e proposte dal basso” che si fonda sull'”Appello per una mobilitazione locale condivisa” che sarà presentato domani giovedì 8 alle 16 all’interno di Firenze 10+10, il forum antiliberista in corso fino all’11 novembre alla Fortezza da basso.

Al centro dell’appello le buone pratiche per una società giusta, egualitaria e solidale che condanna la mercificazione delle persone e delle risorse naturali. Buone pratiche che contrastano le politiche dell’austerità – fallite in passato nel Sud del mondo e in paesi come l’Argentina -, e oggi imposte dalle istituzioni europee, dal governo Monti e, al termine della filiera, ribadite acriticamente sui nostri territori da Regione Toscana, Province, Comuni, Asl, aziende partecipate amministrate troppo spesso da politici privi di visione e da manager riciclati dalla politica. Enti che nella stragrande maggioranza sono governati da forze politiche che si dichiarano di progressiste e/o di sinistra e anche da partiti sedicenti anticapitalisti ma che nonostante questo vedono solo uno sviluppo fondato su una governance grezza della globalizzazione.

La proposta di Spazi liberati si fonda invece sulla pratica diretta sul territorio, ovvero sulle lotte e sulle campagne che negli ultimi anni hanno visto “fare politica” dal basso milioni di persone stanche di un sistema politico forte con i deboli e debole con i forti: dalle campagne referendarie per l’acqua pubblica e contro il nucleare a quelle sui rifiuti zero; dalla finanza al servizio della persona al contrasto alla privatizzazione di sanità, trasporto pubblico locale e servizi pubblici; dal rispetto deidiritti dei lavoratori, dei detenuti, dei migranti e di chi soffre alla cura dei malati causati dall’inquinamento ambientale istituzionalizzato; dalla manutenzione del territorio contro la cementificazione e il contrasto alle grandi opere; le occupazioni di case e palazzi abbandonati in mano alla speculazione; la denuncia degli sprechi, del clientelismo e della corruzione.

I promotori di Spazi Liberati: Abitanti a piede libero (PT), Associazione Pantagruel (FI), Comitato No Tunnel Tav (FI), Comitato contro la terza corsia Firenze-Mare, Comitato contro la privatizzazione di Ataf (FI), Comitato San Salvi chi può (FI), Comunità delle Piagge (FI), Coordinamento comitati Ato Toscana centro, Fondo etico e sociale delle Piagge (FI), Forum toscano dei movimenti dell’acqua, Fuori binario (FI), l’Altracittà – giornale della periferia (FI), Lo Sbertoliano (PT), Mag Firenze, Medicina democratica (FI), Movimento lotta per la casa (FI), perUnaltracittà – lista di cittadinanza (FI).

Spazi Liberati – Lotte locali e proposte dal basso
Info: spaziliberati@gmail.com | http://spaziliberati.wordpress.com

(Dal giovedì mattina al venerdì sera la sala presso la Palazzina Lorenese ospiterà materiale informativo e una rassegna video delle realtà che promuovono “Spazi Liberati”)

> Appello per una mobilitazione locale condivisa: 8 novembre, dalle 16 alle 19 alla Fortezza da Basso (FI)

Lo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio toscano e di chi lo vive dipende dalla capacità di praticare una società giusta, egualitaria e solidale che condanna la mercificazione delle persone, delle risorse e dei danni causati alla Terra in quanto fonte insostituibile di benessere collettivo.

Oggi le politiche liberiste dei governi europei colpiscono le popolazioni dei Paesi in piena crisi economica. L’austerità è al centro delle soluzioni praticate in Italia, Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Milioni di persone si impoveriscono ma viene così salvaguardato il potere delle istituzioni finanziarie, del grande capitale e delle banche. Si replica il grande fallimento economico e finanziario che a partire dagli anni Ottanta ha colpito duramente i popoli del Sud del mondo: negazione dei diritti, privatizzazioni dei beni e dei servizi pubblici, sfruttamento della forza lavoro, depauperamento della natura e del territorio.

