Gran Premio a emissioni zero? La misteriosa foresta di Monza

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il numero è «puramente indicativo» ha precisato in extremis un provvidenziale e minuscolo asterisco) piantati per compensare le quasi 12mila tonnellate di anidride carbonica emesse dal Gran Premio di Monza. È il frutto, verdissimo, della collaborazione tra Aci ed Ecostore per realizzare un’iniziativa unica al mondo. «Un progetto apripista» spiegano i promotori, che guardano alla riforestazione in Alaska e Madagascar (forse, visto che a poche ore dal gran premio il tutto è stato sostituito con «regioni in via di sviluppo») come a una possibile risposta per uno «sport» che non è certo da annoverare tra i più ecologici. Un’operazione da «primato», che vanta il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Comune-info ha provato a leggere tra le righe di quello straordinario primato ambientalista, la storia da raccontare sembra un po’ diversa da quella annunciata

Alberto Zoratti da Comune.info

E’ la prima corsa automobilistica ad emissioni zero”. Stiamo parlando del Gran premio di Monza, uno dei circuiti mondiali che prima e meglio ha costruito e alimentato il mito dei supereroi della Formula Uno. Sul podio del Gran Premio d’Italia sono saliti tutti, da Tazio Nuvolari a Sebastian Vettel, passando per Manuel Fangio, Ayrton Senna, Niki Lauda, Michael Schumacher. Nei primi anni del Campionato mondiale della Formula Uno, quella di Monza era la gara più prestigiosa, quella che concludeva l’intera competizione. Sessant’anni dopo, da Monza annunciano un nuovo primato, naturalmente al passo con le sensibilità radicalmente trasformate del nuovo millennio.

Con un accordo siglato il 25 luglio scorso tra l’Automobile Club d’Italia ed Ecostore, nota catena di prodotti per la stampa, toner, cartucce rigenerate etc., “le 12mila tonnellate di CO2 emesse dal Circus di Formula 1 durante il Gran Premio d’Italia verranno compensate con 10mila alberi in Alaska e Madagascar” secondo gli standard del Protocollo di Kyoto. Un progetto che permetterà di compensare non solo le emissioni delle roboanti monoposto, ma addirittura “quelle dei motorhome e dei veicoli tecnici dei team per il raggiungimento dell’autodromo brianzolo”.

Un’operazione “patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare”, che ha visto in conferenza stampa la presenza persino del Questore della Camera dei Deputati, l’on. Stefano Dambruoso. “Un progetto apripista”, secondo i responsabili della comunicazione di Ecostore. In effetti, la visibilità ottenuta e l’impatto mediatico derivante dal collegamento tra la tutela dell’ambiente e il profilo dei promotori con lo storico autodromo lombardo, sono stati significativi. “Alberi e campioni”, insomma. Esattamente come il titolo del sondaggio sul sito ACI che per più di un mese ha offerto la possibilità a qualsiasi appassionato di Formula 1 col pallino per l’ambiente di mettere il nome del campione preferito su uno dei 10mila alberi piantati “nel rispetto del meccanismo di Joint Implementation previsto dal Protocollo di Kyoto”.

Ed è stato proprio da qui, dal concorso lanciato da ACI e sostenuto da Ecostore e dalle informazioni fatte circolare dai promotori, che è nata la voglia di capire meglio, di approfondire un po’. Si tratta di progetti di Joint Implementation o di cos’altro?

Le operazioni di compensazione di CO2 non sono mai cosa semplice. Presuppongono, come ogni progetto che si rispetti e che coinvolga quantità fisiche (in questo caso tonnellate di gas, ettari di terreno, numeri di alberi), modalità di verifica e monitoraggio all’altezza della situazione.

Ad oggi, dopo più di un mese di contatti, verifiche, ricerche, Comune-info non è in grado di ricostruire una filiera dell’informazione completa ed esaustiva sul progetto di compensazione del Gran Premio di Monza. Nonostante i ripetuti tentativi di ottenere informazioni più dettagliate dai diretti interessati, quello che ad oggi è emerso è uno scenario ancora più incerto. Come sia possibile, in questo quadro di incertezza, garantire che ci sia un reale contributo alla lotta al cambiamento climatico, e non una semplice operazione di Green marketing, e che il nome di Nelson Piquet finisca sull’alberello che nostro figlio ha scelto, rimane un mistero tra i misteri.

Vediamo invece cosa siamo riusciti ad appurare e a capire.  [continua su Comune.info]

0 Comments

  1. Ubaldo Nannucci

    a proposito di tutela ambientale, ho constatato nei giorni scorsi un incredibile sfregio ambientale in una zona bellissima, e pressoché integra, fino a qualche tempo fa; parlo del passo delle Radici, al confine tra garfagnana e modenese, dove, alla ricerca di un sentiero che da sempre percorrevo per raggiungere il passo delle forbici, mi son trovato davanti ad un immenso sbancamento che ha devastato il manto forestale intonso (oltre i 1500) per la creazione – mi è stato detto – di piste da sci di fondo di larghezza assolutamente abnorme; benchè la zona sia già servite da piste da fondo assai belle e di ampiezza ben contenuta. ma esiste la soprintendenza?
    non aggiungo altro

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