25 settembre 2018

Grandi opere, grandi affari… grandi rischi

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Falde acquifere compromesse, frane, la tomba etrusca della Montagnola che rischia di crollare e altro ancora: sono le immagini di un video sugli effetti devastanti provocati dai lavori per l’Alta Velocità.
Così inizia l’incontro organizzato dall’Associazione culturale “I Venerdì del leone”, che ha visto al circolo Andreoni di Coverciano la partecipazione di Ivan Cicconi, autore del volume “Le grandi opere del cavaliere” e del giornalista Marco Travaglio, insieme ai fiorentini Mario Bencivenni, dei Comitati cittadini, e Girolamo Dell’Olio dell’Associazione Idra, da anni impegnata nella lotta contro la TAV e autrice del documentario appena visto. Una “cantierizzazione selvaggia e feroce”, è Dell’Olio a parlare, un “far west dove si è visto di tutto: dai camion contromano all’uscita delle scuole, ai giardini cementificati”. Un’opera pubblica “che cancella il senso di appartenenza e la memoria dei luoghi”.
Quello delle grandi opere infrastrutturali è, da sempre, un tema complesso e dibattuto: c’è chi le ritiene una esigenza imprescindibile per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese e chi vede, nella loro realizzazione, calpestati il rispetto e la tutela per l’ambiente così come di ogni legalità. Quel che è certo è che quando si parla di grandi opere si parla in realtà di grandi affari.
Dall’alta velocità al ponte sullo stretto di Messina, l’opera più faraonica promessa dal Governo Berlusconi: è Ivan Cicconi a spostare la riflessione sulla situazione nazionale e a ricordare le parole del Ministro Lunardi che dichiarò necessario per lo Stato, “convivere con la mafia”; e sarà proprio con i lavori per il ponte “che si pagheranno i costi di questa convivenza!”.
Ma come si realizzano queste opere? Chi c’è dietro i contratti stipulati? E soprattutto, da dove vengono i soldi?
Si parla, a questo proposito, di “project financing”, riferendosi ad un modello di finanziamento attraverso il quale la realizzazione di opere pubbliche avviene senza oneri per la pubblica amministrazione. Fanno parte di questo tipo di operazione la costruzione del parcheggio interrato della Fortezza da Basso così come la realizzazione del Parco del Mensola.
Prosegue Cicconi: “Ci dicono che questi soldi sono dei privati e, apparentemente, è vero; nel bilancio dello Stato non troverete un euro stanziato per la realizzazione del ponte così come per i lavori dell’Alta velocità. Sono i committenti che pagano. Si tratta di società private. Ma chi sono i soci di queste società? I soggetti pubblici: dal Ministro dell’Economia, alla Regione Calabria e Sicilia per il ponte sullo Stretto”.
In conclusione interviene anche Travaglio. Il pubblico sorride quando il giornalista ricorda il passato politico dell’attuale Ministro Lunardi (consulente perfino dell’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli nel periodo del Giubileo). Ma è un sorriso amaro. L’Unione lavorerà su questi temi? Interviene una signora: possiamo pretendere che chi si oppone a questo Governo sia anche in grado di spiegare come farebbe diversamente?

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