Le stesse politiche sono ribadite acriticamente sui nostri territori dagli Enti locali. La Regione Toscana, le Province, i Comuni, le Asl, le aziende partecipate non sono da meno. Amministrate troppo spesso da politici privi di visione e da manager riciclati dalla politica, attuano linee di condotta vetuste e nocive per i cittadini. Erodono i diritti dei più deboli; puntano ad uno sviluppo prettamente capitalistico fondato sulle grandi, inutili e dannose opere pubbliche; privatizzano beni comuni come l’acqua e servizi come il trasporto pubblico locale; respingono le buone pratiche per ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare i rifiuti a vantaggio dei pericolosi inceneritori; svendono il patrimonio pubblico; sono incapaci di ascoltare, dialogare e confrontarsi con le forme di partecipazione più vive e propositive che il territorio offre.

Nella stragrande maggioranza questi enti sono governati da forze politiche che si dichiarano di progressiste e/o di sinistra e anche da partiti sedicenti anticapitalisti. E in nome di una presunta governance dei fenomeni della globalizzazione prima e di un dovuto rigore nell’affrontare il debito pubblico oggi impoveriscono quella Democrazia fondata sulla Costituzione e figlia di quella Resistenza che proprio in Toscana ha visto una grande partecipazione della popolazione, fenomeno mai registrato altrove nell’Italia occupata dai nazifascisti.

Se oggi ad invadere e colpire duramente i diritti costituzionali, la sfera pubblica e privata dei cittadini e delle cittadine, le pratiche virtuose di partecipazione dal basso sono le politiche dell’austerità e del liberismo, NOI, gruppi, comunità, associazioni, comitati, centri sociali, movimenti … ci riconosciamo nell’obiettivo comune di liberare la nostra vita dall’oppressione dei più forti, del mercato, della finanza e della politica incapace di difendere e gestire il bene comune.

Per questo ci impegniamo a condividere analisi, conflitti sociali e mobilitazioni fondate sulle buone prassi di resistenza che pratichiamo quotidianamente sui territori in cui viviamo e operiamo. Le buone pratiche nella gestione dei rifiuti; la lotta per il rispetto del referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, a partire dal trasporto pubblico locale; il rispetto dei diritti dei lavoratori, dei detenuti, dei migranti e di chi soffre; la cura dei malati causati dall’inquinamento ambientale istituzionalizzato; la manutenzione del territorio contro la cementificazione e il contrasto alle grandi opere; le occupazioni di case e palazzi abbandonati in mano alla speculazione; la denuncia degli sprechi, del clientelismo e della corruzione; il rinnovamento della politica e della rappresentanza dal basso, la promozione della finanza critica fuori dai circuiti bancari e la costruzione di una nuova finanza pubblica e tutte quelle pratiche alternative in grado di rimettere al centro la persona e non il profitto di pochi sono al centro della nostra azione comune.

Per discutere di questo ti invitiamo GIOVEDI 8 novembre all’incontro “Appello per una mobilitazione locale condivisa” che si terrà dalle ore 16.00 alle 19.00 presso la sala Spazi Liberati della Palazzina Lorenese alla Fortezza da Basso all’interno della manifestazione Firenze 10+10.

GIOVEDI 8 | 16.00-19.00: Appello per una mobilitazione locale comune

VENERDI 9 | 15.00-17.00: Emergere dalla marginalità: storie ed economie di relazione a Firenze
VENERDI 9 |17.00-19.00: Lavoro, precarietà, salute: le cause del disastro toscano
SABATO 10 | 10.00-11.30: La dissoluzione della mobilità in Toscana: grandi opere inutili e privatizzazioni
SABATO 10 |11.30-13.00: Urbanistica: svendita del patrimonio pubblico e riappropriazione sociale degli spazi
SABATO 10 |15.00-17-00: Acqua e Rifiuti: la riforma degli Ato tra accentramento, monopolio e lotte dal basso

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