I feudi toscani dei Consorzi di bonifica. Chi più paga più vota nelle "elezioni fantasma"

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nati con la legge di riforma regionale 79 del dicembre 2012 che riduce a soli 6 organismi gli attuali 26. Hanno diritto di voto tutti coloro che pagano o dovranno pagare la tassa di bonifica. Si vota in 349 seggi, uno ogni 66 chilometri. in ogni comprensorio i cittadini eleggeranno 15 membri, mentre Comuni. Province e Regione hanno il diritto di nominarne 11. L’inchiesta di Mario Neri per Il Tirreno.

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Dovrebbero curare i nostri fiumi, proteggerci dalle alluvioni, pulire i boschi sui versanti delle montagne, i fossi invasi da ri fiuti o coperti dal cemento, rinforzare gli argini o costruire diglie e ponti. Dovrebbero fare un sacco di cose, i consorzi di bonifica, per disinnescare frane, esondazioni, allagamenti che ogni anno si ripetono in Toscana. E farlo grazie alle nostre tasse. In realtà finora hanno speso la metà dei soldi per il personale e burocrazia. Hanno impiegato “sul campo” solo un terzo dei loro 501 dipendenti, il resto è rimasto alla scrivania. Si sono affermati più come piccoli centri di potere che come organi di difesa del suolo, sultanati locali in grado di distribuire appalti e risorse sul territorio. Nell’immaginario collettivo, carrozzoni. Ed il rischio è che sabato 30 questi “enti” riconfermino la loro natura. Dalle 8 alle 20, 1.441.770 toscani sono chiamati ad eleggere i “parlamentini” dei nuovi consorzi, passati da 26 a 6 con la legge di riforma regionale 79 del 2012, ma sull’election day si sta scatenando il caos.

Elezioni fantasma. Pochissimi degli aventi diritto al voto cioè i proprietari di immobili che beneficiano dei lavori di manutenzione – hanno ricevuto le lettere. «A parte gli addetti ai lavori, in pochissimi sanno della votazione», denuncia Stefania Fuscagni, consigliere regionale di Forza Italia. Lei, come altri, chiede al presidente Enrico Rossi di stoppare subito tutto. «Saranno elezioni illegittime, perché la legge di riforma dice che le lettere ai cittadini dovevano essere spedite entro 60 giorni dal voto, sono partite, con allegato l’invito del governatore, solo il 14 ottobre», protesta Giovanni Donzelli, consigliere di Fratelli d’Italia, che annuncia un ricorso al Tar se l’appello rimarrà inascoltato.

La Regione nel caos. La mobilitazione noti coinvolge solo l’opposizione. Dai 5Stelle a Italia Nostra, dal Pd della Valtiberina a Coldiretti, sono in molti ad essere contrari all’operazione. Durissimo perfino il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che definisce i consorzi «carrozzoni inutili». «Sostengo siano di dubbia legittimità – dice – da confini territoriali discutibili. Si aboliscano e si attribuisca le loro funzioni ai Comuni». Fanfani ha già presentato un ricorso alla commissione tributaria di Arezzo, «e appena ci recapiteranno il bollettino da 90mila giuro che paghiamo ogni anno ne presenterò uno alla Corte Costituzionale».

La giornata degli sprechi. Tutti evidenziano «scarsa comunicazione» e il rischio che l’evento si trasformi in una apoteosi dello spreco, visto che la stessa Regione ha imposto ai commissari straordinari nominati due anni fa di ridurre le spese per l’organizzazione del voto a 650mila euro da 1,8 milioni preventivati. Non a caso, visto che nell’ultima tornata l’affluenza non ha superato il 2%. Se andasse bene, per ogni voto servirebbero 50 euro. Nel 2006, quando le elezioni costarono 816mila euro, il 34,7% se ne andò per l’appunto in avvisi e spese di spedizione agli elettori.

