19 settembre 2018

Golpe all'Arci. Chi ha la tessera non può votare. La rivolta dell'Andrea del Sarto

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Una tessera dell'Arci

di Cosimo Zetti

«Siamo stati fatti fuori con un colpo di mano. Ci hanno impedito di votare per il rinnovo del consiglio direttivo e si sono impossessati del circolo con un vero e proprio golpe». Per questo motivo alcuni dei soci del circolo Arci, Andrea Del Sarto, hanno avviato un’azione legale per annullare le elezioni del consiglio direttivo e chiedere il rispetto dello statuto.

Secondo loro, la nuova consultazione elettorale sarebbe stata condotta con metodi poco chiari, metodi viziati da uno statuto approssimativo che sarebbe stato cavalcato da una certa parte della politica fiorentina. «L’Arci provinciale — spiegano alcuni degli ex consiglieri — non tutela i suoi soci e ha permesso ai partiti politici di prendere possesso del luogo. Partito democratico, Comunisti italiani e Sinistra e libertà ne sono coinvolti a pieno titolo». La situazione è precipitata quando cinque consiglieri, non condividendo i metodi di gestione del circolo, si sono dimessi dall’incarico. Il 31 marzo, giorno delle nuove elezioni, i soci Arci non sono stati ammessi alla votazione. Hanno potuto votare solo 150 persone che in poco meno di due settimane hanno sottoscritto la tessera «Amici dell’Andrea del Sarto».

Gli altri, tutti i soci Arci, non sono stati ammessi al voto e non sarebbero stati neppure informati che per votare sarebbe stato necessario dotarsi della tessera. «Tutto questo è illegittimo» ha spiegato l’avvocato Marco Cambi, il legale che ha promosso l’azione per conto dei soci dimissionari. «Ci sono state gravi irregolarità nell’applicazione dello statuto perché l’assemblea deliberante è stata indetta nel totale dispregio delle norme statutarie. L’Andrea Del Sarto, che oggi conta oltre 350 soci, è finito nelle mani di persone che, proprio perchè decadute dal ruolo di consiglieri, non avrebbero potuto convocare l’assemblea e stabilire nuove norme per l’elezione del direttivo».

«Appena al corrente del caso, ho subito contattato l’Arci» ha spiegato Ornella De Zordo, capogruppo di PerUnaltracittà in consiglio comunale. «Ho fatto presente che i soci non sono stati ammessi alla votazione, ma non ho ottenuto risposte. Strano — conclude De Zordo — perché proprio l’Arci provinciale avrebbe potuto risolvere la situazione».

Fonte La Nazione

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Pronta l’azione legale del gruppo: “I partiti hanno preso questo posto”
Lite all´Andrea del Sarto soci contro il nuovo direttivo

di Ernesto Ferrara

Guerra all´Sms Andrea del Sarto di San Salvi. Alcune decine d soci della storica casa del popolo fondata nel 1897 sono pronti ad andare in tribunale e a ricorrere alle carte bollate pur di invalidare il nuovo consiglio direttivo del circolo eletto il 31 marzo. Secondo ex membri del consiglio come Arrigo Orioli, quelle elezioni sono state «un vero e proprio golpe in quanto è stato impedito a decine di persone di votare al congresso perché non in possesso della tessera “Amici dell´Andrea del Sarto”».

Per votare al rinnovo del consiglio direttivo in effetti non bastava la normale tessera Arci come accaduto fin dal 1999. Il vecchio consiglio direttivo, decaduto il 28 gennaio per le dimissioni di 5 membri, ha stabilito che per partecipare alle elezioni del 31 marzo occorreva una nuova tessera del costo di un euro: «L´Sms Andrea del Sarto è un ente autonomo, non un´emanazione dell´Arci, lo dice il suo statuto: per questo abbiamo deciso di far così», spiega Roberto Caini, presidente dell´Andrea del Sarto fino al 28 gennaio scorso. «Tutti potevano fare la nuova tessera e votare», aggiunge pure il nuovo presidente Antonio Santini. Ma secondo i “ribelli”, sostenuti da Ornella De Zordo di Perunaltracittà e seguiti dall´avvocato Marco Cambi, non è così: «Andava garantita la continuità col passato».

Ma cosa c´è dietro? «L´Arci provinciale non tutela i suoi soci: Pd, Pdci e Sel ne sono coinvolti a pieno titolo», denunciano i soci ribelli. «Ci sono state gravi irregolarità nell´applicazione dello statuto – spiega l´avvocato Marco Cambi – l´assemblea deliberante è stata indetta nel dispregio delle norme statutarie e poi sono state fatte tessere a consiglio decaduto».

«Ho contattato l´Arci – dice De Zordo – ho fatto presente che i suoi soci non sono stati ammessi alla votazione: ma nessuno si è fatto sentire». L´Arci in effetti non interviene. Santini invece rispedisce al mittente le accuse: «Abbiamo rispettato lo statuto. Per votare serve la tessera del circolo, non quella Arci. Noi siamo autonomi da statuto dall´Arci, con cui collaboriamo. E i partiti non c´entrano nulla», sostiene il nuovo presidente, secondo cui i «riottosi» non avrebbero gradito il pressing del vecchio consiglio guidato da Caini sui membri del centrodestra in Comune perché votassero un atto a tutela dell´Andrea Del Sarto, che rischia lo sfratto dal Demanio (udienza a maggio). Ma Santini su questo fronte non arretra e medita di invitare il capogruppo comunale Pdl Galli e esponenti del governo al circolo «per parlare dello sfratto pendente».

Fonte Repubblica

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