14 novembre 2018

Halevi e Carlini a Firenze. Per capire la crisi: un ciclo DKmZero/perUnaltracittà

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in California, gli “occupy” strizzati dalla crisi hanno organizzato un “general strike citywide”. Hanno deciso, con il metodo del consenso e senza forzature politiciste, di fare uno sciopero “cittadino, della città, di tutta la città” (ne parliamo qui). A Firenze, dove il sol dell’avvenire ha purtroppo per molti la faccia di Matteo Renzi, siamo invece ancora indietro nella consapevolezza e nell’intraprendere quell’azione utile a sovvertire lo stallo in cui la crisi ci ha messo.

E’ per questo che Democrazia Km Zero e la lista di cittadinanza perUnaltracittà propongono ai fiorentini (ma il modulo è replicabile in tutta Italia, siamo a disposizione per questo) una serie di incontri/lezioni/confronti introdotti da Ornella De Zordo sul tema della crisi e del debito intitolata “Europa tossica: crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica”. Naturalmente gratuita e aperta a tutti e a tutte.

Il primo appuntamento “De-finanziamo l’economia degli Stati” è con Joseph Halevi intervistato da Pierluigi Sullo, un’occasione unica per incontrare l’economista dell’Università di Sydney, per poche settimane in Italia, uno dei pochi che ha saputo prevedere con molto anticipo la crisi esplosa nel 2008 e che ha denunciato l’uso della “cartaccia” finanziaria che ha gonfiato i bilanci di banche e fondi di investimento. Ne discuteremo con chi vorrà partecipare alle 16.30 di giovedì 10 novembre, nella Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio. Al centro dell’incontro la crisi economica in Europa naturalmente, ovvero la crisi del debito sovrano e la crisi di sistema che vede l’Italia essere uno degli epicentri. La Banca centrale europea e le istituzioni sovranazionali dettano ricette agli Stati fondate sull’erosione dei diritti e la riduzione del welfare.

La giornalista economica Roberta Carlini, curatrice del sito Sbilanciamoci.info, è invece la protagonista del secondo incontro “La fine del pensiero unico” che si terrà sabato 26 novembre alle 10.30 sempre a Palazzo Vecchio nella Sala delle Miniature. Ad intervistarla sarà il sottoscritto e il ragionamento verterà su come la grande crisi ha portato via con sé parecchie certezze: milioni di posti di lavoro, case, mutui, pensioni, sanità, scuole e università. Ma anche il mito della stabilità e della crescita come elementi naturali del sistema oltre al castello di carte dell’economia finanziaria e a un bel pezzo dell’economia reale. La grande crisi ha chiuso anche con una certa concezione dell’economia, con quel pensiero unico che ha dominato la politica, culturale e accademica negli ultimi trent’anni.

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