«Tutto regolare», «A fare i consorzi ci obbliga la legge, noi abbiamo razionalizzato il sistema, investiremo così risorse in interventi concreti», ribatte Rossi. Che ammette: «È possibile che la pubblicità sia stata fatta in ritardo, ma è sempre stato così, mentre ora, senza essere obbligata a farlo, la Regione ha spedito avvisi, oltre a promuovere una campagna su tv e giornali». Sarà, ma per ora solo il 10% dei destinatari ha ricevuto le lettere. Sabato si profila un appuntamento semiclandestino. Va in soccorso al governatore l’assessore Anna Rita Bramerini: «Le elezioni si svolgeranno regolarmente. Erano i commissari a dover comunicare ai cittadini del voto e l’hanno fatto, sui siti dei vecchi consorzi». E i ritardi? «Verificheremo e ne chiederemo conto alle Poste».

Chi più paga più vota. La chiamata al voto non evidenzia solo un cortocircuito fra comunicazione e (probabile) flop di partecipazione. Alle urne dei consorzi non tutti avranno lo stesso peso. I nuovi sei comprensori avranno consigli da 26 membri, 15 eletti dai soci contribuenti, l l dalle istituzioni: Province, Comuni e Regione. Per i cittadini, però, sono tre le fasce di contribuzione, ognuna con il diritto di indicare 5 membri. E si verificheranno casi, come per la Toscana Nord, dove 220mila abitanti che pagano meno di 60 euro di tassa annua avranno lo stesso potere elettivo dei 5mila che ne pagano oltre 300.

I dinosauri della bonifica. Il black out sull’informazione rischia di ledere anche il diritto di chi voleva candidarsi. I termini scadevano il 2 novembre. «E a parte i soliti noti – continua Fuscagni – nessuno ha presentato liste alternative». Solo i grillini l’hanno fatto, nell’Ato Nord e in quello dell’Alto Vaidarno. Il resto delle liste è capitanato spesso da vecchi dinosauri della bonifica. Quasi tutti gli ex presidenti dei vecchi consorzi, gente che è sulla stessa poltrona da oltre 10 anni che ora prenderà, se rieletto, un’indennità pari a quella di un sindaco di un Comune da 15mila abitanti (30mila euro l’anno), ed è di nuovo in corsa. Vedi Fortunato Angelini per la Versilia, Marco Bottino per la Mediavalle del Serchio, o Paolo Bargellini a Pistoia. «Non credo nella rottantazione – dice Angelini – se taglia fuori persone valide». Poi la bonifica ha fatto gola ai partiti, soprattutto al Pd, che ha assaltato le liste riempiendole di sindaci.

Consorzi, feudi della bonifica. Ma quanti soldi gestiscono e come i Consorzi? Sono 132 milioni di euro, 65 dei quali provenienti dai contributi degli utenti (ora diventeranno 90, dato che si allargata la platea dei tassati), il resto da Regioni e Province. In media delle tasse pagate dai cittadini il 40-50% se ne va in gestione dell’ente. Cioè per pagare gli stipendi al personale, cancellerie, amministrazione, telefoni, stampanti eccetera. Di 501 dipendenti complessivi, solo 166 sono operai. Va ancora peggio se poi le risorse vengono spese come racconta Paolo Bargellini, ex presidente del consorzio dell’Ombrone e del Bisenzio ora commissario: «Sui grandi appalti – spiega candidamente – c’è l’obbligo di gara e vi partecipano 20 aziende ogni volta. Con gli affidamenti minori cerchiamo di distribuire lavori in modo equo alle aziende fornitrici sul territorio, sotto i 40mila euro la legge ci consente l’affidamento diretto, senza gara». E il 90% dei casi. Ora ci si è messa la nuova legge regionale, che per risparmiare ordina ai consorzi di assegnare «preferibilmente i lavori di manutenzione ordinaria agli imprenditori agricoli». Un bell’aiutino ai feudatari della bonifica.

