Grillo contro l’inceneritore

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“Tutte queste cose sono giuste, signor Grillo, ma io però vorrei capire: qual è l’alternativa?”. In questa domanda, e nella successiva risposta, sta tutto il senso dell’uscita del signor Giuseppe Grillo da Savignano di Genova, giunto a Firenze per presentare in Provincia una petizione contro l’inceneritore, denunciandone i danni per la salute dei cittadini. Un intermezzo che il comico ligure ha voluto fare in una conferenza stampa fra le due date fiorentine del suo spettacolo.
Con consueta competenza ed immancabile passione, Grillo ha spaziato a 360 gradi sui temi dell’ambiente, dei rifiuti, delle energie, mostrando tutta l’evidenza dell’irragionevolezza di certe decisioni politiche e di un conseguente “logico” appiattimento della stampa. Non è casuale la debolezza con cui tutto il panorama mediatico fiorentino ha affrontato la questione, nonostante la massiccia presenza di giornalisti alla conferenza stampa. Grillo ha dimostrato come operare con scelte di senso opposto, assolutamente ragionevoli, concretamente applicabili e lineari, sia del tutto possibile. Ha espresso soddisfazione per l’utilizzo di una delle sale stampa del Consiglio Regionale per parlare del tema. Ma nonostante gli organizzatori, gli ‘Amici di Beppe Grillo’ di Firenze, si siano appoggiati al gruppo di Rifondazione Comunista per ottenere la sala, ha quasi rifiutato l’intermediazione politica: “credo che i cittadini siano maturi ormai per chiedere da soli queste cose”.
C’è un evidente scollamento fra amministratori e amministrati, come del resto dimostra l’entusiasmo della gente per le idee di Grillo: la conferenza stampa attira centinaia di persone, rimaste fuori per motivi di capienza. E Grillo se ne rammarica, rilanciando in maniera forte un’idea di politica dal basso.
La sostanza delle informazioni fornite nell’occasione non fa che ribadire concetti ormai ampiamente noti, almeno ai nostri lettori. Il professor Stefano Montanari, direttore scientifico dell’Istituto nanodiagnostico di Modena, ha spiegato che le nanoparticelle sprigionate dagli impianti di incenerimento sono ancora più piccole delle Pm10. Si tratta di particelle sotto i 2,5 Pm (si parla di polveri anche di 1 Pm), pericolosissime per l’uomo, che vengono prodotte in misura maggiore proprio negli inceneritori più moderni.
“I miei studi – ha spiegato Montanari – dimostrano le dirette conseguenze tumorali e di deformazione che provengono da queste nanoparticelle. E siccome la legge italiana e la scienza oggi ci consentono di risalire con certezza alle cause di queste malattie, vorrei ricordare agli amministratori che chi avvalla la costruzione di un inceneritore non ne dovrà rispondere solo come sindaco, ma in proprio, come persona”. Proprio sul blog di Beppe Grillo è partita una raccolta fondi per consentire a Montanari di acquistare uno speciale microscopio elettronico a scansione ambientale, del costo di circa 350.000 euro, che consentirebbe di studiare i meccanismi con cui queste particelle sono in grado di uccidere. Un mezzo che sarebbe utile anche a comprendere il meccanismo delle malattie che hanno colpito i reduci dalle guerre del Golfo e dei Balcani.

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