Guai ai poveri

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Nelle nostre città non c’è più spazio per i poveri. Se la ‘padania’ scaccia i poveri stranieri, tirando su il ponte levatoio di fronte a chi non guadagna abbastanza, noi rubiamo le coperte ai senzatetto, e gliele mandiamo al macero. Invece di riporle negli armadi che non hanno, o di portarsele dietro tutto il giorno nei loro giri infiniti, questi malviventi le avevano ammassate in un angolo della stazione.
Errore imperdonabile: disturbavano, sciupavano l’ordine perfetto della bella Firenze patrimonio dell’umanità, dove, si sa, non c’è un sasso fuori posto, né una cartaccia a lordare il marciapiede. Per motivi di igiene, intervengono i vigili, e poi gli spazzini, e fanno pulito. Duecento coperte fatte a pezzettini, così ci dicono le associazioni di base fiorentine, significa un bel numero di persone lasciate al freddo.
Ma queste sono le regole, spiega impassibile il comandante dei vigili. Facciamo il nostro lavoro, avranno detto i netturbini.
Le leggi, le procedure, si abbattono sempre impietose su chi vive fuori della norma, e questa non è una novità. Ma hanno un effetto altrettanto nefasto, benché più subdolo, su chi le regole le applica, e in nome di queste diventa un automa. Che io sia un vigile, uno spazzino, o un soldato semplice, la legge o l’ordine di un superiore diventa per me una specie di divinità a cui obbedire ciecamente? E l’imparzialità della ‘legge uguale per tutti’, mito certo non realizzato, è davvero un valore assoluto?
Dietro ogni intervento delle forze dell’ordine, c’è comunque una scelta politica, una scelta di priorità. Visto che non è vero che tutti gli illeciti sono sanzionati, che tutto ciò che crea disordine e degrado viene rimosso o sanzionato, è legittimo chiedersi: ma con tutte le cose brutte, sporche e rumorose di questa città, era il caso di accanirsi con le coperte dei senzatetto?
E ancora ci chiediamo: le persone che hanno rimosso queste coperte – per altro nuove, appena donate all’associazione Aurora – e le hanno buttate nel tritatutto, si sono fatte qualche domanda, hanno avuto un pensiero per quelli che tornando non le avrebbero ritrovate e avrebbero passato la notte all’addiaccio? Non si tratta nemmeno di pietà, ma di buon senso, di logica. Si tratta di capire se ci resta ancora un po’ di coscienza per agire, o se la addormentiamo non appena ci mettiamo addosso una divisa, sia quella da vigile, da netturbino, da soldato o da sindaco.

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