0 Comments

  1. Sara Bartoletti

    Conversazione iniziata oggi
    Sara Bartoletti
    11:17
    Sara Bartoletti
    Buongiorno,
    oggi si svolgono le elezioni del consorzio di bonifica ebbene altra beffa per chi si è recato a votare essendo comproprietrario del 50 % munito di delega… Il consorzio ha inviato una comunicazione a tutti i contribuenti per andare a votare, il consorzio invia ai contribuenti le tasse da pagare intestandole ad uno solo dei proprietari anche se i proprietari sono in due in quote uguali ebbene il comproprietario che paga chiaramente a metà il contributo non può votare (come scaricare il contributo nelle tasse) non essendo indicato dal consorzio. Ma, ecco la beffa, il contribuente avente diritto può delegare solo un altro avente diretto e cioè può delegare il vicino di casa ma non il comproprietario (moglie che sia) avrebbe dovuto inviare comunicazione scritta anche se nell'elenco del consorzio risulta chiaramente la comproprietà. Mi verrebbe da chiedere inoltre a che titolo il consorzio su due comproprietari il consorzio fino ad ora ha deciso di intestare sia il contributo che l'avente diritto ad uno dei due senza nessun motivo e cioè tra uomo e donna si intesta solo all'uomo cos'è discriminazione perché il contributo non viene intestato ad entrambi visto che sono residenti assieme…. saranno regolari queste votazioni ?? Le comunicazioni agli utenti sono arrivate da meno di un mese (almeno per quanto ci riguarda) e secondo quanto riportato sul sito della regione toscana andava comunicato per iscritto entro il giorno 20/11 …"Ai sensi dell’art. 10, c. 2 della L.R. 79/2012, “per le proprietà in comunione, il diritto di voto è esercitato dal cointestatario titolare di una quota di proprietà superiore al 50 per cento o, negli altri casi, individuato dalla maggioranza degli intestatari, calcolata secondo il valore delle quote”. In quest’ultimo caso, qualora i comproprietari vogliano attribuire il diritto di voto ad un cointestatario diverso da quello indicato nell’elenco degli aventi diritto al voto, è necessario presentare la dichiarazione prevista dal c. 3 dell’art. 10 della L.R. 79/2012. La dichiarazione deve essere presentata al Commissario (ex art. 33 c. 3, L.R. 79/2012) entro il 10° giorno antecedente la data delle elezioni (20 novembre 2013)….. ebbene però leggere anche questo …" ATTENZIONE: Preso atto che la campagna informativa attuata mediante l’invio a ciascun avente diritto al voto di una nota esplicativa riportante informazioni sia sulla riforma dei Consorzi di Bonifica in Toscana sia sulle modalità elettorali sta ottenendo una capillare diffusione nei giorni a ridosso della giornata elettorale del prossimo 30 novembre; vista la nota del 27 novembre 2013 trasmessa via e-mail della Regione Toscana a firma dell’Ing. Massini in cui si stabilisce, tra l’altro che: ”1) I sindaci e/o presidenti di Provincia possono esercitare il proprio diritto di voto anche solo recandosi al seggio il giorno delle elezioni presentando atto di nomina o autocertificazione che attesti la loro posizione”; ritenuto di consentire, per parità di trattamento, anche a tutti gli altri aventi diritto al voto quanto stabilito dalla Regione Toscana per i Sindaci ed i Presidenti di Provincia e soprattutto al fine di favorire la più ampia partecipazione alla tornata elettorale, il Commissario del Comprensorio di Bonifica Medio Valdarno (ex art. 33 c. 3, L.R. 79/2012) ha disposto che è possibile accettare titoli di legittimazione anche direttamente al seggio durante la tornata elettorale…. "
    ebbene se si è un sindaco o una persona giuridica si può presentare il modulo al seggio ma se si è cittadini comproprietari NO ma non scrivono di voler favorire la più ampia partecipazione !!!!! Sembra che la partecipazione alle elezioni sia solo per chi vogliono loro !!!
    Spero che diate seguito alla mia segnalazione !!! Sara Bartoletti

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