Guatemala, primo golpe dell'era YouTube?

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A cura di Marzia Coronati

L’avvocato Rosenberg è stato trucidato da due killer in una via di Città del Guatemala. Dopo pochi minuti il sito internet del quotidiano locale El periodico  trasmetteva un video in cui l’avvocato stesso annunciava la sua morte: “Se state guardando questo video, significa che sono stato assassinato dal presidente”.

A una settimana dall’assassinio di Rodrigo Rosenberg Marzano, avvenuto lo scorso 10 maggio, continuano a delinearsi diverse ipotesi riguardo ai mandanti dell’omicidio. I contorni giudiziari di questa vicenda non compaiono per nulla chiari, e ieri la  capitale guatemalteca ha assistito a due opposte manifestazioni: chi sostiene il presidente Alvaro Colom e chi invece vuole le sue dimissioni. Colom, da parte sua, sostiene fermamente la sua innocenza.

Chi vuole che Colom se ne vada crede alle parole del video. Nel clip Rosenberg parla di loschi intrighi finanziari che coinvolgerebbero direttamente la first lady Sandra de Colom: “La ragione per la quale sono morto è che fino all’ultimo sono stato l’avvocato dell’imprenditore Khalil Mussa e di sua figlia Marjorie Mussa, entrambi uccisi lo scorso 14 aprile, perché si sono rifiutati di coprire gli affari illegali e milionari che si orchestrano ogni giorno nel Banrural (Banca dello sviluppo rurale a capitale misto) e che va dal lavaggio di denaro sporco alla deviazione di fondi pubblici verso programmi inesistenti facenti capo alla signora Sandra de Colom, passando dal finanziamento di cartiere utilizzate dal narcotraffico”.

Chi invece difende il presidente, crede che le operazioni siano state orchestrate da qualcuno che ha come scopo la destabilizzazione del già delicato equilibrio politico che sta vivendo il Guatemala.
Uscito da una dittatura sanguinaria solo quindici anni fa, il Paese risente ancora oggi della lunga repressione militare. Le articolazioni politiche sono inesistenti, e invece dei partiti si è creata una grande rete di associazionismo popolare. “Il ritorno alla democrazia ha comportato una diffusissima criminalità organizzata e singola davanti a un Paese che non ha mai dato riconoscimento alla pressione popolare democratica e alla negoziazione tra le diverse classi sociali. In assenza di un tessuto democratico e di fronte a una economia sempre più dollarizzata,  è enormemente accresciuto non soltanto il potere dei militari,  ma anche la micro e macro criminalità” spiega Daniele Pompeiano, professore di Storia e istituzioni dell’America del Sud all’università di Messina.
Insomma, tra le ipotesi c’è anche quella che Rosenberg sia stato una specie di testa di ariete per un tentativo golpista contro il presidente e a favore della destra politica militare e dei grandi mercanti del narcotraffico.

Alvaro Colom è salito alla presidenza con una scarsa partecipazione dell’elettorato (circa il 60%) ma una stragrande maggioranza rispetto all’altro candidato. Civile, ingegnere, discendente di una delle più grandi figure della resistenza antimilitare e antidittatoriale (lo zio negli anni’70 è stato ucciso dai militari da un fuoco incrociato di un elicottero e alcune macchine), Colom si può definire un presidente di centro-sinistra, che in maniera forse un pò paternalistica ha cercato di dare sostegno soprattutto ai settori più poveri. Ma anche dell’avvocato Rosenberg si parla molto bene, descritto dai mezzi di informazioni come un uomo onesto e trasparente. L’avvocato era cosciente delle persone che manovravano la su uscita pubblica? Potrebbe essere che nè Colom nè Rosenberg siano responsabili di quello che è avvenuto.

“Che Colom non sapeva niente è molto strano, perche storicamente lo Stato maggiore presso la presidenza della Repubblica del Guatemala era la centrale dell’intelligence a livello nazionale e non solo. Il fatto che il presidente non sia intervenuto è preoccupante, perchè significa che  probabilmente esistono delle tenzioni che superano la stessa carica suprema dal punto di vista politico: la presidenza della Repubblica” chiosa Pompeiano.

A far parlare molto in questi giorni è anche il sistema di diffusione della notizia: un video in cui si annuncia la possibilità di un omicidio. “Ciò che io temo, come comunicatore, è che questo possa essere un nuovo metodo per incidere sull’opinione pubblica” dichiara Martin Iglesias, dell’osservatorio Selvas.org. “E’ un primo caso di sovversione di tipo mediatico, diverso da quello dei kamikaze che registrano il loro annuncio di sacrificio. Questo era un annuncio di responsabilità in differita”.

[Fonte Amisnet]

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