23 settembre 2018

Grandi opere, denuncia del WWF: costo quasi triplicato, programmazione zero, assenti valutazioni di impatto

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Fonte: ASCA

La legge Obiettivo “è servita in 10 anni prevalentemente a dare autorizzazioni ad opere, spesso prive di un inquadramento territoriale ed ambientale credibile, alimentando un costosissimo e mediocre progettificio ad uso e consumo delle grandi aziende del settore edile. Se l’intento originario era quello di dare una svolta al ritardo infrastrutturale del Paese, puntando su pochi interventi strategici irrinunciabili e stabilendo costi e tempi certi, con la Legge Obiettivo si e’ fallito su tutti i fronti”. E’ l’analisi del WWF secondo cui “il Governo farebbe bene a concentrare le risorse per accelerare gli interventi sulle infrastrutture esistenti (ponendo ad esempio fine allo scandalo dei cantieri della A3 Salerno-Reggio Calabria e sulla SS106 Ionica) e a realizzare, anche in funzione anticongiunturale, come chiede anche l’Associazione Nazionale Costruttori Edili – ANCE il programma delle piccole e medie opere per 825 milioni di euro, varato nel giugno 2009 e che oggi è al palo”.

Il programma delle infrastrutture strategiche, secondo la valutazioni del WWF Italia, “è esploso in mano ai governi (due di centrodestra ed uno di centro sinistra) che si sono succeduti dal 2001 ad oggi, con un incremento dei costi del 280% in 10 anni. Si è passati dai 125,8 miliardi di euro del 2001 ai 358 miliardi dell’aprile 2010 e sono triplicate le opere (passato dalle 110, del dicembre 2001 alle 348, dell’aprile 2010), a causa della bulimia delle clientele nazionali e locali, che ha condizionato la capacità programmatoria dei Governi. Visto che i soldi pubblici spendibili (erogati e mutui attivati) dal 2001 al 2009 sono stati pari a 11,3 miliardi di euro, per attuare per intero il programma dovremmo aspettare, a questo ritmo e contando solo sulle risorse pubbliche, i prossimi 300 anni (!)”.

“Come abbiamo denunciato, sin dalla sua prima applicazione nel 2002, la Legge Obiettivo ha consentito sino ad oggi di progettare interventi comunque (senza fare alcun calcolo realistico delle risorse pubbliche realmente disponibili) e dovunque (senza una seria valutazione degli impatti ambientali)”, denuncia il Presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, che aggiunge: “E proprio a proposito di sostenibilità ambientale è opportuno ricordare che il Programma (Delibera CIPE 121/2001) non è mai stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, mentre i progetti delle infrastrutture strategiche hanno avuto in questi nove anni sempre Valutazione di Impatto Ambientale positiva. Questo modo di procedere ha avuto riflessi sulla scarsa qualità della programmazione degli interventi (come ha denunciato la Corte dei Conti negli ultimi 6 anni) e dei progetti (il 53% dei progetti delle infrastrutture strategiche, ha avuto bisogno di varianti al progetto originario, secondo una denuncia dell’ANCE del 2005)”.

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