Gualchiere di Remole, museo e laboratorio tessile: un progetto possibile

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Recuperare le Gualchiere di Remole come museo e laboratorio tessile
di Simona Poli da Repubblica
La conoscenza non rappresenta solo qualcosa che ci spinge in avanti, non sempre è scoperta, invenzione, novità, cambiamento. Spesso è il passato che ritorna, la capacità di conservare memoria delle tecniche antiche che oggi si rivelano preziosissime risorse in un mondo iperelettronico costretto dalla crisi a ridimensionare le proprie ambizioni: costruire i muri a secco, scavare pozzi e cisterne nel deserto, proteggere gli ambienti costieri dall´erosione o realizzare edifici che mantengano all´interno una temperatura costante. Questo insegna l´esperienza dell´architetto Pietro Laureano, che dopo aver resuscitato i Sassi di Matera – la sua città – ed essere riuscito ad inserirli nell´elenco dell´Unesco dei beni patrimonio dell´umanità, si è trasferito con la famiglia a Bagno a Ripoli dove ha scoperto grazie al sindaco Luciano Bartolini le Gualchiere di Remole. Ed è proprio qui che Laureano vorrebbe creare il Centro internazionale Unesco dei saperi internazionali, una sorta di banca delle conoscenze in grado di “archiviare” dentro di sé quell´enciclopedia immateriale che per generazioni è stata tramandata oralmente da padre in figlio. «Questo posto ha una carica simbolica eccezionale», racconta Laureano. «Le Gualchiere erano un edificio-macchina progettato nel 1300 come una sorta di mulino che produceva energia e così hanno funzionato fino al 1700. Le ruote idrauliche muovevano dei magli che battevano la lana, in gergo si diceva “gualcare” da cui il nome. Meccanismo geniale: la lana bagnata con l´acqua si infeltriva e battendola acquistava una finezza e una impermeabilità particolari che la rendevano pregiata. Chi ha costruito le Gualchiere conosceva perfettamente il corso dell´Arno, prendevano acqua a monte e sfruttavano il salto idraulico, erano alla giusta distanza per abbeverarsi nel fiume senza essere travolte dalle alluvioni. Tutto questo oggi può essere riportato in vita. Del resto fino a vent´anni fa nella zona abitavano famiglie che avevano gli stessi cognomi di quelle che stavano alle Gualchiere sei secoli fa». L´idea di Laureano è di ripristinare il meccanismo originale a scopo didattico e dall´altra costruire accanto a quelle antiche delle turbine moderne per la produzione di energia pulita capace di alimentare barche elettriche che trasportino passeggeri e turisti su e giù per il fiume. L´intera struttura potrebbe diventare un laboratorio tessile artigianale di alta qualità e le stoffe sarebbero messe in vendita nelle “boutique ecofashion” ricavate nel borghetto restaurato. «Servono 5 milioni per il recupero e quattro anni di tempo», spiega Laureano che ha già ottenuto il via libera dell´Unesco e della Regione. «Dal punto di vista finanziario», spiega Laureano, «ho già il sostegno di vari soci privati: Ipogea di Matera, la brasiliana “Maria Nobrega Foundation”, la fondazione fiorentina Romualdo del Bianco, il Comune di Bagno a Ripoli, la struttura di progettazione Politecnica, Water Right Foundation. Stiamo creando una rete di garanti, tra cui il Gabinetto Vieusseux, il museo di Vinci, il museo tessile di Prato, l´università di Firenze». L´idea di ospitare il Centro mondiale Unesco entusiasma Bartolini. Ma la proprietà delle Gualchiere è del Comune di Firenze. La giunta precedente le aveva inserite nell´elenco dei beni alienabili ma Renzi ci sta ripensando.

di Simona Poli da Repubblica

La conoscenza non rappresenta solo qualcosa che ci spinge in avanti, non sempre è scoperta, invenzione, novità, cambiamento. Spesso è il passato che ritorna, la capacità di conservare memoria delle tecniche antiche che oggi si rivelano preziosissime risorse in un mondo iperelettronico costretto dalla crisi a ridimensionare le proprie ambizioni: costruire i muri a secco, scavare pozzi e cisterne nel deserto, proteggere gli ambienti costieri dall´erosione o realizzare edifici che mantengano all´interno una temperatura costante. Questo insegna l´esperienza dell´architetto Pietro Laureano, che dopo aver resuscitato i Sassi di Matera – la sua città – ed essere riuscito ad inserirli nell´elenco dell´Unesco dei beni patrimonio dell´umanità, si è trasferito con la famiglia a Bagno a Ripoli dove ha scoperto grazie al sindaco Luciano Bartolini le Gualchiere di Remole. Ed è proprio qui che Laureano vorrebbe creare il Centro internazionale Unesco dei saperi internazionali, una sorta di banca delle conoscenze in grado di “archiviare” dentro di sé quell´enciclopedia immateriale che per generazioni è stata tramandata oralmente da padre in figlio. «Questo posto ha una carica simbolica eccezionale», racconta Laureano. «Le Gualchiere erano un edificio-macchina progettato nel 1300 come una sorta di mulino che produceva energia e così hanno funzionato fino al 1700. Le ruote idrauliche muovevano dei magli che battevano la lana, in gergo si diceva “gualcare” da cui il nome. Meccanismo geniale: la lana bagnata con l´acqua si infeltriva e battendola acquistava una finezza e una impermeabilità particolari che la rendevano pregiata. Chi ha costruito le Gualchiere conosceva perfettamente il corso dell´Arno, prendevano acqua a monte e sfruttavano il salto idraulico, erano alla giusta distanza per abbeverarsi nel fiume senza essere travolte dalle alluvioni. Tutto questo oggi può essere riportato in vita. Del resto fino a vent´anni fa nella zona abitavano famiglie che avevano gli stessi cognomi di quelle che stavano alle Gualchiere sei secoli fa». L´idea di Laureano è di ripristinare il meccanismo originale a scopo didattico e dall´altra costruire accanto a quelle antiche delle turbine moderne per la produzione di energia pulita capace di alimentare barche elettriche che trasportino passeggeri e turisti su e giù per il fiume. L´intera struttura potrebbe diventare un laboratorio tessile artigianale di alta qualità e le stoffe sarebbero messe in vendita nelle “boutique ecofashion” ricavate nel borghetto restaurato. «Servono 5 milioni per il recupero e quattro anni di tempo», spiega Laureano che ha già ottenuto il via libera dell´Unesco e della Regione. «Dal punto di vista finanziario», spiega Laureano, «ho già il sostegno di vari soci privati: Ipogea di Matera, la brasiliana “Maria Nobrega Foundation”, la fondazione fiorentina Romualdo del Bianco, il Comune di Bagno a Ripoli, la struttura di progettazione Politecnica, Water Right Foundation. Stiamo creando una rete di garanti, tra cui il Gabinetto Vieusseux, il museo di Vinci, il museo tessile di Prato, l´università di Firenze». L´idea di ospitare il Centro mondiale Unesco entusiasma Bartolini. Ma la proprietà delle Gualchiere è del Comune di Firenze. La giunta precedente le aveva inserite nell´elenco dei beni alienabili ma Renzi ci sta ripensando.

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